La bottiglia di Klein, così chiamata perché è stata descritta per la prima volta (nel 1882) dal matematico tedesco
Felix Klein, è una superficie di genere 2. In topologia, il genere di una superficie è il numero più grande di curve chiuse semplici (senza nodi) e non intersecate che possono essere disegnate sulla superficie senza separarla in due parti non connesse. La sfera ha genere 0, perché qualsiasi curva la divide in due. Un toro ha genere 1 perché esistono delle curve che la attraversano permettendo di mantenere la connessione, ma una volta tagliata lungo una di queste curve il secondo taglio opererebbe inevitabilmente una separazione tra due parti non connesse. La bottiglia di Klein, invece, può essere tagliata per due volte senza essere divisa in due parti. Con il primo taglio diventa un annulo, che al secondo taglio si trasforma in un quadrilatero.
La costruzione della superficie come è illustrata dalle figure contenute nell’immagine (da leggere andando in senso orario, da sinistra in alto a sinistra in basso) procede allungandolo, allargando un tubo e facendolo poi richiudere sull’altra estremità, in modo che i due margini combacino e la superficie sia interamente percorribile senza che si possa parlare di un retto o di un verso del foglio che la rappresenta. L’immagine è tratta da una breve animazione scaricata da
una delle pagine dedicate alla bottiglia di Klein nel sito Beyond 3D.
A differenza dall’
ipercubo, la borttiglia di Klein, o meglio la sua immersione nello spazio tridimensionale, è un’oggetto che può esssere realizzato anche fisicamente. Ne esistono infatti diverse versioni in vetro soffiato e ne è stata commercializzata anche una a maglia.