Filamento branchiale di pesce osseo
Filamento branchiale di pesce osseo Microscopio ottico (campo scuro)
Massimo Brizzi
L'evoluzione vista da Stephen Jay Gould
La notizia della morte di Gould, grande paleontologo evoluzionista e divulgatore, è stata in parte...
Risponde: Brunella Danesi, OliverioMarco
Archimede in mostra
Sabbie di Archimede

Dal 15 novembre 2011 al 20 marzo 2012, presso il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia "Leonardo da Vinci" è possibile visitare la mostra interattiva Eureka. Le geniali intuizioni di Archimede.

Archimede rappresenta un personaggio complesso. Figura storicamente certa ma ...

INFINI.TO - Planetario e Museo dell'Astronomia e dello Spazio
Infini.to 7 Sulla collina di Pino Torinese, che domina la città di Torino e ospita l'Osservatorio Astronomico, è sorto nel 2007 INFINI.TO - Planetario e Museo dell'Astronomia e dello Spazio, voluto e studiato dagli astrofisici dell'Osservatorio e finanziato dalla Regione Piemonte, il Comune di Pino ...
Scoperto il circuito cerebrale che fa gestire la paura
28 gennaio 2015 Federico Baglioni
SCOPERTE - Un vero e proprio nuovo circuito cerebrale sembra essere coinvolto nella capacità di ricordare e apprendere la paura. Si chiama nucleo paraventricolare del talamo ed è stato scoperto da un team di ricercatori del Cold Spring Harbour Laboratory di New York, come descritto nell'articolo appena pubblicato su “Nature”. La capacità di percepire e prevedere eventi minacciosi o stressanti è essenziale per un comportamento adattivo. La paura, infatti, è un'emozione fondamentale che va gestita in maniera corretta, cosa non sempre facile: averne troppo poca rende meno "attenti" in situazioni potenzialmente pericolose, mentre se eccessiva può causare reazioni di panico inadeguati o blocchi. In entrambi i casi è a rischio la sopravvivenza del soggetto. Chi regola la paura? Da anni gli scienziati hanno mostrato che a regolare la paura e tenerla nel range corretto è l'amigdala, zona di controllo delle emozioni. Questa zona agisce assieme ad altre strutture cerebrali, una delle quali si pensava potesse essere il nucleo paraventricolare del talamo (PVT), una regione molto reattiva agli stress fisici e psicologici. Poco però si sapeva realmente sul suo ruolo. Per questo motivo il gruppo di ricercatori, guidato da Mario A. Penzo, ha cercato di monitorare l'attività cerebrale di un gruppo di topi mentre imparavano a temere determinati stimoli. Si è così scoperto che scoprendo che il PVT era [...]
INDIGO, 11 milioni di euro per una piattaforma cloud scientifica
27 gennaio 2015 Cristina Da Rold
RICERCA - È questione di mesi e l'Europa si doterà di una piattaforma software di tipo cloud per la ricerca scientifica, e a coordinare il progetto sarà l'Italia, in particolare l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN). Si chiamerà INDIGO-DataCloud ed è un progetto da 11 milioni di euro che in 30 mesi realizzerà un' infrastruttura di calcolo distribuito molto potente e accessibile da centri di ricerca sparsi in tutta Europa, che permetterà la condivisione di dati scientifici in modo più semplice. Una piattaforma che rientra in un bando della Commissione Europea legato al programma di Ricerca e Innovazione Horizon 2020 e che risponderà alle esigenze di calcolo, elaborazione o archiviazione dati richieste dalla scienza di oggi. “In realtà in Europa si è lavorato allo sviluppo e alla realizzazione di un'importante infrastruttura di calcolo federata da una decina d'anni – racconta Davide Salomoni dell’INFN-CNAF di Bologna e principal investigator di INDIGO – la European Grid Infrastructure (EGI), che comprende tecnologie di Grid Computing e coinvolge centinaia di centri di calcolo a livello europeo, fra cui il CERN di Ginevra.” Inoltre nell’ambito di Horizon 2020, l’INFN partecipa anche a un altro grande progetto recentemente approvato dalla Commissione Europea, EGI-Engage, che ha l’obiettivo [...]
Pet therapy: farsi aiutare dagli animali
27 gennaio 2015 Eleonora Degano
APPROFONDIMENTO - Gatti e cani svolgono un ruolo importantissimo nella nostra vita: chiunque sia stato accolto a casa da una coda agitatissima e festosa o da un coro di fusa sa di cosa si parla. Ma il loro ruolo, come quello di molte altre specie domestiche, può andare ben oltre la compagnia e l’amicizia essere umano-animale. Può essere quello di un catalizzatore per le interazioni sociali, portando a interagire anche quegli adulti, anziani o bambini con esigenze particolari. Di recente uno studio sulla rivista Journal of Autism and Developmental Disorders ha confermato questo ruolo sociale per i piccoli animali; i ricercatori hanno seguito 70 famiglie con bimbi e ragazzi autistici tra gli 8 e i 18 anni, tutti pazienti del MU Thompson Center for Autism and Neurodevelopmental Disorders. Il 70% delle famiglie aveva in casa un cane, mentre a rallegrare le altre dimore c’erano gatti, conigli, uccelli, persino un ragno. E i benefici sono risultati evidenti in tutti i casi: migliorava l’assertività, si presentavano più spontaneamente, rispondevano alle domande e ne facevano a loro volta molto più di prima. L’animale faceva da mediatore per le comunicazioni, facilitando la conversazione specialmente quando ne diventava l’oggetto. Se la presenza di un piccolo [...]
L’asimmetria cerebrale ci distingue dagli scimpanzé
27 gennaio 2015 Federico Baglioni
SCOPERTE - Una piccola differenza nel cervello ci distingue dagli altri primati. Questa l'ipotesi di un team di ricerca della CEA a Saclays, in Francia che ha pubblicato un articolo sui "Proceedings of the National Academy of Sciences". In questo studio, realizzato nell'unità di ricerca sulle neuroimmagini in collaborazione con l'Università di Aix-Marseille e altri istituti, si è evidenziato come una differenza di profondità di appena cinque millimetri nel cervello tra emisfero destro e sinistro potrebbe essere la chiave per interpretare l'evoluzione della nostra specie rispetto a scimpanzé e altri primati. Il cervello umano, fin dalle prime ore di sviluppo, mostra un solco temporale superiore più profondo nell'emisfero cerebrale destro rispetto a quello sinistro. La zona è quella ventrale del giro di Heschl, area che è coinvolta nella comunicazione e nella comunicazione sociale. François Leroy e i colleghi si sono accorti che questa differenza era quasi sempre presente e, facendo un'analisi più approfondita, il risultato è stato che circa il 95% della popolazione condivideva questa piccola differenza. Questo indipendentemente dal sesso, dall'età e dal fatto di essere mancini o meno. Non solo: era presente perfino in soggetti affetti da situs inversus (condizione in cui gli organi sono collocati in posizione speculare rispetto a quella usuale, come la destrocardia) o da lateralizzazione inversa del cervello (in [...]
Un olio sintetico contro la corea di Huntington
26 gennaio 2015 Federico Baglioni
SCOPERTE - Un olio trigliceride sintetico potrebbe costituire un valido alleato contro la corea di Huntington. Questa la scoperta di un team di ricercatori del Pitié-Salpêtrière University Hospital di Parigi, che ha pubblicato uno studio sulla rivista Neurology. La corea di Huntington è una malattia neurodegenerativa che colpisce soprattutto le capacità cognitive e motorie dei soggetti verso i 40-50 anni: le persone affette da questa malattia, infatti, mostrano progressivi disturbi nel comportamento, come aggressività, depressione e atteggiamenti compulsivi e hanno difficoltà a parlare, masticare ed effettuare movimenti del corpo coordinati. Si tratta di una malattia genetica causata da una mutazione autosomica dominante che, come detto, compare piuttosto tardi con l'età e dal momento di comparsa dei sintomi l'aspettativa è intorno ai 20 anni. La malattia ha una base ereditaria: i figli di un malato di corea di Huntington hanno il 50% di probabilità di ereditarla. Ecco perché c'è grande interesse per questa malattia, in particolare sulla possibilità di poterla diagnosticare precocemente. I ricercatori dello studio hanno cercato di studiare, attraverso tecniche di imaging di risonanza magnetica, il metabolismo del cervello in seguito a stimolazione. Confrontando nove pazienti ai primi stadi della malattia con tredici individui sani, gli scienziati si sono accorti che solo nelle persone sane il metabolismo cerebrale aumentava durante la stimolazione [...]

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