Le immagini descrivono la struttura molecolare delle prime particelle identificate come agenti patogeni di natura virale, il virus del mosaico del tabacco (TMV).
La malattia causata da queste particelle colpisce varie specie vegetali (oltre al tabacco, anche la barbabietola da zucchero, il cetriolo, il mais, la patata, il pisello, il pomodoro, ...) ed è chiamata mosaico perché si manifesta con delle macchie sulla superficie delle foglie.
Nel 1898 il botanico e microbiologo olandese Martinus Willem Beijerinck (1851-1931), con degli esperimenti di filtrazione condotti su foglie di tabacco infette, dimostrò che a causare di questa malattia dovevano essere particelle di dimensioni inferiori a quelle batterichea, che chiamò virus.
Le particelle virali di TMV furono osservate per la prima volta nel 1939 come sottili bastoncelli cilindrici lunghi circa 300 nm, con il microscopio elettronico a trasmissione.
La struttura molecolre del TMV fu ricostruita nel 1958 con metodi cristallografici da vari ricercatori, tra cui Rosalind Franklin, che ipotizzò correttamente che i cilindri fossero costituiti da un assemblaggio elicoidale di proteine contenente al suo interno un singolo filamento di acido ribonucleico (RNA).
Il rivestimento proteico del TMV è formato da circa 2130 copie di una proteina di dimensioni relativamente piccole. La molecola di RNA, colorata in arancione nell'immagine principale, codifica per le quattro molecole proteiche che cooperano all'intero ciclo vitale del virus: due per la replicazione dello stesso RNA, una per il suotrasporto da cellula a cellula nel corso dell'infezione, e quella dei "mattoncini" che formano il capside raffigurato nell'immagine di dettaglio.
L'illustrazione scientifica è stata per secoli l'unico sistema per
trasmettere l'informazione visiva sui diversi fenomeni naturali (tipi
di organismi, minerali, rocce, ecc.). Dal Rinasimento e soprattutto con
il progresso delle tecniche di stampa, ha avuto
un'enorme importanza nella comunicazione delle conoscenze scientifiche. Nonostante lo sviluppo della fotografia a colori,
l'illustrazione scientifica rimane lo strumento più efficace per la
comparazione della morfologia e all'anatomia delle diverse specie di
organismi viventi e per la determinazione della specie di appartenenza
degli esemplari osservati o rinvenuti.
Con
lo sviluppo della biologia cellulare e molecolare, attraverso
l'illustrazione sono state definite, comunicate e discusse morfologie
ricostruite a partire da numerose osservazioni o addirittura immaginate
a partire da ipotesi teoriche.
L'illustrazione scientifica
non
si riduce infatti a un lavoro di calco dell'oggetto reale. Mentre la
fotografia e le altre tecniche osservative e sperimentali utilizzate in
biologia forniscono
un insieme di informazioni filtrate dallo strumento ma non dalla
conoscenza dell'osservatore e dalle sue interpretazioni,
l'illustrazione
opera una scelta sistematica tra i fatti che vuole descrivere, allo
scopo di evidenziare ciò che è
considerato essenziale, organizzando un gran numero di dati in una
sintesi che assomiglia a quella cartografica: la prospettiva è
appiattita (o almeno non enfatizzata), la posizione è frontale (quando c'è una fronte), le superfici sono ben scontornate e
riempite con tratteggio o colore uniforme. Il
colore, i contorni netti e le proporzioni degli oggetti raffigurati
permettono una sorta di "descrizione muta" dell'oggetto nel suo insieme
e dei rapporti spaziali che intercorrono tra tutte le sue parti.
Le immagini provengono da una sezione del sito RCSB Protein Data Bank. La sezione si intitola Molecule of the Month
ed è a cura dello stesso autore delle illustrazioni. Le figure,
accompagnate da brevi testi esplicativi, descrivono le principali
caratteristiche delle molecole a cui si riferiscono.
Controluce è una raccolta di immagini scientifiche provenienti dai laboratori di ricerca.
La scienza procede per modelli e anche per immagini. L'osservazione dei fenomeni, gli esperimenti di laboratorio, l'intuizione matematica, le simulazioni al computer utilizzano in molti casi la sintesi e la capacità evocativa di un'immagine. Sopratutto, le immagini sono un irrinunciablile ingrediente della comunicazione della scienza, sia interna che esterna a una certa disciplina.
Le immagini di Controluce vengono scelte e descritte da Ulisse con un lavoro di confronto e di dialogo con gli scienziati che le hanno prodotte. Si tratta di immagini che nascono direttamente dall'attività di ricerca, ma che hanno un alto potenziale comunicativo anche per un pubblico più ampio.