Nucleo di una supernova
Nucleo di una supernova Simulazione idrodinamica 3D
Hongfeng Yu ,
Flash Center for computational science , University of Chicago (IL)
L'evoluzione vista da Stephen Jay Gould
La notizia della morte di Gould, grande paleontologo evoluzionista e divulgatore, è stata in parte...
Risponde: Brunella Danesi, OliverioMarco
Archimede in mostra
Sabbie di Archimede

Dal 15 novembre 2011 al 20 marzo 2012, presso il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia "Leonardo da Vinci" è possibile visitare la mostra interattiva Eureka. Le geniali intuizioni di Archimede.

Archimede rappresenta un personaggio complesso. Figura storicamente certa ma ...

INFINI.TO - Planetario e Museo dell'Astronomia e dello Spazio
Infini.to 7 Sulla collina di Pino Torinese, che domina la città di Torino e ospita l'Osservatorio Astronomico, è sorto nel 2007 INFINI.TO - Planetario e Museo dell'Astronomia e dello Spazio, voluto e studiato dagli astrofisici dell'Osservatorio e finanziato dalla Regione Piemonte, il Comune di Pino ...
Cento anni di storia americana attraverso i nomi
29 giugno 2015 Cristina Da Rold
RICERCA – Ricostruire la storia d'America studiando i nomi dei suoi abitanti negli ultimi 100 anni. Questa l'idea alla base del lavoro di un gruppo di fisici italiani dell'Università di Roma la Sapienza e dell'INFN, la cui ricerca è stata pubblicata qualche giorno fa sulla rivista PNAS. Oltre 50 000 nomi all'anno esaminati tramite formule statistiche che hanno permesso ai ricercatori di individuare interessanti correlazioni fra aree geografiche anche lontane fra di loro. “Quello che abbiamo fatto noi è semplicemente analizzare i dati nudi e crudi, senza addentrarci in considerazioni di carattere storico – spiega Enzo Marinari, uno degli autori dello studio – ma crediamo che chi si occupa di studiare la storia americana potrà trarre interessanti spunti dal nostro lavoro.” La correlazione principale che è balzata subito all'occhio è che fino agli anni Sessanta del secolo scorso la diffusione dei nomi dei nuovi nati negli Stati Uniti ripercorreva l'asse storico nord-sud, con forti differenze fra le due aree, mentre negli Stati appartenenti alla stessa zona si riscontravano molte similitudini. “La rivoluzione copernicana è avvenuta a partire dagli anni Settanta” racconta Marinari. “Abbiamo infatti individuato una transizione drammatica in quegli anni: l'asse nord-sud si rompe e cominciano a essere evidenti [...]
Le stelle più antiche dell’Universo
26 giugno 2015 Cristina Da Rold
SCOPERTE - Il Very Large Telescope (VLT) dell'ESO colpisce ancora, mostrando i primi segni dell'evidenza di galassie molto luminose risalenti 800 milioni di anni dopo il Big Bang, molto prima di quelle più antiche studiate fino a oggi. Un'osservazione particolarmente importante per testare e perfezionare i modelli di formazione ed evoluzione delle galassie. La scoperta è stata effettuata da un team di ricercatori guidata da David Sobral, dell'Institute of Astrophysics and Space Sciences, e del Leiden Observatory nei Paesi Bassi, ed è valsa agli autori la pubblicazione su The Astrophysical Journal. Ci sono stelle, come il nostro Sole, relativamente recenti, e altre antichissime, che risalgono a poco dopo il Big Bang. Le prime sono dette stelle di popolazione I, mentre le più antiche sono chiamate stelle di popolazione II. Fin qui niente di strano, se non fosse che secondo i modelli utilizzati dagli astronomi, le stelle di popolazione II non dovrebbero contenere tracce di metalli, mentre in realtà tutte le stelle osservate ne hanno rivelato la presenza. Per tentare di spiegare questa apparente contraddizione gli scienziati hanno postulato l'esistenza di un terzo gruppo, detto popolazione III, composto da stelle ormai estinte antichissime, che scomparendo avrebbero rilasciato nello spazio alcuni metalli che [...]
Materia oscura, trovato un segnale compatibile con le WIMP
25 giugno 2015 Cristina Da Rold
SCOPERTE – Attualmente il candidato principale che dovrebbe aiutare gli scienziati a capire di che cosa è fatta la materia oscura sono le WIMP, acronimo di Weakly Interacting Massive Particle. Tuttavia evidenze certe del coinvolgimento di queste particelle, non previste nel Modello Standard, ancora non ce ne sono. Al tempo stesso però la possibilità che la misteriosa materia oscura sia formata proprio da WIMP è oggi più concreta, grazie a uno studio italiano pubblicato su Physical Review Letters. Si tratta dei risultati di una ricerca realizzata da Nicolao Fornengo, Marco Regis e Alessandro Cuoco (Università di Torino e INFN Torino), Enzo Branchini (Università RomaTre, INFN Roma e INAF), Matteo Viel (INAF e INFN Trieste), e Jun-Qing Xia dell'Accademia cinese delle Scienze. “Il nostro obiettivo era cercare un segnale prodotto dalle WIMP, osservando il problema da un nuovo punto di vista”, spiega Fornengo. “Il presupposto da cui siamo partiti è che se la materia oscura è davvero presente nelle strutture cosmologiche come ammassi di galassie, e se essa è davvero composta da particelle elementari che producono, per annichilazione o decadimento, un debole segnale in termini di radiazione gamma, allora deve essere possibile per noi misurare questa materia oscura e metterla in [...]
Analisi del DNA contro il bracconaggio
25 giugno 2015 Eleonora Degano
AMBIENTE – Ogni anno il bracconaggio ci porta via più di 50 000 elefanti africani, intrapresa ormai una strada che sembra avere una sola meta: estinzione. Per contrastare questo fenomeno, che riguarda purtroppo molte specie a rischio, si sta facendo di tutto. Animali sorvegliati a vista da forze armate, trasportati con gli elicotteri o privati dei corni (il de-horning), i big data per monitorare i bracconieri, corni e zanne stampati in 3D. Ma la situazione non fa che peggiorare e, mentre la paura del terrorismo fa crollare anche il guadagno che arrivava dai turisti e i simboli africani come il Serengeti sono in pericolo, si cercano nuove strade per individuare almeno gli hotspot più delicati. In modo da indirizzare gli sforzi di conservazione e tutela. Entra così in gioco il DNA, con il biologo Samuel Wassler (direttore dell’UW Center for Conservation Biology), pioniere nell’utilizzo delle evidenze genetiche per tracciare il percorso dell’avorio illegale, che da anni collabora con le forze dell’ordine per contrastarne il commercio. Fin dal 2005 sono arrivati al suo laboratorio i campioni provenienti dai vari sequestri, rotelle d’avorio delle dimensioni di una moneta prelevate dalla base delle zanne. Dagli studi di Wassler, si legge su Science, è diventato evidente che [...]
Un ictus e perdi otto anni
25 giugno 2015 Sarastulle
SALUTE – L'ictus provoca un invecchiamento importante del cervello, portandosi via sia memoria sia velocità di pensiero, come se il paziente invecchiasse di otto anni. Lo suggeriscono i test cognitivi di una ricerca della University of Michigan pubblicata da poco sulla rivista Stroke. Sono stati presi in esame i dati di 4908 pazienti, tutti di origine caucasica e africana, che avevano superato i 65 anni e già avuto un ictus. Si è trattato di uno studio piuttosto grande, che ha potuto esaminare una notevole mole di dati sia precedenti che successivi all'evento dell'ictus. La ricerca inoltre ha evidenziato che, come già anticipato da altri studi precedenti, c'è una visibile disparità razziale nelle conseguenze. I pazienti di colore mostrano un declino cognitivo maggiore rispetto a quelli caucasici. Secondo gli autori non è ancora del tutto chiaro il motivo della differenza e saranno necessari ulteriori studi per capirne di più, ma alcuni fattori – come il livello culturale, i fattori genetici e biologici – possono certamente giocare un ruolo nelle differenze razziali osservate sulle performance cognitive a lungo termine. Il risultato dello studio resta preoccupante per tutti: è sempre più chiaro che l'ictus ha serie ripercussioni non solo sulla salute, anche sull' età del nostro cervello. [...]

© Copyright SISSA - Trieste (Italy) - 2001-2015 - Accessibilità - Politica dei Cookie
Published by Sissa Medialab srl