Nucleo di una supernova
Nucleo di una supernova Simulazione idrodinamica 3D
Hongfeng Yu ,
Flash Center for computational science , University of Chicago (IL)
L'evoluzione vista da Stephen Jay Gould
La notizia della morte di Gould, grande paleontologo evoluzionista e divulgatore, è stata in parte...
Risponde: Brunella Danesi, OliverioMarco
Archimede in mostra
Sabbie di Archimede

Dal 15 novembre 2011 al 20 marzo 2012, presso il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia "Leonardo da Vinci" è possibile visitare la mostra interattiva Eureka. Le geniali intuizioni di Archimede.

Archimede rappresenta un personaggio complesso. Figura storicamente certa ma ...

INFINI.TO - Planetario e Museo dell'Astronomia e dello Spazio
Infini.to 7 Sulla collina di Pino Torinese, che domina la città di Torino e ospita l'Osservatorio Astronomico, è sorto nel 2007 INFINI.TO - Planetario e Museo dell'Astronomia e dello Spazio, voluto e studiato dagli astrofisici dell'Osservatorio e finanziato dalla Regione Piemonte, il Comune di Pino ...
Paper all’avanguardia: fanno il botto decenni dopo la pubblicazione
28 maggio 2015 Eleonora Degano
SCOPERTE – Nel 1935 Albert Einstein, Boris Podolsky e Nathan Rosen pubblicavano un importante paper sul noto paradosso EPR (che sta appunto per Einstein-Podolsky-Rosen). Un paper che passò più o meno inosservato fino al 1994, quando fu ampiamente citato in numerose pubblicazioni. Ma ancora prima, per la precisione nel 1901, l’influente statistico Karl Pearson pubblicava un paper su Philosophical Magazine, un paper che sarebbe rimasto a dormire fino al 2002, per poi ricevere un boom di citazioni. Un secolo di ritardo, insomma. Perché alcune scoperte si guadagnano subito le luci della ribalta, numerose citazioni e una buona dose  di notorietà mentre altre rimangono silenti per decenni o più (per poi “esplodere” con conseguenze enormi, vedi il paradosso EPR)? È la domanda che si è posto un gruppo di ricerca della Bloomington School of Informatics and Computing’s Center for Complex Networks and System, curioso di svelare il perché di quei paper che chiamano sleeping beauties, le belle addormentate. Un termine coniato nel 2004 dallo statistico Anthony F.J. van Raan, che iniziando a interessarsi all’argomento aveva però concluso che si trattava di un fenomeno piuttosto raro. Ma a quanto pare non lo è. Le nuove indagini sono state pubblicate da poco su [...]
Addio Serengeti: l’Africa potrebbe perderlo in pochi decenni
27 maggio 2015 Eleonora Degano
APPROFONDIMENTO - Con i suoi 15.000 chilometri quadrati di meraviglia, il Parco nazionale del Serengeti, patrimonio dell’umanità UNESCO, è tra le più importanti riserve naturali africane. Ed è un simbolo noto in tutto il mondo per la biodiversità e famoso specialmente per la massiva migrazione che, ogni anno, coinvolge qualcosa come un milione e mezzo di gnu insieme a migliaia di zebre (presenti in abbondanza sul territorio insieme ad antilopi, elefanti e gazzelle). Il parco si trova nella parte settentrionale della Tanzania e si estende fino al Kenya attraverso la foresta Mau, la più grande foresta montana vergine dell’intero continente africano. Serengeti, in lingua Masai, significa “pianure sconfinate”. Eppure questo patrimonio naturale è tutto fuorché al sicuro, al momento, e men che meno sconfinato. Tra il disboscamento selvaggio e l’attitudine umana a sfruttare gli ambienti come fossero pozzi senza un fondo, il parco è in serio pericolo e con esso il complesso ecosistema che “beve” dal fiume Mara (da cui il limitrofo Parco nazionale di Masai Mara). Per non parlare del grave problema del bracconaggio: per limitarsi a parlare d’avorio, pensate che ogni 15 minuti un elefante viene ucciso per le sue zanne. Fanno 96 elefanti ogni 24 ore. Intanto [...]
Sentirsi nel proprio corpo? Merito di percezioni coordinate dal cervello
26 maggio 2015 Federico Baglioni
RICERCA - Per gran parte di noi è assolutamente ovvio sentirsi all'interno del nostro corpo, ma si tratta di una sensazione molto complessa che obbliga il cervello a un lavoro di coordinazione di diversi circuiti cerebrali. Questa la scoperta di un team di neuroscienziati del Karonska Institut di Stoccolma che è stata descritta nello studio pubblicato su Current Biology. I sensi di possedere un corpo ed essere localizzato da qualche parte nello spazio sono due componenti fondamentali dell'autocoscienza umana. Nonostante i numerosi studi di neurofisiologica e neuroimaging sulle rappresentazioni dell'ambiente spaziale, il rapporto tra la proprietà del corpo e l'autoposizione rimane un ambito pieno di dubbi. Alcuni studi sui ratti, che valsero nel 2014 il Nobel per la fisiologia e la medicina,  avevano infatti dimostrato l'esistenza di specifiche regioni cerebrali in grado di segnalare all'animale la propria posizione, come un GPS. Ma non era chiaro come il cervello umano formasse la percezione di essere un corpo in un dato luogo, né quali fossero le regioni coinvolte. Per questo gli scienziati hanno realizzato un esperimento su quindici soggetti, inducendo loro l'illusione che si trovassero al di fuori del proprio corpo, quando erano dentro uno scanner cerebrale. Per creare l'illusione i ricercatori si sono serviti di un casco con monitor che mostrava [...]
I nostri bambini tra i più grassi d’Europa
26 maggio 2015 Sara Stulle
APPROFONDIMENTO - In Europa un bambino su tre è obeso o sovrappeso. Non è un buon numero se andiamo a vedere attentamente cosa significhi essere obeso per un bambino. E anche se i primi effetti, e i più visibili, sono sul girovita, non sono affatto gli unici. Tant'è che il junk food, il classico cibo spazzatura da fast food, riduce l'appetito per i nuovi sapori (anche negli adulti) e, in pratica, cambia i nostri comportamenti alimentari. Lo dice uno studio pubblicato su Frontiers in Psychology nel 2013 e ne parla Federico Baglioni nel suo articolo su OggiScienza. Bambini e adolescenti obesi possono subire gravi danni all'ossatura in crescita, possono sviluppare disturbi polmonari, neurologici, apnee notturne, problemi al fegato, all'apparato cardiovascolare, al sistema endocrino. Dietro l'angolo ci sono malattie importanti come l'ipertensione o il diabete. E anche le capacità cognitive ne risentono. Il cibo spazzatura a dosi importanti sarebbe responsabile anche di un ritardo nei processi di apprendimento in età scolare. Lo aveva già confermato uno studio condotto nel 2014 da un team di scienziati della Ohio State University, coordinato da Kally Purtell e che era partito per analizzare esclusivamente gli effetti del cibo spazzatura, in particolare grassi e zuccheri, sul [...]
Baby talk: lo fanno anche i papà?
26 maggio 2015 Eleonora Degano
SCOPERTE - Quando i genitori parlano con i loro bimbi piccoli, spesso lo fanno in modo decisamente diverso da quello con il quale si rivolgono agli adulti: voci acute, toni alti, parlano quello che in inglese viene chiamato il “motherese” o baby talk, il madrese insomma. Chiamato così perché, dalle osservazioni sul rapporto genitori-figli condotte finora, parlare in questo modo sembrava prerogativa delle madri (le figure genitoriali più studiate, basandosi su un’idea sempre meno attuale di famiglia in cui è la mamma a occuparsi di crescere i bimbi). Ma lo è davvero? E che effetto ha il mammese sui bambini, in particolare sulle loro capacità di imparare a esprimersi? Mentre i ruoli parentali cambiano (mentre i consigli sulla genitorialità cercano di dare una mano) e il coinvolgimento del padre nella crescita dei figli è sempre maggiore, i ricercatori volevano rispondere anche a un’altra domanda: anche i papà cambiano modo di parlare quando si rivolgono ai propri bambini? Pare di no, hanno spiegato gli scienziati del team della Washington State University al 169esimo meeting della Acoustical Society of America. Dopo aver osservato a lungo mamme e papà. Ai genitori e ai bimbi (tutti in età da asilo) sono state attaccati dei dispositivi per [...]

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