Le stelle di neutroni sono oggetti astronomici estremamente densi (hanno una massa comparabile a quella del Sole confinata in un raggio di una decina di km) . Si si trovano all’interno di nebulose che, come quella del Granchio, sono state originate dalla conflagrazione che ha dato luogo a una supernova.
Il nome di questi "cadaveri di stella" deriva dal fatto che il loro nucleo, secondo il modello più accreditato, è costituito in gran parte da neutroni. A differenza dei protoni, i neutroni possono infatti formare nuclei anche molto pesanti che, alle altissime pressioni che si producono all'interno della stella, non decadono come farebbero in superficie, ma si mantengono stabili. Tenuti assieme dalla forza di gravità, i neutroni si aggregano a formare un unico oggetto di materia densissima.
La densità di queste stelle è talmente elevata che un cucchiaino di una stella di neutroni ha il peso equivalente dell'intera catena alpina! Essendo oggetti così compatti, producono anche una notevole curvatura del loro intorno spaziotemporale (confrontabile con quello di un buco nero della stessa massa), il loro studio necessita pertanto della teoria della relatività generale di Einstein.
Le
stelle di neutroni costituiscono a volte un sistema binario: due stelle di
neutroni, ognuna delle quali ruota vorticosamente su se stessa, e che orbitano
intorno al centro di massa comune. A causa della perdita di momento angolare
attraverso l'emissione di onde gravitazionali, le due stelle orbitano in un
lento ma progressivo reciproco avvicinamento (spiraleggiamento). Raggiunta una distanza critica, il processo di fusione diventa estremamente rapido. I tempi indicati nelle immagini sono espressi in millisecondi.
L’immagine principale mostra una fase conclusiva del processo, mentre l’immagine correlata lo presenta nella sua genesi dal momento in cui le due stelle formano ancora un sistema binario.
La relatività numerica è una nuova branca della fisica computazionale, nata per descrivere i fenomeni astrofisici che si producono quando la massa dei corpi in gioco raggiunge i valori limite oltre i quali non è più possibile trascurare la curvatura dello spazio-tempo postulata dalla teoria della relatività generale. La complessità delle equazioni relativistiche ha infatti richiesto lo sviluppo di sofisticati algoritmi, l’utilizzo di potenti calcolatori e la formazione di gruppi e consorzi di ricerca. Quello all'Albert Einstein di Potsdam (Max-Planck per la fisica gravitazionale) è diretto da Luciano Rezzolla.
Le immagini visualizzano i risultati di una simulazione realizzata con il programma Cactus, ultimo risultato di un lungo lavoro svoltoal Max Planck Institute for Gravitational Physics (Albert Einstein Institute, AEI).
I dati sono stati poi resi con Amira, un programma che viene usato per visualizzare in 3D campi scalari, vettoriali e tensoriali, assieme ad altre strutture geometriche usate per modellizzare gli oggetti di dimensioni cosmologiche con cui ha a che fare la relatività generale.
Nella visualizzazione delle stelle di neutroni, la scala dei rossi codifica i valori dell'energia interna, mentre quella dei blu esprime i valori di densità di massa a riposo.
Controluce è una raccolta di immagini scientifiche provenienti dai laboratori di ricerca.
La scienza procede per modelli e anche per immagini. L'osservazione dei fenomeni, gli esperimenti di laboratorio, l'intuizione matematica, le simulazioni al computer utilizzano in molti casi la sintesi e la capacità evocativa di un'immagine. Sopratutto, le immagini sono un irrinunciablile ingrediente della comunicazione della scienza, sia interna che esterna a una certa disciplina.
Le immagini di Controluce vengono scelte e descritte da Ulisse con un lavoro di confronto e di dialogo con gli scienziati che le hanno prodotte. Si tratta di immagini che nascono direttamente dall'attività di ricerca, ma che hanno un alto potenziale comunicativo anche per un pubblico più ampio.