Mentre le onde elettromagnetiche si propagano in linea retta, altri tipi di propagazione ondosa (onde acustiche, termodinamiche, e soprattutto chimiche e bioelettriche) possono avere andamenti non lineari, in cui l’onda va a interferire sulla propria origine, come avviene per esempio nei "fenomeni di rientro" tipici delle aritmie cardiache rappresentati nelle figure.
I tessuti del muscolo cardiaco, come anche quelli nervosi, sono costituiti da cellule in cui la differenza di potenziale che si determina sulla membrana cellulare (per la differenza di carica elettrica l’ambiente esterno e l’ambiente interno) oscilla ritmicamente tra un potenziale di azione e uno di riposo.
Uno stimolo elettrico che origina nel nodo seno-atriale eccita le cellule dei tessuti immediatamente circostanti, le quali passano l'eccitazione alle cellule vicine, entrando subito dopo in uno stato di riposo che le prepara alla prossima eccitazione: in questo modo l'onda eccitatoria che determina il
battito cardiaco si propaga a tutto il miocardio.
Nelle aritmie cardiache, invece di propagarsi in modo rettilineo, l'onda gira su se stessa e ''rientra'' nella regione di tessuto appena stimolata. Questa eccitazione anticipata è all’origine di diversi tipi di
tachicardia. Se l'onda si rompe e i suoi frammenti serpeggiano irregolarmente nel tessuto cardiaco provocando contrazioni asincrone, la tachicardia può degenerare in
fibrillazione.
Le immagini visualizzano il prodursi di fenomeni di rientro sottoforma di onde a spirale 2D e vortici 3D (questi ultimi vengono anche chiamati
scroll). Le sequenze contenute nelle immagini associate mostrano la genesi dei fronti d’onda e dei connessi fenomeni di rientro.