Barry Eakins, Joel Robinson, Toshiya Kanamatsu, Jiro Naka, John Smith, Eiichi Takahashi, David Clague
U.S. Geological Survey, Menlo Park, California . Japan Marine Science and Technology Center, Yokosuka, Japan . University of Hawaii, School of Ocean and Earth Science and Technology, Honolulu, Hawaii . Tokyo Institute of Technology, Earth and Planetary Sciences, Tokyo, Japan . Monterey Bay Aquarium Research Institute, Monterey, California
La catena vulcanica delle Hawaii

L'arcipelago delle Hawaii è formato da otto isole principali, molti atolli, diverse isolette e alcune catene di monti sottomarini. I quindici vulcani che compongono l'arcipelago costituiscono infatti la porzione emersa di un sistema di 129 vulcani che rimangono per lo più sotto la superficie del mare.

Le isole Hawaii, che costituiscono il sistema di terre emerse più isolato di tutto il pianeta, si originano da quello che i geologi chiamano un punto caldo,  un punto caratterizzato cioè da un'antichissima attività vulcanica e situato nel mezzo (anziché ai bordi) di una placca tettonica.

I colori dell'immagine aiutano a visualizzare la struttura geologica del fondo. Ogni colore corrisponde a un intervallo di profondità. Si passa dall'arancione delle zone di minor profondità (che mostra le grandi terrazze che un tempo formavano un complesso di tre isole principali, molto più estese delle otto odierne), al celeste, al blu e al viola delle zone di crescente profondità. Le strutture più fini visualizzate dall'immagine permettono di ricostruire gli eventi vulcanici e sedimentologici che hanno portato alla odierna conformazione del fondale e che continuano a modificarla.

In rosso, all'interno delle isole con i rilievi ombreggiati in toni di grigio, sono indicate le principali colate laviche di cui rimane memoria storica.

Carta batimetrica ad alta risoluzione

Batimetria (dal greco bathys, "profondo") significa misura della profondità, e la carta rappresenta la distribuzione di queste misure. Le carte batimetriche permettono di ricavare importanti informazioni sulla morfologia dei fondali marini che è strettamente correlata alla dinamica sedimentaria di un bacino. L'interpretazione di queste informazioni consente infatti di comprendere quali siano i processi del passato e del presente responsabili del modellamento del fondo marino.

La carta risulta da diversi insiemi di dati ottenuti a diverse risoluzioni e sistemi diversi. I dati ad alta risoluzione sono stati raccolti da sofisticati sistemi multi-beam sonar  a bordo di vari battelli oceanografici e sommergibili, in una collaborazione pluriennale che ha interessato istituti scientifici americani e giapponesi. Analogamente allo side scan sonar, il sonar multi-beam scansiona la superficie del fondale utilizzando però una serie di emittenti sonore (anziché solo le due laterali dello side scan) a raggiera sotto lo scafo. Dai fasci di onde sonore di ritorno il sonar multi-beam permette di ricostruire un'immagine molto dettagliata della morfologia del fondale.

La topografia del fondo del mare che costituisce la base della carta (permettendo di riempire le aree dove mancano i dati multi-beam) è stata ricavata indirettamente a partire dalle anomalie gravitazionali rilevabili dalla variazione di livello della superficie del mare mappate da dati satellitari radar. A causa dell'attrazione gravitazionale che le rocce del fondo del mare (e anche le masse crostali) esercitano sulla massa d'acqua degli oceani, il livello marino (la superficie del mare) subisce infatti delle alterazioni locali che possono essere rilevate dal satellite e interpretate come topografia del fondo su una scala regionale e continentale.


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La scienza procede per modelli e anche per immagini. L'osservazione dei fenomeni, gli esperimenti di laboratorio, l'intuizione matematica, le simulazioni al computer utilizzano in molti casi la sintesi e la capacità evocativa di un'immagine. Sopratutto, le immagini sono un irrinunciablile ingrediente della comunicazione della scienza, sia interna che esterna a una certa disciplina.

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