L'immagine congela un'importante porzione della base microplanctonica della catena alimentare marina, rappresentando assieme unicellulari cacciatori, erbivori e produttori primari.
Le due cellule più grandi sono protozoi Strobilidium, un genere di ciliati marini di medie dimensioni. Come altri ciliati, Strobilidium è provvisto di una bocca circondata di ciglia che muove rapidamente e sincronicamente in modo da spostarsi e da creare una corrente che risucchia i protisti di dimensioni inferiori. La cellula sulla destra dell'immagine appare provvista di una doppia biocca perché sta in realtà per completare il processo di divisione cellulare (mitosi) attraverso il quale gli organismi unicellulari crescono e si moltiplicano.
All'interno della cellule di Strobilidium appaiono le sagome di altre cellule. In particolare, all'interno della cellula sulla sinistra dell'immagine si riconosce una cellula di un altra specie di ciliati, Myrionecta rubra.
Myrionecta è stata appena ingerita da Strobilidium.
All'interno della cellula di Myrionecta rubra si possono vedere altre due cellule di microalghe rosse (criptoficee). Myrionecta, infatti, dopo avere fagocitato le sue prede non le digerisce ma le ingloba vive in un vacuolo, dove queste continuano a dividersi e a produrre energia attraverso la fotosintesi.
Anche la cellula di Strobilidium sulla destra ha ingerito una cellula di Myrionecta rubra, ma ha già quasi interamente digerito la sua preda.
Il microscopio ottico è uno strumento che sfrutta la luce visibile
per creare un'immagine ingrandita di un oggetto sfruttando la
rifrazione della luce: è infatti costituito da due sistemi di lenti
(l'obiettivo e l'oculare) montati alle due estremità di un tubo chiuso.
L'obiettivo produce un'immagine reale ingrandita dell'oggetto, che si
forma nel punto focale dell'oculare, in modo che questo fornisca
all'osservatore un'immagine virtuale ingrandita.
La luce viene
concentrata con un condensatore sul campione, che viene solitamente
osservato in trasparenza. Il potere d'ingrandimento totale dello
strumento è determinato dalla lunghezza focale dei due sistemi di
lenti. Il potere risolutivo del microscopio ottico ha comunque un
limite invalicabile che è legato sostanzialmente alla lunghezza d’onda
della luce impiegata, quindi le dimensioni dell'oggetto più piccolo che
si riesce a distinguere non possono essere molto inferiori al
micrometro.
L'attrezzatura accessoria del microscopio ottico
comprende il piano portacampioni e alcuni dispositivi di regolazione
della distanza dell'obiettivo dall'oggetto, per la messa a fuoco.
In genere, i campioni da osservare vengono posti fra due sottili vetrini rettangolari e fissati sul portacampioni, che reca al centro un foro attraverso il quale passa la luce. Il tipo di microscopio con cui è stata realizzata la microfotografia delle due celule di Strobilidium è chiamato microscopio rovesciato. Il campione, anziché essere appoggiato sul vetrino e venire osservato da sopra, è contenuto in una vaschetta ed è osservato dal di sotto. Il microscopio rovesciato o invertito viene usato in biologia cellulare e in biologia marina per l'osservazione di campioni sospesi in un mezzo liquido.
Controluce è una raccolta di immagini scientifiche provenienti dai laboratori di ricerca.
La scienza procede per modelli e anche per immagini. L'osservazione dei fenomeni, gli esperimenti di laboratorio, l'intuizione matematica, le simulazioni al computer utilizzano in molti casi la sintesi e la capacità evocativa di un'immagine. Sopratutto, le immagini sono un irrinunciablile ingrediente della comunicazione della scienza, sia interna che esterna a una certa disciplina.
Le immagini di Controluce vengono scelte e descritte da Ulisse con un lavoro di confronto e di dialogo con gli scienziati che le hanno prodotte. Si tratta di immagini che nascono direttamente dall'attività di ricerca, ma che hanno un alto potenziale comunicativo anche per un pubblico più ampio.