Giuseppe O. Longo

Dipartimento di Elettrotecnica Elettronica Informatica (DEEI), Università di Trieste

Giuseppe O. Longo è ordinario alla Facoltà di Ingegneria dell'Università di Trieste (dipartimento di Elettrotecnica Elettronica Informatica), insegna teoria dell'Informazione, disciplina che ha contribuito a introdurre in Italia.
Ha svolto studi sulla teoria delle reti, sulla teoria dei codici algebrici e sulla teoria dell'informazione, in particolare sulla codifica di sorgente, con lunghi soggiorni di ricerca e di insegnamento all'estero. Su questi argomenti ha pubblicato parecchi articoli e volumi specializzati, tra cui un manuale di Teoria dell'informazione (Boringhieri, 1980). Dal 1970 al 1990 ha diretto il dipartimento di Informazione e Automazione del Centro Internazionale di Scienze Meccaniche di Udine. É socio dell'Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti. Attualmente si occupa di epistemologia, di intelligenza artificiale, di problemi della comunicazione e delle conseguenze socioculturali dello sviluppo tecnico (soprattutto di roboetica e del rapporto uomo-computer), pubblicando articoli su riviste specializzate e di divulgazione e svolgendo un'intensa attività di conferenziere. Su questi temi ha pubblicato alcuni saggi, tra cui: Il nuovo Golem: come il computer cambia la nostra cultura (Laterza 1998); Homo technologicus (Meltemi 2001) e Il simbionte. Prove di umanità futura (Meltemi 2003).
All'attività scientifica affianca da tempo la scrittura narrativa e teatrale, collaborando riviste italiane e straniere (tra cui “Nuova prosa”, “Tratti” e “Open City” di New York). Ha pubblicato tre romanzi: Di alcune orme sopra la neve (Campanotto 1990), L'acrobata (Einaudi 1994, tradotto in Francia da Gallimard) e La gerarchia di Ackermann (Mobydick 1998, tradotto in Francia da A la Croisée),  otto raccolte di racconti, parecchi tradotti in varie lingue, e una raccolta di drammi. Molti suoi radiodrammi sono stati trasmessi dalla Rai e alcune sue opere teatrali, in particolare alcune di teatro scienza, sono state messe in scena. Ai problemi del rapporto tra scienza e letteratura ha dedicato il saggio Il senso e la narrazione (Springer 2008).
Collabora alla Rai, a diversi quotidiani, tra cui Il corriere della sera e Avvenire. Ha svolto un'intensa attività di traduttore e, tra il 1996 e il 1997, ha interpretato a teatro i ruoli principali in alcune commedie di Pinter (Troubles in the Work e Last to Go) e di Jonesco (La leçon).


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