. L'immagine raffigura un embrione tra il 13° e il 14° giorno dopo il concepimento (la gestazione del topo dura circa 19 giorni). Nel computo di Karl Theiler (anatomista svizzero che negli anni '80 ha definito le principali fasi dello sviluppo dell'embrione del topo), stiamo entrando nella fase 22. In questa fase, si cominciano a distinguere chiaramente le dita delle zampe anteriori e appaiono le posizioni delle dita anche di quelle posteriori, che però rimangono ancora completamente palmate. Si può anche già riconoscere l'ordinata schiera di punti da cui nasceranno le vibrisse. Nelle precedenti fasi dello sviluppo dell'embrione, la coda aveva progressivamente perso di importanza mentre ne aveva acquistato la testa, che nelle fasi successive si separerà sempre più nettamente dal corpo. Anche le dita e le zampe si articoleranno più chiaramente e il corpo si allungherà considerevolmente. Nella fase 22, l'embrione misura circa 7 mm in lunghezza e 3 mm in larghezza; nella conclusiva fase 25, misurerà circa 10 mm in lunghezza e 4 in larghezza.
La microscopia MRI, chiamata anche microspopia in risonanza magnetica (MRM), o micro-MRI (µMRI) opera secondo gli stessi principi della risonanza magnetica per immagini (MRI) utilizzata in diagnostica medica, con la differenza però che può ottenere una risoluzione spaziale molto maggiore (si passa da voxel che rappresentano cubi di 1 mm3 a voxel che rappresentano cubi di 100 µm3). Per effettuare le scansioni dei campioni si utilizzano magneti più potenti (tipicamente > 5 Tesla, contro i 2 Tesla dei più potenti magneti utilizzati in medicina) e speciali bobine per l'invio e la ricezione del segnale radio. Di solito, l'alloggiamento all'interno di queste bobine non supera di molto il cm3.
L'immagine dell'embrione di topo è stata ottenuta con una particolare tecnica di resa tridimensionale che permette di visualizzare in diretta masse di dati di mote decine di milioni di voxel (direct volume rendering).
Controluce è una raccolta di immagini scientifiche provenienti dai laboratori di ricerca.
La scienza procede per modelli e anche per immagini. L'osservazione dei fenomeni, gli esperimenti di laboratorio, l'intuizione matematica, le simulazioni al computer utilizzano in molti casi la sintesi e la capacità evocativa di un'immagine. Sopratutto, le immagini sono un irrinunciablile ingrediente della comunicazione della scienza, sia interna che esterna a una certa disciplina.
Le immagini di Controluce vengono scelte e descritte da Ulisse con un lavoro di confronto e di dialogo con gli scienziati che le hanno prodotte. Si tratta di immagini che nascono direttamente dall'attività di ricerca, ma che hanno un alto potenziale comunicativo anche per un pubblico più ampio.