Le immagini mostrano nanofili di arseniuro di gallio (GaAs). GaAs è un semiconduttore che sta sostituendo il silicio in circuiti integrati, diodi, celle fotovoltaiche e altri dispositivi elettronici. Si chiamano nanofili dei cristalli filiformi che vengono prodotti artificialmente nei laboratori attrezzati per le nanotecnologie.
I nanofili raffigurati nelle immagini sono stati fatti crescere dal gruppo MBE del laboratorio INFM-CNR TASC su di un substrato di GaAs cristallino tramite Epitassia da Fasci Molecolari (MBE), usando nanoparticelle di oro come catalizzatore per la crescita.
Hanno un diametro dell'ordine dei nanometri (da poche unità ad alcune decine di nm), ma possono arrivare a parecchi micrometri di lunghezza. Queste strutture quasi monodimensionali hanno attirato negli ultimi anni l’attenzione del mondo scientifico, perché possono costituire i componenti base dei futuri dispositivi elettronici e optoelettronici, che tendono verso una sempre maggiore miniaturizzazione.
I parametri che influenzano la crescita dei nanofili sono molti: per esempio, l’orientazione del substrato e i trattamenti della sua superficie, la temperatura e la durata della crescita; cambiando uno o più di questi fattori si ottengono fili differenti per dimensioni, densità e morfologia.
L'immagine principale inquadra nanofili di GaAs catalizzati con Au e cresciuti per 30 minuti su di un substrato di GaAs. La base dell'immagine misura circa 3 µm, con un ingrandimento di circa 120.000 x. Si può osservare che
i fili hanno lunghezze molto variabili (comprese fra 200 nm e 2.5 µm) e un
diametro di circa 30 nm. L’immagine è stata presa mantenedo il substrato inclinato di 45°, per poter osservare i fili in tutta la loro lunghezza. Nell’immagine correlata a maggiore ingrandimento, sulla cima di ogni nanofilo è chiaramente visibile la particella di catalizzatore ricca di Au.
L'altra immagine mostra dei nanofili di GaAs cresciuti su substrato di GaAs cristallino per 90 minuti, usando una densità inferiore di nanoparticelle di Au. Il lato base dell'immagine misura 8 µm, il substrato è stato inclinato di 30°, l'ingrandimento è circa 40.000 x. Si osservano fili orientati perpendicolarmente al substrato, con lunghezza di circa 5 µm e diametro di circa 100 nm. Rispetto al campione precedente, si può notare che il diametro dei fili non è costante, ma presenta uno o due restringimenti.
Le immagini dei due diversi campioni mostrano insomma come la
diversa durata della crescita modifichi profondamente l’aspetto dei
fili. Nel primo caso, i fili hanno diametro costante, mentre
nel secondo presentano diametro variabile con uno o due restringimenti
a collo di bottiglia. Questo è dovuto al fatto che, prolungando la
durata del processo, si arriva a una condizione in cui, oltre alla crescita verticale, ne inizia anche
una laterale.
I microscopi elettronici utilizzano un fascio di elettroni, anziché di
luce visibile. Ciò permette a questi strumenti di raggiungere una
risoluzione vari ordini di grandezza superiore a quella che si può
ottenere con il normale microscopio ottico (che non può andare molto
sotto l'ordine dei micrometri).
Esistono due tipi principali di
microscopi elettronici: il microscopio elettronico a scansione (SEM) e
il microscopio elettronico a trasmissione (TEM).
Mentre il TEM
permette di osservare il campione “in trasparenza” e può quindi essere
utilizzato solo con fettine ultra-sottili del campione mantenute
perpendicolari al fascio di elettroni, con il SEM si osservano anche
oggetti spessi, che possono venire orientati e ingranditi durante
l'osservazione. La superficie del campione viene infatti "spazzolata"
da un fascio di elettroni e l'immagine viene costruita indirettamente a
partire dagli elettroni riflessi e diffusi dalla superficie
dell'oggetto. Appositi dispositivi consentono sia di orientare il
fascio di elettroni che scansiona il campione, sia il campione rispetto
al fascio. L’oggetto deve però essere inserito in una camera a vuoto,
per evitare il rumore causato dall’interazione degli elettroni con gli
atomi che compongono i gas presenti nell’aria, nonché con la polvere e
altre impurità. Nella camera possono essere posizionati anche diversi
campioni di dimensioni relativamente grandi (dell'ordine dei
centimetri).
Nelle scienze e tecnologie che operano sulla scala micrometrica e nanometrica, il microscopio elettronico a scansione (SEM) è uno strumento fondamentale. In particolare nel Laboratorio MBE viene utilizzato costantemente, perché permette di verificare molto rapidamente alcune caratteristiche principali delle strutture ottenute, come la lunghezza, il diametro, la densità, la forma, l'orientazione, la presenza o meno del catalizzatore ed eventuali anomalie avvenute durante la crescita. Nella crescita dei nanofili è infatti molto importante capire come i vari parametri influenzino il risultato finale, perché questo rappresenta il primo passo per la realizzazione di nanofili con proprietà ad hoc.
Controluce è una raccolta di immagini scientifiche provenienti dai laboratori di ricerca.
La scienza procede per modelli e anche per immagini. L'osservazione dei fenomeni, gli esperimenti di laboratorio, l'intuizione matematica, le simulazioni al computer utilizzano in molti casi la sintesi e la capacità evocativa di un'immagine. Sopratutto, le immagini sono un irrinunciablile ingrediente della comunicazione della scienza, sia interna che esterna a una certa disciplina.
Le immagini di Controluce vengono scelte e descritte da Ulisse con un lavoro di confronto e di dialogo con gli scienziati che le hanno prodotte. Si tratta di immagini che nascono direttamente dall'attività di ricerca, ma che hanno un alto potenziale comunicativo anche per un pubblico più ampio.