Le diatomee (dette anche bacillarioficee) sono alghe microscopiche caratterizzate da una parete cellulare silicea, strutturalmente simile al guscio delle conchiglie bivalve. La parete difatti è costruita come una scatola (teca) con il suo coperchio (epiteca) e il suo fondo (ipoteca), detti anche facce valvari. La riproduzione avviene generalmente per divisione cellulare. Epiteca e ipoteca si separano e ciascuna cellula figlia, ricevendo una metà del guscio originale, secerne la metà mancante, leggermente più piccola, che si incastra all'interno di quella più vecchia. Divisioni cellulari successive portano alla formazione di cellule figlie sempre più piccole, finché non si raggiunge una dimensione minima. Periodicamente, una riproduzione sessuata genera cellule della dimensione originaria.
Per
forma ed ecologia, le diatomee si distinguono in pennate e centriche.
Mentre le diatomee centriche formano solitamente delle colonie
filamentose che vivono in sospensione, la maggior parte delle diatomee
pennate vive come cellule singole nei sedimenti del fondo marino; dei quali i frammenti delle valve delle diatomee (sia pennate, sia centriche) costituiscono per altro un'importante porzione.
Il microscopio ottico è uno strumento costituito da due lenti. Sfrutta
la luce visibile per creare un'immagine ingrandita di un oggetto. I due
sistemi di lenti sono l'obiettivo e l'oculare, montati alle due
estremità di un tubo chiuso. L'obiettivo produce un'immagine reale
ingrandita dell'oggetto, che si forma nel punto focale dell'oculare, in
modo che questo fornisca all'osservatore un'immagine virtuale
ingrandita.
La luce viene concentrata con un condensatore sul
campione, che viene solitamente osservato in trasparenza. Il potere
d'ingrandimento totale dello strumento è determinato dalla lunghezza
focale dei due sistemi di lenti. Il potere risolutivo del microscopio
ottico ha comunque un limite invalicabile che è legato sostanzialmente
alla lunghezza d’onda della luce impiegata, quindi le dimensioni
dell'oggetto più piccolo che si riesce a distinguere non possono essere
inferiori al micrometro.
L'attrezzatura accessoria del microscopio
ottico comprende il piano portacampioni e alcuni dispositivi di
regolazione della distanza dell'obiettivo dall'oggetto, per la messa a
fuoco. In genere, i campioni da osservare vengono posti fra due sottili
vetrini rettangolari e fissati sul portacampioni, che reca al centro un
foro attraverso il quale passa la luce. Per realizzare microfotografie,
la macchina fotografica viene montata
con un adattatore che si sostituisce all'oculare e sfrutta l'ottica
dell'obiettivo del microscopio. Al microscopio ottico, il guscio
siliceo delle diatomee risulta trasparente, mentre si può osservare
la colorazione della parete che risultano invisibili al microscopio elettronico a scansione.
Controluce è una raccolta di immagini scientifiche provenienti dai laboratori di ricerca.
La scienza procede per modelli e anche per immagini. L'osservazione dei fenomeni, gli esperimenti di laboratorio, l'intuizione matematica, le simulazioni al computer utilizzano in molti casi la sintesi e la capacità evocativa di un'immagine. Sopratutto, le immagini sono un irrinunciablile ingrediente della comunicazione della scienza, sia interna che esterna a una certa disciplina.
Le immagini di Controluce vengono scelte e descritte da Ulisse con un lavoro di confronto e di dialogo con gli scienziati che le hanno prodotte. Si tratta di immagini che nascono direttamente dall'attività di ricerca, ma che hanno un alto potenziale comunicativo anche per un pubblico più ampio.