« Come fai a fare un altro lavoro, quando puoi fare l’astronomo? »
(Franco Pacini, Sezze 16 Febbraio 2009, Auditorium Costa)
CRONACA – Con queste parole ci piace ricordare Franco Pacini, uno degli scienziati italiani di fama internazionale che ha portato un grande contributo all’astrofisica, che ci ha lasciato questa mattina.
Nella sua vita si è occupato di astrofisica teorica e delle alte energie,e ha dato un contributo fondamentale nella comprensione delle stelle pulsar: oggetti stellari pulsanti che si formano negli stadi finali della vita di stelle massicce in fase di collasso. Pacini ha anche studiato la complessità di oggetti lontanissimi come i quasar e le strutture galattiche compatte associate ai nuclei galattici attivi.
A livello internazionale ha contribuito alla creazione dello European Southern Observatory (ESO), che quest’anno festeggia i cinquant’anni dalla sua fondazione. È stato presidente dell’Unione Astronomica Internazionale e ha partecipato alla progettazione e realizzazione del telescopio binoculare più grande, il Large Binocular Telescope e direttore dell’Osservatorio di Arcetri e professore ordinario all’Università di Firenze.
Oltre alla grande valenza in campo scientifico, Pacini si è dedicato anche alla divulgazione scientifica scrivendo numerosi articoli sulla stampa e libri anche dedicati ai più piccoli. Qui trovate un’intervista rilasciata nel 2009 da Franco Pacini a OggiScienza: Dal telescopio alle onde gravitazionali
Crediti immagine: Robert T. Rood
SPECIALE MILLUMINODIMENO - Chi vincerà tra Giants e Patriots? Negli Stati uniti, non si parla d’altro, ormai è tempo di Super Bowl predictions. Poche ore ancora e il 5 febbraio scatta il Super Bowl 46, uno degli eventi sportivi più importanti per il paese a stelle e strisce. Se fino all’ultimo minuto non si saprà a chi andrà il titolo NFL (National Football League), sicuramente a vincere l’edizione 2012 sarà l’ambiente. Il Super Bowl di quest’anno sarà infatti per la prima volta un green event. L’organizzazione Indiana Convention center & Lucas Oil Stadium ha adottato una serie di strategie per abbattere l’impatto ambientale di un grande evento come questo. Si parte dalla struttura del Lucas Oil Stadium campo di casa degli Indianapolis Colts (), già definito negli States “a green place to play”. Lo stadio è dotato di un tetto retraibile integrato con il sistema CPI Daylighting che permette di far risparmiare i consumi energetici per l’illuminazione sfruttando il più possibile la luce naturale. Sempre sulla copertura retraibile sono state montate delle ventole particolari che permettono di mantenere un giusto movimento d’aria nell’impianto con un consumo minimo d’energia. Tutti gli ambienti interni sono illuminati con lampade a basso consumo controllate da sistemi a chiusura a fotocellula. Non manca negli spogliatoi, nei bagni e nelle aree ristoro un’attenzione particolare al risparmio idrico e sempre per risparmiare acqua, le zone esterne allo stadio, come i parcheggi e le vie di accesso, vengono pulite solamente attraverso spazzatura.
MR POD - La prevenzione dei tumori passa anche per lo stomaco: tanta verdura, niente bevande zuccherate, poca carne rossa e niente carne in scatola: una dieta di questo genere aiuta a ridurre il rischio di sviluppare un tumore, e quest'anno AIRC (l'associazione Italiano per la Ricerca contro il Cancro) punta decisamente sulla sensibilizzazione del pubblico in fatto di dieta. Sabato 4 Febbraio prossimo sarà possibile inoltre sostenere la ricerca contro il cancro comprando le "arance della salute" (il ricavato verrà devoluto alla ricerca) che verranno offerte al pubblico in numerose piazze italiane proprio da AIRC. Anna Villarini, dell'Istituto Nazionale Tumeri, ci parla di prevenzione dei tumori e dieta e ci racconta l'iniziativa di AIRC.
SALUTE - Un chip in grado di rilevare preventivamente il tumore alla prostata senza errori o falsi positivi. Inutile dire che una cosa del genere potrebbe migliorare sensibilmente le diagnosi oncologiche, ed è un risultato tutto italiano. È stato infatti sviluppato dal Consorzio Interuniversitario Nazionale per la Scienza e Tecnologia dei Materiali attraverso le Università di Parma e Catania. Il chip ha la capacità di individuare nelle urine la saracosina, un enzima che a livelli elevati indica la presenza di forme aggressive di cancro alla prostata. Finora non sono stati mai creati strumenti così efficaci per uno screening così particolare, e la ricerca è stata appena pubblicata su PNAS (Proceedings of the National Academy of Sciences of the Unites States of America).
POLITICA - Il Congresso degli Stati Uniti tramite l’Office of National Drug Control Policy (l’organismo preposto al controllo del traffico di stupefacenti) ha appena pubblicato i risultati di uno studio commissionato a un comitato scientifico internazionale, tra cui figura anche il nostro Cnr, il Consiglio Nazionale delle Ricerche. Lo studio si intitola “Feasibility of mycoherbicides for eradicating illicit drug crops”, ed è un’analisi di fattibilità per distruggere le coltivazioni di droga usando micoerbicidi. Nella lotta ai narcos, gli Usa hanno infatti pensato di “assoldare” nientemeno che ceppi di funghi fitopatogeni.
GREENJOBS - “I blocchi del traffico sono solo un palliativo. Per abbattere le polveri sottili in città dobbiamo investire sui sistemi di riscaldamento”. A sostenerlo è l’ingegner Gianfranco Pellegrini che all’Area Science Park di Trieste ha inventato “TINA, la caldaia che non inquina”. Produce 70% di energia rinnovabile, abbatte le emissioni gassose nocive e può sostituire, senza ristrutturazioni, la vecchie caldaie funzionando con impianti a termosifone. TINA è uno dei progetti di punta di Enerplan, il piano strategico di AREA e del Ministero dell’Ambiente per la produzione e l’uso efficiente dell’energia. Il primo prototipo da 100 Kw sarà presto in commercio. Abbiamo intervistato Gianfranco Pellegrini.
AMBIENTE - Nel mondo tira una brutta aria, soprattutto per le coltivazioni. Uno studio pubblicato su Biogeoscience fa capire una volta di più quanto i confini nazionali siano irrilevanti per l’inquinamento globale. La ricerca, per la prima volta con un dettaglio così specifico, dimostra l’influenza delle emissioni nocive tra un continente e l’altro. Stando ai dati dello studio, ogni anno l’Europa perde 1,2 milioni di tonnellate di grano a causa delle sostanze inquinanti derivanti dal Nord America. Un impatto finora del tutto sconosciuto, che fa capire quanto poco efficace sia ragionare a livello locale su dinamiche globali. È un po’ come un quadro impressionista: bisogna allontanarsi dal particolare, ed ecco che l’immagine appare più chiara.
AMBIENTE - Nel mondo tira una brutta aria, soprattutto per le coltivazioni. Uno studio pubblicato su Biogeoscience fa capire una volta di più quanto i confini nazionali siano irrilevanti per l’inquinamento globale. La ricerca, per la prima volta con un dettaglio così specifico, dimostra l’influenza delle emissioni nocive tra un continente e l’altro. Stando ai dati dello studio, ogni anno l’Europa perde 1,2 milioni di tonnellate di grano a causa delle sostanze inquinanti derivanti dal Nord America. Un impatto finora del tutto sconosciuto, che fa capire quanto poco efficace sia ragionare a livello locale su dinamiche globali. È un po’ come un quadro impressionista: bisogna allontanarsi dal particolare, ed ecco che l’immagine appare più chiara.
Una chiacchierata fra fisici. Uno, l'intervistatore e nostro collaboratore Luca Mazzuccato, giovane fisico di belle speranze (research assistant professor al Simons Center for Geometry and Physics dell'Università Stony Brook, NY) incontra l'altro, Shmuel Nussinov, decano della Scuola di Fisica e Astronomia all'Università di Tel Aviv (ha appena compiuto settant'anni), che gli confessa i suoi forti dubbi sul fatto che i neutrini possano viaggiare più veloci della luce. E non solo... (FS) CULTURA - Riserva sempre sorprese chiacchierare con Shmuel Nussinov, decano della Scuola di Fisica e Astronomia all'Università di Tel Aviv. Nussinov spende molti mesi ogni anno in visita presso istituti di ricerca americani: l'Institute for Advanced Study a Princeton, Upenn, l'Università del Maryland e ora la Chapman University. I suoi consueti seminari al C. N. Yang Institute per la Fisica Teorica, a Stony Brook, sono un must e sarete certi di rimanere a bocca aperta. In occasione del suo recente settantesimo compleanno, Nussinov decise di farsi un regalo unico nel suo genere: pubblicare undici articoli di fisica teorica nella stessa settimana, sui più svariati argomenti. Dalla materia oscura, alla fisica dei neutrini, alla teoria dei grafi e quant'altro
Una chiacchierata fra fisici. Uno, l'intervistatore e nostro collaboratore Luca Mazzuccato, giovane fisico di belle speranze (research assistant professor al Simons Center for Geometry and Physics dell'Università Stony Brook, NY) incontra l'altro, Shmuel Nussinov, decano della Scuola di Fisica e Astronomia all'Università di Tel Aviv (ha appena compiuto settant'anni), che gli confessa i suoi forti dubbi sul fatto che i neutrini possano viaggiare più veloci della luce. E non solo... (FS) CULTURA - Riserva sempre sorprese chiacchierare con Shmuel Nussinov, decano della Scuola di Fisica e Astronomia all'Università di Tel Aviv. Nussinov spende molti mesi ogni anno in visita presso istituti di ricerca americani: l'Institute for Advanced Study a Princeton, Upenn, l'Università del Maryland e ora la Chapman University. I suoi consueti seminari al C. N. Yang Institute per la Fisica Teorica, a Stony Brook, sono un must e sarete certi di rimanere a bocca aperta. In occasione del suo recente settantesimo compleanno, Nussinov decise di farsi un regalo unico nel suo genere: pubblicare undici articoli di fisica teorica nella stessa settimana, sui più svariati argomenti. Dalla materia oscura, alla fisica dei neutrini, alla teoria dei grafi e quant'altro
AMBIENTE - In primavera, le api soffrono spesso di una diarrea provocata dalla muffa Nosema apis. Di solito l'infezione è lieve, ma "esplode" se in precedenza hanno ingerito dosi non tossiche di un insetticida neonicotinoideo il cui uso è sospeso in Italia e vietato in altri paesi europei. Al Bee Research Lab del Dipartimento statunitense dell’agricoltura, Jeff Pettis e Dennis van Engelsdorp coordinano dalla fine del 2006 le ricerche sulla sindrome dello spopolamento degli alveari. Su Naturwissenschaften esce una loro ricerca che dovrebbe interessare gli apicoltori italiani, poiché la messa al bando dei pesticidi neonicotinoidei scade il 30 giugno prossimo. Durante l'inverno, i ricercatori hanno dato a 10 arnie del cibo con 20 parti per miliardo di imidacloprid (marchio Confidor), ad altre dieci con 2 pp-miliardo, dosi che precedenti ricerche hanno dimostrato prive di effetti sulle api adulte. Alle ultime dieci arnie, il gruppo di controllo, hanno dato cibo normale.