Filamento branchiale di pesce osseo
Filamento branchiale di pesce osseo Microscopio ottico (campo scuro)
Massimo Brizzi
L'evoluzione vista da Stephen Jay Gould
La notizia della morte di Gould, grande paleontologo evoluzionista e divulgatore, è stata in parte...
Risponde: Brunella Danesi, OliverioMarco
Archimede in mostra
Sabbie di Archimede

Dal 15 novembre 2011 al 20 marzo 2012, presso il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia "Leonardo da Vinci" è possibile visitare la mostra interattiva Eureka. Le geniali intuizioni di Archimede.

Archimede rappresenta un personaggio complesso. Figura storicamente certa ma ...

INFINI.TO - Planetario e Museo dell'Astronomia e dello Spazio
Infini.to 7 Sulla collina di Pino Torinese, che domina la città di Torino e ospita l'Osservatorio Astronomico, è sorto nel 2007 INFINI.TO - Planetario e Museo dell'Astronomia e dello Spazio, voluto e studiato dagli astrofisici dell'Osservatorio e finanziato dalla Regione Piemonte, il Comune di Pino ...
Quattro neutrini trasformisti, l’oscillazione dei mu in tau è realtà
17 aprile 2014 Gianluca Dotti
RICERCA - È come se si sparasse una raffica di proiettili con un fucile, ma sul bersaglio ogni tanto arrivasse qualche freccia. Questo è ciò che accade, su scala sub-atomica, ai neutrini lanciati dal Cern di Ginevra, in Svizzera, verso i rivelatori dell’esperimento Opera installato ai Laboratori Nazionali del Gran Sasso. Vengono sparati dei neutrini di tipo mu, ma ai rivelatori sono giunti almeno quattro neutrini di tipo tau. Neutrini trasformisti, che cambiano identità mentre attraversano, in un paio di millisecondi, i 730 chilometri di roccia dalla Svizzera fino al centro Italia. La notizia non è, di per sé, nuova, perché la prima trasformazione di un neutrino mu in tau era già stata osservata nel 2010. Questa volta, però, il fenomeno ha acquisito per i fisici una sufficiente rilevanza statistica per poter affermare che la trasformazione è reale. Ne abbiamo parlato per OggiScienza con Giovanni De Lellis, professore di fisica sperimentale all’Università Federico II di Napoli e a capo dell’esperimento Opera. “Ora, con l’osservazione del quarto neutrino tau, abbiamo superato la famosa soglia statistica di quattro sigma, che tradotto in una probabilità corrisponde al 99,999% di confidenza che la transizione da mu a tau sia avvenuta davvero, e che non [...]
Prima del verbo
17 aprile 2014 Anna Sustersic
RICERCA - Una delle caratteristiche che distingue l’uomo dagli altri animali è la specifica capacità di articolare un linguaggio verbale estremamente complesso. Ma come acquisiamo questa capacità? E quando impariamo? Secondo il team di ricercatori della SISSA di Trieste (Scuola Internazionale di Studi Superiori Avanzati) guidati dal Prof. Jaques Mehler, già nei primi giorni di vita dimostreremmo la capacità di esprimere, a livello fisiologico, preferenza per alcuni tipi di sequenze di suoni che distinguono lo schema universale di linguaggio. Questi risultati suggerirebbero che noi esseri umani possediamo un sistema di riconoscimento linguistico che prescinde dall’esperienza dell’apprendimento ovvero che la “disposizione” al linguaggio non sia guidata unicamente da vincoli biologici di tipo sensomotorio ma includa, similmente a quanto avviene negli uccelli, specifici principi linguistici. La questione era controversa: i bambini nascono con una sorta di predisposizione ai suoni del linguaggio o si tratta di esperienza e apprendimento? Nell’enorme amalgama di differenti linguaggi che caratterizzano il genere umano esistono alcune regole fonetiche che sembrano essere condivise universalmente. In altre parole, secondo una precisa regola fonetica esistono gruppi di lettere, sillabe, che “piacciono” di più o di meno. Questa preferenza è ben evidente negli adulti che mostrano di preferire ad esempio la sillaba [...]
Vedere a 5 anni come sarai a 80: forse oggi è possibile
16 aprile 2014 Cristina Da Rold
RICERCA - È un gioco con cui molti genitori piace divertirsi: come sarà il mio bambino da adulto? Oggi pare che un computer sia finalmente in grado di rispondere alla domanda in meno di un minuto. Un team di ricercatori dell'Università di Washington ha recentemente sviluppato un software per generare in maniera automatica le immagini del viso di un bambino seguendone l'ipotetico invecchiamento. Produrre delle immagini di questo tipo a partire dal volto di un bambino molto piccolo, indicativamente di età inferiore a 5 anni, è la cosa più complessa tra le procedure che simulano l'invecchiamento umano. La forma e l'aspetto del volto di un bambino, e soprattutto la varietà delle sue espressioni spesso cambiano drasticamente con l'età adulta, rendendone difficile la previsione. Questa tecnica si basa sull'analisi di migliaia di volti di bambini della stessa età e sesso, calcolando le modifiche visive tra i diversi gruppi man mano che invecchiano e applicando poi tali variazioni su un nuovo individuo. Più nel dettaglio, il software è in grado di determinare la disposizione dei pixel a partire da migliaia di foto casuali di volti per genere e fascia di età. Un algoritmo individua le corrispondenze e calcola la variazione media della forma del viso attraverso [...]
EVENTI – Tra estetica e genetica nel nome dei capelli rossi
16 aprile 2014 Cristina Da Rold
EVENTI - Chi di noi non si è mai commosso da bambino ascoltando le struggenti sofferenze di Anna Shirley, la celebre “Anna dai capelli rossi”, che per colpa della sua chioma ramata e le lentiggini non veniva mai scelta per essere adottata dall'orfanotrofio? I capelli rossi nella storia sono sempre stati considerati decisamente poco appealing e, anche ai giorni nostri, pare che non siamo da meno: nel 2011 infatti la banca del seme più grande del mondo ha smesso per un certo periodo di accettare donatori dai capelli rossi che non rientravano, pare, nei gusti dei possibili fruitori della banca. Oggi invece ai capelli rossi Milano dedica addirittura una mostra fotografica. Prende il via il 16 aprile, fino al 3 giugno, “The beautiful gene” un'esposizione che ritrae uomini e donne dai capelli rossi in giro per l'Europa, documentando in 47 scatti il fantasioso ventaglio di varietà fenotipiche di questi individui. L'artista è Marina Rosso – e qui è proprio il caso di dirlo nomen omen – una giovane architetta di Udine classe 1985, vincitrice nel 2012 della borsa di studio Fabrica, il centro di ricerca sulla comunicazione di Benetton Group, che ogni anno premia giovani creativi da tutto il mondo [...]
Le moderne origini del “farò poi”
16 aprile 2014 Anna Sustersic
RICERCA - Rassegnatevi, chi ne ha una le ha tutte. Se siete impulsivi, sappiate che con buona probabilità siete affetti anche da tendenza a procrastinare e da quella fastidiosa incapacità di pianificare efficacemente il lavoro per raggiungere un obiettivo; le tre vanno a braccetto, dal punto di vista evoluzionistico e genetico. Lo raccontano i ricercatori dell’University of Colorado Boulder guidati da Daniel Gustavson, nell’articolo pubblicato sulla rivista Psychological Science. Già precedenti studi avevano ipotizzato una relazione profonda fra impulsività e tendenza a procrastinare, nonostante le due tendenze, quella del tutto subito e senza pensare e quella del “farò domani”, sembrino essere in apparente contraddizione. Ma se per l’impulsività l’origine è chiara e va ricercata in un adattamento evolutivo vincente nel periodo caccia e raccolta, quali potrebbero essere le origini della procrastinazione? Quali sono i fattori che rendono alcuni di noi più soggetti a questa tendenza? Quali i fattori cognitivi, biologici e genetici che lo determinano? Queste le domande che Daniel Gustavson e il suo team si sono posti nello studio. L’impulsività sembra un tratto ormai completamente anacronistico: poteva essere utile nelle società di cacciatori raccoglitori in cui le scelte e le necessità andavano soddisfatte di ora in ora, il più [...]

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