Nucleo di una supernova
Nucleo di una supernova Simulazione idrodinamica 3D
Hongfeng Yu ,
Flash Center for computational science , University of Chicago (IL)
L'evoluzione vista da Stephen Jay Gould
La notizia della morte di Gould, grande paleontologo evoluzionista e divulgatore, è stata in parte...
Risponde: Brunella Danesi, OliverioMarco
Archimede in mostra
Sabbie di Archimede

Dal 15 novembre 2011 al 20 marzo 2012, presso il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia "Leonardo da Vinci" è possibile visitare la mostra interattiva Eureka. Le geniali intuizioni di Archimede.

Archimede rappresenta un personaggio complesso. Figura storicamente certa ma ...

INFINI.TO - Planetario e Museo dell'Astronomia e dello Spazio
Infini.to 7 Sulla collina di Pino Torinese, che domina la città di Torino e ospita l'Osservatorio Astronomico, è sorto nel 2007 INFINI.TO - Planetario e Museo dell'Astronomia e dello Spazio, voluto e studiato dagli astrofisici dell'Osservatorio e finanziato dalla Regione Piemonte, il Comune di Pino ...
Fa più male se il partner è con te
27 marzo 2015 Sara Stulle
RICERCA – Uno studio condotto dal King's College di Londra e dalla University of Hertfordshire e pubblicato sul Journal of Social Cognitive and Affective Neuroscience ha dimostrato che la presenza di un proprio caro, in particolare del partner, durante trattamenti medici dolorosi non necessariamente è di aiuto. Spesso i medici raccomandano la presenza del partner perché si pensa possa essere di supporto in situazioni di dolore fisico, eppure questo studio ha dimostrato che non è sempre così. Una quarantina di donne sono state sottoposte a un trattamento laser sulle mani e i ricercatori hanno osservato che solo in alcuni casi le volontarie dichiaravano di sentire meno dolore se il compagno era con loro. Per ogni esperimento alle donne veniva provocato un leggero stimolo doloroso sulle dita e veniva loro chiesto di dire quando sentivano più dolore. Anche le relazioni amorose delle partecipanti sono state valutate, usando un test che misura, nell'adulto, le differenze individuali dello stile di attaccamento. Inoltre sono state effettuate delle misurazioni dell'attività elettrica delle pazienti durante il trattamento laser e anche queste misurazioni oggettive hanno confermato il risultato: il dolore non cala necessariamente se il compagno è vicino e, per quelle donne che per natura tendono ad [...]
Il robot serpente per l’esplorazione urbana
27 marzo 2015 Eleonora Degano
TECNOLOGIA – Uno dei possibili compiti da far svolgere a un robot  – oltre all’assistenza agli anziani, la pulizia di casa, le operazioni di soccorso e parecchie altre opzioni – è l’esplorazione di zone o strutture in cui noi non possiamo andare. O non vogliamo. O potremmo ma è meglio evitare. Per esempio le profondità di uno scavo archeologico, una rete di tubature, una centrale elettrica. Ma per muoversi agevolmente in certi ambienti un robot deve anche avere la struttura adeguata, potersi infilare in stretti passaggi, non incastrarsi in ostacoli. E quale forma migliore di un corpo snello e allungato come quello di un serpente? L’idea arriva da un gruppo di ricercatori del Georgia Institute of Technology che, collaborando con lo zoo di Atlanta, ha studiato a lungo il comportamento e i movimenti del crotalo ceraste (Crotalus cerastes), un serpente velenoso diffuso nel sud degli Stati Uniti e in parte del Messico che si muove sulla sabbia con estrema agilità. E ha sfruttato queste ricerche per migliorare la motilità di un modello di robot serpente, lungo una novantina di centimetri. Da queste osservazioni gli scienziati sono infatti riusciti a cogliere qualche trucchetto, dettagli che permettono ai serpenti veri di muoversi [...]
Eutanasia e veterinari: è giungla
27 marzo 2015 Sara Stulle
APPROFONDIMENTO – Il 19 febbraio OggiScienza ha pubblicato un articolo scritto da Eleonora Degano sulla posizione dei medici in relazione all'eutanasia. Ciò che si evince è che, in Italia, c'è ancora una spaccatura tra quello che vuole gran parte della popolazione – in genere in linea con il pensiero dei medici – e la legge per l'eutanasia legale, che sta ancora «in stallo in qualche polveroso cassetto parlamentare. Che non sembra volersi aprire troppo presto». Mentre ci sono Paesi che hanno già preso coraggiosamente una posizione pro-eutanasia. Per quel che riguarda il campo veterinario, invece, in materia di legge c'è la giungla assoluta. Paradossalmente in Italia gli animali sembrano passarsela meglio che in altri Paesi, anche europei, ma in realtà la situazione è ben lungi dall'essere accettabile. In molti Paesi europei, come la Spagna o la Croazia, gli animali trovati vaganti (che siano randagi o semplicemente “persi”) sono trattenuti in canile per una manciata di giorni; in seguito, se nessuno li reclama, è praticata l'eutanasia. Anche per animali completamente sani e per i cuccioli. In Italia non è legale utilizzare l'eutanasia in questo modo. Su questo, la legge quadro in materia di animali (Legge 281 del 14 agosto 1991) è [...]
Amniocentesi e villocentesi: qual è il rischio di aborto?
26 marzo 2015 Valentina Murelli
GRAVIDANZA E DINTORNI - Sono, al momento, le uniche tecniche per una diagnosi certa di anomalie cromosomiche, come la trisomia 21, responsabile della sindrome di Down, o le trisomie 13 e 18. Parliamo di villocentesi (prelievo dei villi coriali da un abbozzo della placenta) e di amniocentesi (prelievo di liquido amniotico): da questi materiali si possono derivare cellule fetali, sulle quali compiere le opportune indagini genetiche. Il problema è che tutto questo può avere un costo altissimo e cioè quello di aborto. Ma quanto è alto, esattamente, il rischio di perdere un bambino (magari sano) per effetto di una di queste tecniche? La domanda è fondamentale, perché è uno degli elementi in base ai quali una coppia decide di eseguire o meno una diagnosi prenatale invasiva. Ora, uno studio apparso su Ultrasound in Obstetrics & Gynecology sostiene che il rischio è molto più basso di quanto indicato di solito, anche in linee guida istituzionali o di società scientifiche. Vediamo. Le Linee guida per una gravidanza fisiologica del Ministero della Salue citano un rischio di perdita fetale pari all'1,9% dopo amniocentesi al 2% dopo villocentesi. Significa che si stimano circa due aborti ogni 100 procedure. Secondo il Royal College of Obstetricians [...]
Più sport per vivere meglio con l’HIV
26 marzo 2015 Eleonora Degano
SALUTE - Mentre l’idea di una giovane dottoranda italiana è ora una delle più promettenti linee di ricerca per l’HIV, continua la ricerca di base sul virus e anche l’impegno del personale medico per garantire ai malati una qualità della vita il più possibile vicina a quella delle persone sane. L’ultimo suggerimento arriva da una pubblicazione sul Journal of the Association of Nurses in AIDS care: oltre alle terapie antiretrovirali, chi ha l’HIV dovrebbe seguire un piano di attività fisica elaborato specificamente in relazione alla malattia. “Le persone malate di HIV sviluppano patologie secondarie croniche prima e più frequentemente rispetto alle loro controparti sane”, spiega Allison Webel, prima firma della pubblicazione. “E le patologie cardiache sono tra quelle che rischiano di più”. I benefici del praticare regolarmente attività fisica, seguendo piani personalizzati sulle esigenze dei malati, sono numerosi: da un abbassamento del colesterolo fino a un miglioramento della salute mentale. Un impegno che ripaga. Il punto è che, per quanto migliorare il proprio stile di vita sia una linea guida che accomuna il trattamento moderno di moltissime patologie (tra tutte i tumori), esistono solamente due programmi di allenamento pensati in modo specifico per chi ha l’HIV. E con circa 140mila [...]

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