Nucleo di una supernova
Nucleo di una supernova Simulazione idrodinamica 3D
Hongfeng Yu ,
Flash Center for computational science , University of Chicago (IL)
L'evoluzione vista da Stephen Jay Gould
La notizia della morte di Gould, grande paleontologo evoluzionista e divulgatore, è stata in parte...
Risponde: Brunella Danesi, OliverioMarco
Archimede in mostra
Sabbie di Archimede

Dal 15 novembre 2011 al 20 marzo 2012, presso il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia "Leonardo da Vinci" è possibile visitare la mostra interattiva Eureka. Le geniali intuizioni di Archimede.

Archimede rappresenta un personaggio complesso. Figura storicamente certa ma ...

INFINI.TO - Planetario e Museo dell'Astronomia e dello Spazio
Infini.to 7 Sulla collina di Pino Torinese, che domina la città di Torino e ospita l'Osservatorio Astronomico, è sorto nel 2007 INFINI.TO - Planetario e Museo dell'Astronomia e dello Spazio, voluto e studiato dagli astrofisici dell'Osservatorio e finanziato dalla Regione Piemonte, il Comune di Pino ...
C’è un legame tra la Luna e i terremoti violenti?
26 settembre 2016 Vincenzo Senzatela
SCOPERTE – Luna e terremoti: il nesso è stato suggerito da tempo ma non era mai stato dimostrato. Uno studio svolto da un gruppo di ricercatori giapponesi ora cambia le carte in tavola: ssecondo i risultati pubblicati sulla rivista Nature Geoscience i terremoti violenti sono più probabili durante i giorni di Luna piena e di Luna nuova, le due giornate durante il mese in cui la tensione delle maree è più forte. Gli effetti della forza di marea combinata esercitata dalla Luna e dal Sole sono visibili tutti i giorni con il ciclico innalzarsi e abbassarsi delle acque lungo le coste. Il principale responsabile del fenomeno è proprio il nostro satellite, perché sebbene abbia una massa trascurabile rispetto al Sole è allo stesso tempo molto più vicino. La forza di marea non viene causata dal campo gravitazionale stesso di un oggetto, ma da una sua variazione più o meno rapida nello spazio, cosa più evidente quanto si è vicini alla sorgente del campo. Il suo effetto è quello di stirare i corpi celesti lungo la direzione dell’attrazione gravitazionale e in alcuni casi può portare addirittura a fenomeni di disintegrazione. Ad esempio quando un satellite si avvicina troppo a un pianeta, o quando una stella si [...]
Le strategia di difesa dei giovani alberi
26 settembre 2016 Sara Moraca
AMBIENTE – Gli alberi sono in grado di riconoscere se i propri germogli vengono strappati in modo casuale o sono stati mangiati da un animale, attivando conseguenti strategie di difesa. È quanto è emerso da un nuovo studio condotto dal German Centre for Integrative Biodiversity Research (iDiv) Halle-Jena-Leipzig e pubblicato sulle pagine della rivista Functional Ecology. In primavera i germogli sbocciano numerosi, attirando l’attenzione di diverse specie come i caprioli. Quello che per l’animale costituisce un attraente spuntino, è però fonte di vita per le piante: gli alberi, i cui germogli vengono mangiati dai cervi o da altri ungulati, impiegheranno fino a due anni in più per raggiungere il livello di crescita delle piante che non sono state prese di mira dagli animali.  Gli alberi che finiscono per essere il pasto di queste specie rischiano, nel peggiore dei casi, il rachitismo e un aggravarsi del proprio stato di salute che può decretarne la morte. Così le piante hanno sviluppato una serie di strategie difensive per scampare le attenzioni indesiderate dei caprioli. Studiando i giovani faggi (Fagus sylvatica) e gli aceri (Acer pseudoplatanus), i biologi dell’Università di Lipsia e dell’iDiv hanno scoperto che gli alberi sono in grado di riconoscere se un ramo è stato [...]
tag: difesa, ormoni
La materia oscura ha causato l’estinzione dei dinosauri?
23 settembre 2016 Veronica Nicosia
SCOPERTE – Circa 65 milioni di anni fa un gigantesco asteroide cadeva sul pianeta Terra, causando l’estinzione dei dinosauri. E se il responsabile dell’estinzione non fosse l’asteroide, ma la materia oscura? Questa l’ipotesi avanzata nel 2014 da due fisici teorici dell’università di Harvard, Lisa Randall e Matthew Reece, che in un articolo pubblicato sulla rivista scientifica Physical Review Letters spiegavano come un disco denso di materia oscura, che si trova sul piano di rotazione della Via Lattea, sarebbe stato in grado di deviare l’asteroide sul nostro pianeta. Solo un'ipotesi che forse nei prossimi mesi potrebbe però trovare conferma. La prima mappa completa della Via Lattea ottenuta dai dati raccolti dal satellite Gaia potrebbe svelare la presenza del disco di materia oscura che si trova nel piano rotazione della nostra galassia e così stabilire se la teoria di Randall e Reece ha un fondamento oppure no. Materia oscura e dinosauri: la teoria di Harvard La materia oscura costituisce il 27% della materia che si trova nell’universo, ma finora non esiste una misurazione diretta della sua esistenza. Individuarla infatti non è un compito facile per gli scienziati, dato che questa materia non interagisce per radiazione elettromagnetica, ma solo attraverso effetti gravitazionali. Proprio su [...]
La storia dell’Australia nel DNA degli aborigeni
23 settembre 2016 Stefano Dalla Casa
SCOPERTE – Grazie al DNA, la storia della nostra specie continua a regalarci colpi di scena. Questa settimana su Nature escono ben tre ricerche che mettono a fuoco le peripezie della famiglia umana dopo l'uscita dall'Africa, e lo fanno grazie a popolazioni native storicamente poco studiate dal punto di vista genetico. Fra questi si distingue la ricerca di Anna-Sapfo Malaspinas (Università di Berna) e colleghi, che per la prima volta permette di esplorare in dettaglio la storia dell'Australia attraverso il genoma dei suoi primi colonizzatori, gli aborigeni australiani. Infatti, nonostante le prove archeologiche ci raccontino che Australia e Nuova Guinea sono state colonizzate da migranti 50 000 anni fa, cioè molto prima del'Europa, fino a oggi non erano state effettuate analisi estese che permettessero di mettere in relazione l'eccezionale diversità culturale di questa regione con quella genomica, e tentare in questo modo di ricostruire il popolamento queste territori. Chiara Barbieri, genetista al Max Planck Institute for the Science of Human History e tra gli autori dello studio, a questo proposito precisa a OggiScienza: "Questo studio non sarebbe stato possibile senza aver intrapreso un lungo percorso di dialogo tra i ricercatori principali e i rappresentanti delle comunità, alcuni dei quali hanno contribuito in maniera tale da essere stati riconosciuti come coautori del lavoro." In questo modo i ricercatori [...]
Volare per lunghe distanze: questione di vento e leggi della fisica
22 settembre 2016 Giulia Annovi
SCOPERTE – Gli uccelli migratori sono in grado di coprire lunghe distanze, spesso senza fare soste. Il primato spetta alla specie Limosa lapponica, che è in grado di coprire una distanza superiore agli 11 000 chilometri senza fermarsi. Ci sono uccelli, come le fregate maggiori, che possono anche volare per due mesi consecutivi senza sosta. Un uccello migratore può arrivare a viaggiare anche per 3000 chilometri al giorno. Il record della migrazione più lunga va alla sterna artica, che per completare il suo viaggio dalle coste atlantiche dell'Europa all'Antartide e ritorno può arrivare a coprire in media 70 000 chilometri. Come fanno gli uccelli a compiere viaggi cosi lunghi? Per questi volatili è fondamentale risparmiare energia e aumentare al massimo la portata del volo. Sfruttare le correnti di aria ascensionali, le cosiddette termiche – masse di aria calda che si sollevano in seguito al loro riscaldamento – è una strategia che si rivela essenziale e tutt’altro che banale. Lo sanno i piloti di alianti: occorre prendere decisioni complesse e sviluppare strategie a lungo termine per sfruttare al meglio la spinta impartita dalle colonne d’aria. La situazione più tipica che si presenta a chi sfrutta le termiche è quella di dover fronteggiare [...]

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