Variazioni della superficie di un'equazione d'onda non lineare al variare del coefficiente cubico
Equazione d'onda non lineare

L'andamento di un'onda può essere descritto da una funzione  dello spazio e del tempo  che verifica un’equazione differenziale, ossia un’equazione che coinvolge, insieme alla funzione incognita, anche  alcune sue derivate (intuitivamente, la derivata di una funzione in un punto è la misura di quanto cresce o decresce la funzione nelle vicinanze di quel punto).

Le equazioni differenziali che descrivono un'onda non sono equazioni ordinarie, ma equazioni alle derivate parziali (PDE).

Si parla di derivate parziali quando la funzione  (Φ) dipende da più variabili (come lo spazio e il tempo): la derivata parziale (indicata dal simbolo ∂) rispetto a una data variabile misura quanto cresce o decresce la funzione  rispetto  a quella sola  variabile, mentre le altre variabili sono  mantenute costanti. Le soluzioni delle  PDE, essendo funzioni di almeno  due variabili,   sono descritte  da superfici a molte dimensioni,  e  nel caso specifico di due dimensioni, come superfici  bidimensionali,

che rappresentano il  grafico di una funzione dello spazio  (x)  e del tempo (t).

Le immagini mostrano alcuni grafici di soluzioni (Φ (x,t)) di un'equazione differenziale alle derivate parziali della forma

t, tΦ = x, xΦ + aΦ3 + bΦ2 +cΦ + d

dove a, b, c, d sono dei parametri che possono variare da grafico a grafico (nei grafici contenuti nelle immagini varia soltanto il parametro a).
Questa PDE è non lineare  perché oltre ai termini  contenenti la funzione ()  e le sue derivate, possiede termini di grado  diverso da 1.  Le soluzioni di equazioni non lineari possono  essere  molto  particolari e piccole variazioni di alcune variabili possono produrre drastici  mutamenti della  funzione. La seconda immagine correlata illustra l'andamento delle soluzioni della sopra citata equazione al variare del coefficiente del termine cubico (a). Man mano che a cresce dal valore - 4 verso lo zero, la superficie si corruga sempre di più (nell'immagine principale, a vale -1.5). Con valori di a in prossimità dello zero, la soluzione assume in vari punti valori infiniti e il suo grafico non è più rappresentabile.

Grafica al calcolatore (Mathematica)

La grafica al calcolatore viene utilizzata sempre più frequentemente per esprimere l'insieme delle soluzioni di un'equazione differenziale e studiarne  l'andamento qualitativo. Le immagini visualizzano la superficie che rappresenta un insieme di questo tipo. Sono state prodotte con Mathematica, vasto ambiente di calcolo simbolico e numerico multipiattaforma ideato e commercializzato da Stephen Wolfram. Grazie al suo linguaggio logico interno, che unifica una vasta gamma di paradigmi di programmazione, e utilizzando una schiera di algoritmi originali, Mathematica permette di creare automaticamente splendide rappresentazioni di oggetti matematici di vario tipo, che possono essere visualizzate anche con Mathematica Player, un programma distribuito gratuitamente in rete che legge tutti i documenti prodotti con Mathematica.

Il documento da cui sono state tratte le immagini fa parte di The Wolfram Demonstrations Project, un progetto didattico che raccoglie già alcune migliaia di demonstration, in ognuna delle quali un oggetto matematico (in certi casi strettamente collegato a un fenomeno fisico) può essere esplorato interattivamente.

Questa particolare demonstration si intitola Nonlinear Wave Equation Explorer e consente di  osservare "in diretta" come la superficie si modifichi al variare dei coefficienti (quadratico, cubico, lineare e costante). Possono inoltre essere operate scelte  sulla separazione iniziale dei picchi, sull'insieme delle soluzioni dell'equazione differenziale rappresentata e anche sulla qualità e sulle dimensioni (2D, o 3D) della visualizzazione.




descrivere cambi descrivere oggetti descrivere posti guardare dentro guardare vicino guardare lontano pensare spazi pensare elementi pensare relazioni

Controluce è una raccolta di immagini scientifiche provenienti dai laboratori di ricerca.

La scienza procede per modelli e anche per immagini. L'osservazione dei fenomeni, gli esperimenti di laboratorio, l'intuizione matematica, le simulazioni al computer utilizzano in molti casi la sintesi e la capacità evocativa di un'immagine. Sopratutto, le immagini sono un irrinunciablile ingrediente della comunicazione della scienza, sia interna che esterna a una certa disciplina.

Le immagini di Controluce vengono scelte e descritte da Ulisse con un lavoro di confronto e di dialogo con gli scienziati che le hanno prodotte. Si tratta di immagini che nascono direttamente dall'attività di ricerca, ma che hanno un alto potenziale comunicativo anche per un pubblico più ampio.

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