Filamento branchiale di pesce osseo
Filamento branchiale di pesce osseo Microscopio ottico (campo scuro)
Massimo Brizzi
L'evoluzione vista da Stephen Jay Gould
La notizia della morte di Gould, grande paleontologo evoluzionista e divulgatore, è stata in parte...
Risponde: Brunella Danesi, OliverioMarco
Archimede in mostra
Sabbie di Archimede

Dal 15 novembre 2011 al 20 marzo 2012, presso il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia "Leonardo da Vinci" è possibile visitare la mostra interattiva Eureka. Le geniali intuizioni di Archimede.

Archimede rappresenta un personaggio complesso. Figura storicamente certa ma ...

INFINI.TO - Planetario e Museo dell'Astronomia e dello Spazio
Infini.to 7 Sulla collina di Pino Torinese, che domina la città di Torino e ospita l'Osservatorio Astronomico, è sorto nel 2007 INFINI.TO - Planetario e Museo dell'Astronomia e dello Spazio, voluto e studiato dagli astrofisici dell'Osservatorio e finanziato dalla Regione Piemonte, il Comune di Pino ...
Un fenomeno che scalda il sole
24 ottobre 2014 Giulia Annovi
SCOPERTE - La nostra esperienza comune ci suggerisce che l'aria intorno a un corpo incandescente, per quanto possa riscaldarsi, non raggiungerà mai temperature superiori all'oggetto rovente, ma nel caso del sole le cose non funzionano in questo modo.  La Corona, la parte più esterna dell'atmosfera solare,  è più calda non solo degli strati sottostanti di amosfera ma addirittura della superficie solare. La Corona infatti può raggiungere temperature fino a 600 volte superiori alla superficie, cioè fino a 1-3 milioni di gradi. Uno studio apparso su Science il 17 ottobre scorso, sembra spiegare il motivo di tale differenza di temperatura, grazie alle osservazioni raccolte con l'Interface Region Imaging Spectrograph (IRIS), lanciato dalla NASA l'anno scorso per studiare proprio l'atmosfera solare. Paola Testa dell'Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics e primo autore dello studio, ha trovato prove per spiegare il surriscaldamento della Corona tramite i nanoflares  o nanobrillamenti, la cui esistenza fu ipotizzata esattamente 50 anni fa. Proprio lo sfarfallio di questi brillamenti, che si accendono e si spengono rapidamente potrebbe innalzare la temperatura della Corona esterna. Come suggerisce il nome, i nanoflares potrebbero essere presentati come il fratello minore di un fenomeno già noto che si verifica sulla superficie solare. I flares infatti sono noti  come dei [...]
La “superevoluzione” degli OGM
24 ottobre 2014 Cristina Da Rold
RICERCA - Sebbene si parli spesso di biologia sintetica, le uniche piante totalmente sintetiche al momento sul mercato sono quelle che popolano i nostri appartamenti in inverno. “Per quanto riguarda la ricerca scientifica nel settore del biotech botanico invece, siamo ancora nel settore della ricerca di base, parlare di piante sintetiche o addirittura di computer biologici nel prossimo futuro non è assolutamente corretto.” La premessa è di Roberto Defez, dell'Istituto di Bioscienze e Biorisorse (Ibbr) del Cnr di Napoli, mentre commenta ai microfoni di OggiScienza i risultati di un recente studio dal titolo Plant synthetic biology takes root (La biologia sintetica vegetale fa le radici), pubblicato su Science da June Medford e Ashoka Prasad, dell'Università del Colorado, riguardante la possibilità di innestare sequenze di DNA completamente artificiali, cioè costruite in laboratorio, nelle piante. Obiettivo? Entrare sempre più in profondità nel microscopico della genetica del mondo vegetale per capirne con precisione la biologia molecolare. Capire insomma la funzione di ogni piccola parte del suo profilo genetico, stabilire che cosa serve a una certa struttura per funzionare. La biologia sintetica però è ancora un ambito tutto da studiare. “Non dobbiamo confondere infatti l'ambito degli organismi geneticamente modificati con quello della biologia sintetica” [...]
Com’è finita l’acqua sulla luna
23 ottobre 2014 Giulia Annovi
SCOPERTE - Da quaggiù sembra un deserto di altipiani e crateri, scolpiti in una pietra chiara, ma  i dati raccolti da tre sonde che sono passate  in prossimità della luna, hanno registrato la presenza di molecole d'acqua incastrate tra i minerali a base di silicati che compongono la sua superficie. Dal 2009 gli scienziati hanno tentato di formulare ipotesi sull'origine dell'acqua lunare, ma soltanto oggi Alice Stephant e Francois Robert del Museo Nazionale di Storia Naturale di Parigi hanno saputo trovare una dimostrazione capace di dare conferma alle precedenti congetture. È una relazione tra la stella e il satellite che scandiscono le nostre giornate a generare molecole d'acqua tra le polveri lunari. I protoni ad alta energia generati dal più esterno strato dell'atmosfera solare arriverebbero fino alla superficie lunare, combinandosi con gli ioni intrappolati tra le polveri della luna, originati a loro volta dalle radiazioni cosmiche esterne al sistema solare. Prima di confermare la presenza di acqua sono stati confrontati i dati di tre sonde spaziali, Chandrayaan-1, la sonda indiana lanciata intorno alla luna per studiarne i minerali superficiali, Cassini che era diretta verso Saturno e il veicolo spaziale della NASA  Deep Impact, lanciato per studiare la cometa Hartley 2. Poi si è pensato all'origine delle molecole [...]
Anche le coccinelle nel loro piccolo…
23 ottobre 2014 Sara Stulle
LIBRI - Nel 1979 il famoso etologo Jonathan Waage pubblicò su Science un breve articolo sul pene della libellula zigottera. Nei suoi studi, infatti, aveva scoperto che lo strano organo era dotato di uno sperm scooper, un “cucchiaino” minuscolo che, durante l'accoppiamento, ripulisce la vagina della femmina da eventuali spermatozoi depositati da altri maschi precedenti. Sembra un po' squallido, ma, tra le ricerche incluse nel libro di Menno Schilthuizen, c'è anche di peggio. Ci sono peni giganti e vagine contorte, punte, spine, labirinti di tubi, pratiche bondage, violenze sessuali e mangiatori di teste. Tutto sotto un titolo finemente ironico: “Anche le coccinelle nel loro piccolo...”. Il libro, pubblicato da Bollati Boringhieri, è una storia dell'evoluzione degli organi sessuali animali, e passa dai racconti più raccapriccianti di sesso tra lumache, tra coleotteri e tra germani (che, per inciso, sono degli stupratori veri e propri) – presi separatamente, è ovvio – alla rassegna degli studi più interessanti e pionieristici che sono stati condotti su questi argomenti. Schilthuizen ci parla di scienziati che per primi andavano a guardare con le lenti proprio lì e scoprivano cose stranissime, ma tutte in linea con il senso dell'evoluzione. E di gente strana, biologi ed entomologi, che [...]
Niente terrestri su Marte (per ora)
23 ottobre 2014 Eleonora Degano
TECNOLOGIA - Mars One è l'ambizioso progetto del ricercatore olandese Bars Lansdorp, che prevede di riuscire a spedire una prima colonia umana su Marte già nel 2025. Prima un satellite artificiale per le telecomunicazioni, poi un viaggio di sola andata per gli astronauti che, una volta arrivati a destinazione, dovrebbero essere raggiunti, ogni due anni, da un nuovo gruppo di coloni. L'unico limite per tentare la sorte sul pianeta rosso: avere tra i 18 e i 40 anni. Il 31 agosto 2013 la fondazione Mars One aveva chiuso ufficialmente la sua prima call di iscrizioni online, raccogliendo ben oltre le 200.000 adesioni da 140 paesi diversi. Tra gli aspiranti coloni marziani ad aver inviato la propria candidatura via video c'erano 46 italiani, e a fare più notizia era stato il fisico e saggista Carlo Rovelli, del Centre de Physique Theorique de Luminy, vicino a Marsiglia. “Faccio parte di una generazione che voleva cambiare il mondo ma non ci è riuscita”, raccontava lo scienziato al Corriere, “questa è una possibilità per provarci altrove”. A/R week end, parti il sabato e torni la domenica Per rendere più appetibile il progetto marziano, Lansdorp prevede di trasformarlo in una sorta di reality show, attirando [...]

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