Nucleo di una supernova
Nucleo di una supernova Simulazione idrodinamica 3D
Hongfeng Yu ,
Flash Center for computational science , University of Chicago (IL)
L'evoluzione vista da Stephen Jay Gould
La notizia della morte di Gould, grande paleontologo evoluzionista e divulgatore, è stata in parte...
Risponde: Brunella Danesi, OliverioMarco
Archimede in mostra
Sabbie di Archimede

Dal 15 novembre 2011 al 20 marzo 2012, presso il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia "Leonardo da Vinci" è possibile visitare la mostra interattiva Eureka. Le geniali intuizioni di Archimede.

Archimede rappresenta un personaggio complesso. Figura storicamente certa ma ...

INFINI.TO - Planetario e Museo dell'Astronomia e dello Spazio
Infini.to 7 Sulla collina di Pino Torinese, che domina la città di Torino e ospita l'Osservatorio Astronomico, è sorto nel 2007 INFINI.TO - Planetario e Museo dell'Astronomia e dello Spazio, voluto e studiato dagli astrofisici dell'Osservatorio e finanziato dalla Regione Piemonte, il Comune di Pino ...
Sempre più precari, sempre meno laureati: numeri dal Rapporto ANVUR 2016
30 maggio 2016 Marco Boscolo
I numeri del Rapporto 2016 raccontano un'Italia sempre meno presente nelle aule universitarie e un corpo docenti e ricercatori sempre più precario
Sensibilizzazione agli allergeni nei bambini: quando introdurre latte, uova e frutta secca?
27 maggio 2016 Eleonora Degano
SALUTE – Si è da poco conclusa l’annuale conferenza dell’American Thoracic Society (ATS), che riunisce, tra i vari professionisti, quelle impegnati nelle aree della salute respiratoria e polmonare. Una delle ricerche presentate all’incontro si basa sui dati del Canadian Healthy Infant Longitudinal Development (CHILD) Study, diretto da Malcolm Sears e che ha coinvolto oltre 1400 bambini da 0 a 12 mesi di vita. Questo studio ha mostrato che introdurre nella dieta dei bambini prodotti a base di latte vaccino come yogurt e formaggi, ma anche uova e noccioline entro il primo anno di età riduce le probabilità che sviluppino una sensibilizzazione alimentare a questi cibi potenzialmente allergenici, dunque la produzione di specifici anticorpi (IgE, le immunoglobuline). Non si tratta ancora di allergia, perché è il risultato dei primi contatti tra un potenziale allergene e l’organismo, ma “è un passo importante che va in quella direzione”, spiega in un comunicato Maxwell Tran, co-autore dello studio e ricercatore alla McMaster University di Hamilton, in Canada. Non si tratta dunque di un aspetto da trascurare, perché in base agli ultimi dati europei sulle allergie infantili (lo studio Europrevall pubblicato su Allergy la scorsa estate) queste sono in aumento: ne soffrono 2-3 bambini ogni [...]
Valutare la ricerca: indicatori, revisori e open access
27 maggio 2016 Michele Bellone
APPROFONDIMENTO – Ogni forma di investimento richiede un’analisi dei costi richiesti e dei benefici che possono essere ottenuti. Questo è possibile tramite un processo di valutazione in grado di stimare il raggiungimento di determinati obiettivi, e l’impatto a medio e lungo termine dell’attività su cui si vuole investire. Nell’ambito della ricerca, la valutazione ricopre un ruolo fondamentale poiché consente di organizzare e gestire gli investimenti in base ai risultati conseguiti e alle ricadute in termini di conoscenze, innovazione e applicazioni. Valutare la ricerca significa stabilire norme e criteri per misurare la quantità ed esprimere giudizi sulla qualità di una produzione scientifica. Ma come si svolge, in pratica, questo processo? “Ci sono due possibili approcci alla valutazione di un lavoro scientifico: quello qualitativo, che presuppone una critica costruttiva, e quello quantitativo, che si occupa di misurarne l’impatto tramite indicatori specifici”, spiega a OggiScienza Antonella De Robbio, coordinatrice delle biblioteche del Polo Giuridico dell'Università degli Studi di Padova e membro del Gruppo di Lavoro Open Access della Commissione Biblioteche della CRUI. “Il primo approccio, quello qualitativo, è incentrato sulla revisione condotta da pari (peer-review e sue varianti) mentre il secondo, quantitativo, si basa sul calcolo in termini numerici dell’impatto scientifico di una [...]
Dalla demenza ai computer quantistici, i giochi che aiutano la ricerca
26 maggio 2016 Francesca Camilli
APPROFONDIMENTO – Navigare in acque sconosciute e fotografare mostri marini. È questo lo scopo di Sea Hero Quest, un gioco per smartphone disponibile per iOS e per Android, sviluppato dai ricercatori della UCL e dell’Università dell’East Anglia, con il supporto di Deutsche Telecom e della Alzheimer’s Research UK. Sì, perché Sea Hero Quest non è un gioco di intrattenimento come tutti gli altri: mentre guidiamo la nostra barca alla ricerca dei pezzi perduti di una mappa, stiamo aiutando gli scienziati che studiano la demenza. I ricercatori che lo hanno sviluppato affermano che due minuti di gioco sono equivalenti a cinque ore di test di laboratorio. Con 100 000 partecipanti si potrebbe arrivare a una quantità di dati pari a quella che viene normalmente ottenuta in 5 anni di studi. Lo scopo è quello di capire meglio come funzionano alcune capacità cognitive, in particolare la capacità di orientamento e di navigazione spaziale (la perdita di queste abilità è tra i primi sintomi che si manifestano nella demenza). Analizzando migliaia di dati di “navigatori” anonimi, i ricercatori vorrebbero riuscire a stabilire quali sono le capacità di orientamento nella popolazione sana, in modo da riconoscere il prima possibile i casi di demenza. I dati [...]
Quei prof ribelli e l’astensione dalla valutazione della ricerca
26 maggio 2016 Viola Bachini
APPROFONDIMENTO – Qualcuno li ha chiamati “i docenti ribelli”. Lo scorso novembre, quando è iniziata a montare la protesta, in 14 044 ricercatori e professori universitari italiani avevano firmato una lettera indirizzata al Presidente della Repubblica, rivendicando lo sblocco degli scatti stipendiali nella docenza universitaria. Nelle scorse settimane, molti hanno deciso di sottrarsi alla valutazione del proprio lavoro. La protesta La situazione è esplosa negli ultimi mesi, nella “primavera delle università”, come l’ha definita qualcuno. Entro il 14 marzo scorso tutti i ricercatori delle università con contratto stabile avrebbero dovuto presentare una selezione di pubblicazioni in modo che l’ANVUR, l’ente istituito proprio per dare i voti alla ricerca nel nostro Paese, potesse stilare una classifica degli atenei più virtuosi. Il termine tecnico della procedura è VQR, acronimo che sta per Valutazione della Qualità della Ricerca. Da queste pagelle spesso dipende il destino dei progetti delle università e dei lavoratori precari: occupare una posizione più alta in classifica significa ricevere più fondi da parte del ministero e quindi poter andare avanti con gli studi. Una percentuale importante di docenti, tuttavia, per protesta, si è rifiutata di caricare nel sistema le pubblicazioni. Si parla di circa l’otto per cento dei docenti, con [...]

© Copyright SISSA - Trieste (Italy) - 2001-2016 - Accessibilità - Politica dei Cookie
Published by Sissa Medialab srl