Filamento branchiale di pesce osseo
Filamento branchiale di pesce osseo Microscopio ottico (campo scuro)
Massimo Brizzi
L'evoluzione vista da Stephen Jay Gould
La notizia della morte di Gould, grande paleontologo evoluzionista e divulgatore, è stata in parte...
Risponde: Brunella Danesi, OliverioMarco
Archimede in mostra
Sabbie di Archimede

Dal 15 novembre 2011 al 20 marzo 2012, presso il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia "Leonardo da Vinci" è possibile visitare la mostra interattiva Eureka. Le geniali intuizioni di Archimede.

Archimede rappresenta un personaggio complesso. Figura storicamente certa ma ...

INFINI.TO - Planetario e Museo dell'Astronomia e dello Spazio
Infini.to 7 Sulla collina di Pino Torinese, che domina la città di Torino e ospita l'Osservatorio Astronomico, è sorto nel 2007 INFINI.TO - Planetario e Museo dell'Astronomia e dello Spazio, voluto e studiato dagli astrofisici dell'Osservatorio e finanziato dalla Regione Piemonte, il Comune di Pino ...
Anomalie nel sangue dei macachi di Fukushima: quali i rischi?
24 luglio 2014 Valentina Daelli
RICERCA - A più di tre anni dall’incidente nucleare di Fukushima, i rischi legati ai materiali radioattivi rilasciati nell’ambiente non smettono di far discutere. Mentre gli ingegneri della TEPCO, la Tokyo Electric Power Company, sono impegnati in una lotta contro il tempo per la costruzione di una barriera di ghiaccio che bloccherebbe la fuoriuscita di acque radioattive nell’oceano, una ricerca suggerisce che l’esposizione a materiali radioattivi potrebbe avere conseguenze sulle cellule del sangue in una popolazione di primati che vive nei pressi della centrale di Fukushima. Lo studio è stato condotto da un gruppo di ricercatori giapponesi, e pubblicato su Scientific Reports. Negli anni che hanno seguito l’incidente, non sono mancate le rassicurazioni da parte delle autorità e di organizzazioni internazionali sull’assenza di un vero rischio per la salute umana a seguito dell’esposizione ai materiali radioattivi dispersi dalle esplosioni della centrale nucleare. Le ultime stime ufficiali risalgono allo scorso aprile, quando l’UNSCEAR, il Comitato Scientifico delle Nazioni Unite sugli Effetti delle Radiazioni Atomiche, ha rilasciato un rapporto che valutava i livelli di esposizione alle radiazioni e i potenziali rischi. Anche quel rapporto, come la precedente valutazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, ha sottolineato che non ci si aspetta nel futuro effetti [...]
Orologio biologico: anche il cibo vuole la sua parte
24 luglio 2014 Federico Baglioni
SCOPERTE - Anche il cibo vuole la sua parte. A regolare il nostro ritmo circadiano, l'orologio interno presente in molti organismi, non ci sarebbe solo la luce, ma anche l'alimentazione. A dimostrarlo è stato un gruppo di ricercatori delle Università giapponesi Yamaguchi e Saga, in un articolo pubblicato su Current Biology. Il ritmo circadiano è un particolare orologio che regola i ritmi quotidiani, come funzioni biologiche e comportamenti. In particolare, questo sistema modifica l'espressione genica causando picchi di attivazione in momenti precisi della giornata, in modo che le attività e le funzioni dei diversi tessuti e organi seguano l'alternanza di luce e buio. Per questo la luce ha un'influenza fondamentale su questo orologio e permette di tenere conto delle variazioni di luce con il cambio delle stagioni. Se il ruolo della luce era già stato dimostrato, numerose ricerche stanno ora indagando l'influenza di altri fattori. Un interesse non banale, dal momento che un malfunzionamento del ritmo circadiano, e quindi la mancata sincronizzazione tra ritmi fisiologici e ambientali, riduce le prestazioni fisiologiche e aumenta fortemente il rischio di diversi disturbi. Sonno, diabete, malattie cardiovascolari e cancro: queste le possibili conseguenze secondo Makoto Akashi, tra gli autori della ricerca. Uno dei fattori che sicuramente ha un'influenza sul metabolismo di un organismo è il cibo: ecco [...]
Codificare il genoma del grano: fatto
24 luglio 2014 Cristina Da Rold
RICERCA - Ne dà notizia Science: la prima bozza della mappatura completa del DNA del grano è pronta e liberamente consultabile da chiunque. Certo, a patto che la si sappia leggere. La notizia è di quelle che colpiscono forse meno nell'immediatezza l'opinione pubblica, rispetto per esempio alla mappatura del genoma umano, o a quello di un tipo di cancro, ma se pensiamo al ruolo rappresentato dal frumento all'interno della nostra dieta – il grano è il terzo cereale più coltivato al mondo dopo mais e riso – non è difficile cogliere che cosa significhi possedere la chiave per selezionare le varietà di frumento che meglio si adattano alle nostre esigenze. “È nei sogni dei ricercatori da oltre quattro anni e finalmente la prima bozza completa, anche se non ancora definitiva, è finalmente stata pubblicata” racconta Luigi Cattivelli, direttore del Centro di Ricerca per la Genomica Vegetale del CRA, il Consiglio per la Ricerca e la sperimentazione in Agricoltura. L'impresa non è certo delle più facili, trattandosi, nel caso del frumento, di oltre 100 mila geni codificati: un numero enorme se pensiamo che il genoma umano ne possiede “solo” circa 25 mila. A livello metodologico, ognuno dei 21 cromosomi del frumento è stato [...]
Cancro al pancreas: quando un enzima lo segnala prima
23 luglio 2014 Cristina Da Rold
SALUTE - Fra i diversi tipi di cancro, la diagnosi del tumore al pancreas è oggi senza dubbio la più difficile e infruttuosa. Alla difficoltà della diagnosi si aggiunge il triste primato di essere il tipo di tumore con la più bassa percentuale di sopravvivenza a 5 anni: soltanto il 5% circa dei malati. Molte sono le strade che negli ultimi anni gruppi di ricercatori in tutto il mondo stanno tentando di percorrere, l'ultima delle quali, mai seguita prima in questo tumore, è quella basata sul concetto di immunoterapia, ovvero sul riuscire a scatenare le difese immunitarie del paziente per combattere le cellule cancerose. I primi risultati sull'uso dell'immunoterapia per la diagnosi del cancro al pancreas sono stati pubblicati nel 2013 su Gastroenterology da un team guidato dall’immunologo Francesco Novelli, professore nel Dipartimento di Biotecnologie Molecolari e Scienza della salute dell’Università di Torino e sono stati recentemente discussi e confermati in occasione del recente congresso dell'American Society of Clinical Oncology a Chicago. “Qui non si sta parlando di guarire il cancro al pancreas, ma di aumentare sensibilmente la sopravvivenza dei pazienti a 5 anni”, precisa Giampaolo Tortora, Ordinario di Oncologia Medica e Direttore dell'Oncologia Medica dell'Azienda Ospedaliera Universitaria di Verona, che partecipa insieme ad [...]
Testare l’ipotesi del multiverso
23 luglio 2014 Eleonora Degano
RICERCA- L'ipotesi del multiverso, tramite gli scienziati che la sostengono, scalcia per il riconoscimento scientifico. Niente Big Bang: tutto è iniziato con il vuoto. Un vuoto che si è combinato con dell'energia (energia oscura, energia del vuoto, inflazione, meccanismo di Higgs) e un po' come dell'acqua in una pentola ha iniziato a evaporare. Formando delle bolle, distanti tra loro o disposte in modo da formare una sorta di “schiuma”. Bolle che a loro volta contenevano altro vuoto a bassa energia, un'energia grazie alla quale riuscivano tuttavia a espandersi entrando in contatto le une con le altre. Il modello cosmologico al quale siamo abituati è certo un po' diverso da questa alternativa, nella quale ogni bolla rappresenta un singolo universo. L'ipotesi è sostenuta tuttavia con strenuità da Matthew Johnson e il suo team di scienziati del Perimeter Associate, che la considerano ben più che solo una possibilità, in aderenza con le principali leggi della fisica e con ciò che sappiamo dell'inflazione cosmica. Quest'ultima non è infatti accettata universalmente, e molti modelli la rifiutano. Negli istanti che hanno seguito il Big Bang prevede infatti che l'universo si sia espanso molto rapidamente in funzione dell'energia del vuoto. Partendo dal presupposto che il campo [...]

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