Dall’esperimento di Franklin
del 1752, è assodato che i fulmini sono la manifestazione visiva di una
scarica elettrica. La scarica si produce per una differenza di carica
tra due zone dell’atmosfera (fulmini nube-nube o nube-cielo) o tra
l’atmosfera e la superficie del globo.
È molto meno chiaro come si
produca questa differenza. Nella separazione delle cariche sono
comunque certamente coinvolti gli intensi moti verticali delle masse
d’aria che si producono prima e durante un temporale. Un importante
ruolo è infatti quello giocato dalle diverse particelle di acqua e
ghiaccio, che, a seconda del peso e delle dimensioni, durante un
temporale vengono sollevati dalle correnti ascensionali o precipitano
verso terra con la pioggia. I piccoli cristalli di ghiaccio che urtano
con le gocce più grosse (sopratutto embrioni di grandine, detti graupel) cedono loro carica negativa e portano in alto quella positiva.
I
fulmini sono un fenomeno meteorologico proverbialmente rapido. Nella
ricostruzione che se ne sono fatta gli studiosi, la formazione di un
fulmine si articola in diverse fasi che si succedono in poche frazioni
di secondo. Inizialmente si sviluppa, a scatti cui corrispondono linee
rette della lunghezza di 50m circa, un canale di ionizzazione,
lungo il quale il fulmine “cerca la sua strada” nella direzione che
offre minore resistenza al passaggio della corrente. Man mano che il
canale si avvicina al suo “bersaglio”, un simmetrico canale inizia a
svilupparsi in risposta all’attrazione elettrostatica delle cariche
positive che scendono dall’alto verso quelle negative che si sono
accumulate in basso. Queste prime due fasi non sono direttamente
osservabili. Il fulmine si manifesta quando i due canali si
congiungono. A volte, all’interno dello stesso canale di ionizzazione
si possono avere più scariche in rapidissima successione (che ai nostri
occhi appiono come un baluginìo). È il caso di alcuni dei molteplici cammini visualizzati nelle foto (nella foto principale, si notano in particolare nel gruppo di fulmini sulla destra), che a causa dell’impressione di diverse
scariche in successione appaiono sovraesposti e leggermente sfuocati.
Mentre la fotografia meteorologica documenta generalmente fenomeni
caratterizzati da una evoluzione piuttosto lenta, la particolarità
della fotografia di fulmini consiste nel fatto che tutto avviene in
pochi millesimi di secondo, ben sotto la soglia della nostra percezione
(vediamo i fulmini perché la nostra retina trattiene l’immagine per la
frazione di secondo necessario al nostro cervello per elaborarla). Per
fotografare i fulmini occorre quindi localizzare la zona del cielo dove
si stanno manifestando con maggiore frequenza ed essere pronti a
scattare. Per questa ragione, è sconsigliabile l’uso del teleobiettivo.
Attualmente, la tendenza per la documentazione fotografica e lo
studio della dinamica dei fulmini è quella di filmare il temporale con
cinepresa ad alta velocità e analizzare successivamente i singoli frame.
Rimanendo
nell’ambito della fotografia, il problema generale è quello di
mantenere un tempo di esposizione sufficientemente lungo per
raccogliere la luce delle scariche, ma non tanto da assorbire altre
luci, sia naturali, sia artificiali.
Come si vede in una delle due foto associate, i fulmini fotografati in lontananza mostrano l’arrossamento dovuto al filtro costituito dalle molecole presenti nell’atmosfera. Questo effetto può essere corretto utilizzando una pellicola adatta agli interni, che però per fulmini più ravvicinati può dare il simmetrico problema di un eccesso di blu, che si osserva nell'altra foto associata.
Controluce è una raccolta di immagini scientifiche provenienti dai laboratori di ricerca.
La scienza procede per modelli e anche per immagini. L'osservazione dei fenomeni, gli esperimenti di laboratorio, l'intuizione matematica, le simulazioni al computer utilizzano in molti casi la sintesi e la capacità evocativa di un'immagine. Sopratutto, le immagini sono un irrinunciablile ingrediente della comunicazione della scienza, sia interna che esterna a una certa disciplina.
Le immagini di Controluce vengono scelte e descritte da Ulisse con un lavoro di confronto e di dialogo con gli scienziati che le hanno prodotte. Si tratta di immagini che nascono direttamente dall'attività di ricerca, ma che hanno un alto potenziale comunicativo anche per un pubblico più ampio.