Nucleo di una supernova
Nucleo di una supernova Simulazione idrodinamica 3D
Hongfeng Yu ,
Flash Center for computational science , University of Chicago (IL)
L'evoluzione vista da Stephen Jay Gould
La notizia della morte di Gould, grande paleontologo evoluzionista e divulgatore, è stata in parte...
Risponde: Brunella Danesi, OliverioMarco
Archimede in mostra
Sabbie di Archimede

Dal 15 novembre 2011 al 20 marzo 2012, presso il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia "Leonardo da Vinci" è possibile visitare la mostra interattiva Eureka. Le geniali intuizioni di Archimede.

Archimede rappresenta un personaggio complesso. Figura storicamente certa ma ...

INFINI.TO - Planetario e Museo dell'Astronomia e dello Spazio
Infini.to 7 Sulla collina di Pino Torinese, che domina la città di Torino e ospita l'Osservatorio Astronomico, è sorto nel 2007 INFINI.TO - Planetario e Museo dell'Astronomia e dello Spazio, voluto e studiato dagli astrofisici dell'Osservatorio e finanziato dalla Regione Piemonte, il Comune di Pino ...
Metabolismo ed ecologia: perché alcune specie sono più diffuse?
30 giugno 2016 Maria Giovanna Romanelli
SCOPERTE – Perché alcune specie sono rare, mentre altre riescono a diffondersi in aree più ampie? Una ricerca suggerisce che la diffusione di una specie possa essere legata alla plasticità metabolica e alla possibilità di adattarsi a condizioni diverse. Lo studio ha considerato i coleotteri del genere Deronectes, confrontando specie con un'ampia espansione geografica rispetto ad altre specie imparentate endemiche di aree più ristrette e più calde. Un gruppo di ricercatori dell'Università di Plymouth, nel Regno Unito, in collaborazione con l'Università di Murcia in Spagna, ha studiato la fisiologia e il sistema immunitario di questi organismi, per comprendere come possano rispondere a diverse condizioni climatiche e adattarsi quindi a vari ambienti. Nei coleotteri acquatici la zona di propagazione è collegata alle dimensioni del corpo e alla plasticità termica, che può essere vitale per i generi che occupano ambienti con temperature variabili. La ricerca è partita dal presupposto che una specie più tollerante dal punto di vista della temperatura avesse anche una maggiore plasticità metabolica. Gli scienziati hanno poi analizzato la risposta immunitaria degli animali, chiedendosi se una maggiore capacità di adattamento termico potesse portare a un abbassamento delle energie dedicate alle difese immunitarie. I risultati hanno confermato la relazione tra la plasticità [...]
Un possibile legame tra l’età della pubertà e l’ambiente
29 giugno 2016 Valentina Daelli
SCOPERTE – L’età in cui i ragazzi e le ragazze raggiungono la maturità sessuale è in gran parte ereditaria, anche se non conosciamo del tutto i geni coinvolti. Non sappiamo per esempio che cosa controlli nei bambini con uno sviluppo normale la variabilità di questo evento, che può verificarsi tra gli 8 e i 13 anni per le femmine e tra i 9 e i 14 anni per i maschi. Inoltre negli ultimi decenni nei Paesi occidentali l’inizio della pubertà è diventato sempre più precoce, suggerendo che esistono altri fattori, oltre alla genetica, a influenzare i tempi di questa trasformazione. Ma in che modo l’ambiente può entrare in gioco per regolare l’avvento dello sviluppo sessuale? Un ruolo importante è svolto dall’epigenetica, indica una ricerca danese che ha studiato i cambiamenti del DNA in un gruppo di bambini prima e dopo l’inizio della pubertà. I ricercatori del Rigshospitalet e dell’Università di Copenhagen hanno analizzato i campioni di sangue dei bambini, ottenendo il DNA da alcune cellule presenti. Si sono concentrati in particolare sulle modifiche di metilazione, cioè un’alterazione del genoma che non prevede una mutazione nella sequenza del codice genetico. I risultati, pubblicati sulla rivista Scientific Reports, mostrano che alcune aree [...]
SKA, sospetti e proteste per il super telescopio africano
29 giugno 2016 Marco Milano
APPROFONDIMENTO – Nelle ultime settimane, scienza e società civile sono state di nuovo messe alla prova. L'oggetto della contesa che ha scatenato un nuovo caso di difficoltà di comunicazione tra le parti è un progetto internazionale di astronomia, un po' come è stato sperimentato mesi fa sul monte Mauna Kea nelle isole Hawaii. Questa volta è successo in Sud Africa, all'ombra delle prime antenne di SKA (Square Kilometer Array), il super radio telescopio che batterà in grandezza e potenza i record di Arecibo, per dirne una, e che conterà la partecipazione di Paesi da tutto il mondo, Italia compresa con la presenza di INAF. Agli abitanti delle città e degli agglomerati agricoli nelle vicinanze dei telescopi, il progetto inizia però a non piacere. Le voci di protesta hanno iniziato a farsi grosse in una serie di incontri organizzati dal Science Tech Department durante l'ultima settimana di maggio nella contea di Nothern Cape, sito che ospita un primo gruppo di telescopi già operanti, il MeerKAT. Science&Tech Dept conducting community meetings in Northern Cape ahead of policy amendments relating to #SKA. NM pic.twitter.com/RxMKlnajjp ' EWN Reporter (@ewnreporter) May 17, 2016 "In che modo ci guadagneremo?" "Come potrà aiutarci?" o, anche, "E' vero che [...]
Nella vecchiaia restano solo gli amici più cari: siamo l’unica specie così selettiva?
28 giugno 2016 Eleonora Degano
SCOPERTE- “La più consistente scoperta che ho fatto pochi giorni dopo aver compiuto sessantacinque anni è che non posso più perdere tempo a fare cose che non mi va di fare”. Se avete visto La Grande Bellezza, il film del regista Paolo Sorrentino su una Roma in bilico tra antico splendore e moderno squallore, la citazione non vi sarà nuova. E qualsiasi sia la vostra età, probabilmente avete pensato che è un’ottima strategia per non sprecare tempo e risorse. Con l’incombente minaccia del memento mori, invecchiando tendiamo a diventare più selettivi. Dedichiamo meno tempo alle cose, ma anche alle persone, che giudichiamo poco importanti. Così il numero di amici si restringe e spesso si ritira a piccola cerchia di compagni fidati; quelli che conosciamo bene e che sono ancora capaci di portare valore nella nostra vita. Siamo l’unica specie che si comporta così? Come affrontano l’invecchiamento gli altri primati, che -per quanto ne sappiamo- non sono consapevoli del tempo che passa né dell’avvicinarsi della morte? Secondo Laura Almeling del German Primate Center di Gottinga, in Germania, anche le bertucce (Macaca sylvanus) diventano più selettive con il passare del tempo. Pochi giorni fa Almeling e i suoi colleghi hanno pubblicato il resoconto [...]
Cosa ci fa l’ossigeno più antico nella distante galassia?
27 giugno 2016 Veronica Nicosia
SCOPERTE – Cosa ci fa dell'ossigeno in una galassia antica a oltre 13 miliardi di anni luce da noi? Ci aiuta a svelare il processo di reionizzazione dell'universo, quando il buio del dopo Big Bang fu squarciato dalle prime luci delle stelle. I ricercatori del National Astronomical Observatory of Japan, Naoj, hanno analizzato la galassia SXDF-NB1006-2 con il telescopio Atacama Large Millimeter/submillimeter Array, Alma, scoprendo la presenza di ossigeno ionizzato che potrebbe essere stato prodotto da un gruppo di giovani stelle giganti. Lo studio guidato da Akio Inoue, ricercatore della Osaka Sangyo University in Giappone, è stato pubblicato sulla rivista Science e rappresenta un punto di partenza importante nella comprensione dell'universo e della formazione delle prime galassie che hanno portato alla reionizzazione. Proprio lo studio degli elementi più pesanti, come l'antico ossigeno scoperto da Alma, apre una nuova strada nell'interpretazione dell'universo appena nato in uno dei periodi meno conosciuti fino ad oggi. Dal Big Bang alla reionizzazione cosmica Tutto nell'universo inizia 14 miliardi di anni fa circa, quando dal Big Bang si origina la nube di gas da cui nasceranno le prime stelle. Si tratta di un gas elettricamente neutro e opaco e tutto resta nel buio. Solo elementi leggeri [...]

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