Cavalletta dei prati

La foto ritrae un esemplare di Chorthippus brunneus, una specie di cavalletta dei prati diffusa in tutta Europa.

Le cavallette, assieme ai grilli, ai fasmidi e alle blatte appartengono all'ordine degli ortotteri, insetti caratterizzati da ali anteriori particolarmente dritte e rigide (il termine latino Orthoptera deriva dalle parole greche orthos, che significa "diritto" e pteron, che significa "ala"). Le due paia di ali sono membranose e lunghe. Strofinando la cresta posta all'interno dei femori posteriori (ben visibile nell'immagine) contro una venatura delle ali anteriori, le cavallette, come altri ortotteri, producono il loro caratteristico canto (stridulazione). Su ciascun lato del primo segmento addominale si trova un importante organo dell'udito, costituito da una membrana timpatica prominente. Il canto rappresenta una parte importante della biocomunicazione di questi insetti. I maschi competono alternandosi nella produzione di uno stridio della durata di circa mezzo secondo. Maschio e femmina invece entrano in fase producendo un unico suono ritmato.



       

Fotografia macro

Si chiama macrofotografia o fotografia macro la fotografia a forti ingrandimenti: il rapporto di riproduzione (il rapporto cioè tra le dimensioni dell'oggetto e quelle dell'immagine sulla pellicola, o sul CCD) deve essere almeno 1:1 (grandeur nature). Per ingrandimenti inferiori, si parla più propriamente di close-up. Con ingrandimenti superiori a un rapporto 10:1, si entra invece nell'ambito della microfotografia, o fotografia al microspio ottico.

La fotografia naturalistica macro richiede un buon sistema di illuminazione e un buon punto di appoggio, oltre a una certa attenzione per gli eventi che si svolgono nel microcosmo e che rimangono per lo più inosservati. La foto della cavalletta è stata realizzata con ottica Macroplanar Zeiss 100 mm adattata tramite anello su reflex Canon Eos digitale, usando il flash con potenza ridotta per schiarire le ombre e un monopiede per evitare il micromosso.



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Controluce è una raccolta di immagini scientifiche provenienti dai laboratori di ricerca.

La scienza procede per modelli e anche per immagini. L'osservazione dei fenomeni, gli esperimenti di laboratorio, l'intuizione matematica, le simulazioni al computer utilizzano in molti casi la sintesi e la capacità evocativa di un'immagine. Sopratutto, le immagini sono un irrinunciablile ingrediente della comunicazione della scienza, sia interna che esterna a una certa disciplina.

Le immagini di Controluce vengono scelte e descritte da Ulisse con un lavoro di confronto e di dialogo con gli scienziati che le hanno prodotte. Si tratta di immagini che nascono direttamente dall'attività di ricerca, ma che hanno un alto potenziale comunicativo anche per un pubblico più ampio.

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