Nell'arco dei mesi il colore del mare varia considerevolmente con il variare della quantità di energia rilasciata dal sole, della forza e della direzione delle correnti, dell'apporto di sostanze nutrienti (dai fiumi e dal fondo del mare) e della conseguente crescita di microalghe.
Le immagini, secondo una scala cromatica ad andamento logaritmico (visibile lungo la base delle immagini associate), evidenziano la variazione di concentrazione di clorofilla nello strato superficiale dell'ecosistema pelagico in Mediterraneo. La clorofilla superficiale è un parametro strettamente collegato all'
abbondaza di microalghe planctoniche.
Le microalghe planctoniche sono la base di tutta la circolazione del carbonio nell'acqua del mare. Questi microrganismi (come dimensioni, vanno da dai 500 µm ai 10 µm) si moltiplicano infatti molto rapidamente in presenza di nutrienti e di luce.
Se sono disponbili sostanze nutrienti (come fosforo, azoto e carbonio e altre sostanze), le microalghe si moltiplicano costituendo una cospicua percentuale del particolato presente nell'acqua della zona eufotica, cioè negli strati più superficiali dell'acqua, dove riesce a penetrare la luce del sole. Questa zona varia molto a seconda della trasparenza dell'acqua e dell'incidenza dei raggi del sole. Nella parte sud-orientale del Mediterraneo, dove l'apporto di sedimenti da parte dei fiumi è molto ridotto, l'acqua è più trasparente, il sole più a picco e il plancton può quindi distribuirsi anche in strati più profondi del mare. Ne risulta un'acqua mediamente più povera di microalghe in superficie. Viceversa, nel bacino nord-occidentale, dove arrivano i maggiori fiumi europei e dove la luce del sole è più radente per la maggior parte dell'anno, l'acqua superficiale è generalmente più ricca di clorofilla e le differenze stagionali sono più marcate.
Nelle immagini si può notare sia la variazione stagionale, sia la forte differenza tra i due sottobacini mediterranei.