Quando ascoltiamo musica (oppure qualcuno che ci parla), siamo ben coscienti del fatto che quei suoni ci invitano ad entrare in un'altra dimensione, un universo mentale in cui i verbi hanno il sopravvento sui nomi e niente sta ben fermo al suo posto. Quando guardiamo un'immagine, invece, veniamo mentalmente proiettati nello spazio della sua raffigurazione. Le immagini rappresentano qualcosa che non c'è, ma ce lo mettono davanti come se ci fosse. Un'illusione a cui viene normalmente difficile resistere e che spesso passa completamente inosservata. Tanto che, per mettercene in guardia,ci sono voluti dei filosofi e anche degli artisti.
Grazie a un certo isomorfismo con gli oggetti della nostra realtà quotidiana, le immagini hanno il potere di presentarci il loro oggetto facendocelo, letteralmente, vedere. Le immagini, infatti, proprio perché sono anche loro degli oggetti, camuffando la loro fisicità ci fanno entrare nel mondo dei loro significati in qualche modo di soppiatto (e forse noi ci lasciamo dolcemente scivolare in questo sogno perché ci presentano un mondo decisamente piú semplificato e stabile del mondo delle azioni e reazioni con cui abbiamo pericolosamente a che fare da svegli).
Ma se non si vuole indulgere nel cosiddetto spettacolo della natura
(o, peggio ancora, della scienza) subendo conniventi questa illusione,
occorre realizzare e far intendere che anche le immagini, seppure
con tempi e modi diversi dalla musica dei suoni e delle parole,
sono anche loro effetto dell'azione dell'uomo. Forse un modo è
proprio quello di toglierle dalla luce che le bagna come gli altri
oggetti e guardarle controluce, mostrando che sono sí oggetti, ma
con in più un marchio di fabbrica, una filigrana.
Questa classificazione
La classificazione delle immagini attorno alla quale si organizzano
queste pagine considera non tanto le immagini in sé (bianco/nero,
grafica/foto, fissa/in movimento), o il loro contenuto (biologia,
fisica, chimica, matematica, scienze naturali), quanto piuttosto
che tipo di rapporto intrattengano con il loro oggetto. Più
che una classificazione di immagini, si tratta di una classificazione
di possibili usi scientifici delle immagini. Una prima divisione
passa tra le tecniche che producono immagini come registrazioni
dirette degli oggetti reali e quelle che partono dai dati per visualizzarli
come immagini. La seconda passa invece tra questi ultimi modelli
osservativi e i modelli teorici. A ciascuna delle tre categorie
che risultano da queste due differenze corrisponde un diverso grado
di autonomia dal cosiddetto mondo esterno: dalla totale dipendenza
delle immagini calcografiche, alla totale autonomia delle figure
geometriche. Nella figura che usiamo come mappa per la navigazione
del sito, le tre sezioni sono visualizzate come triangoli di diverso
colore. Ognuna delle tre sezioni è successivamente suddivisa in
tre sotto-sezioni. Ciascuna delle nove sottosezioni contiene poi
i collegamenti alle pagine che presentano le immagini ottenute con
una data tecnica appartenente a quella categoria.