Galassia in greco è un aggettivo che significa "lattea". L'aggettivo sottintende il nome comune "via", perché nel cielo la nostra Galassia appare come una via di colore chiaro, come se vi scorresse del latte.
Come intuì fin dal secolo XVII Galileo Galilei e poi ancora più chiaramente William Herschel alla fine del XVIII, quello che dal nostro punto di vista appare come una via lattiginosa, corrisponde all'addensarsi di stelle sul piano della struttura astronomica in cui si trova il Sole, una struttura discoidale che giace su un piano inclinato di circa 23°27' rispetto al piano dell'eclittica (quello su cui la Terra orbita attorno al Sole) e che per questo appare come una striscia che attraversa diagonalmente il cielo stellato.
Effettivamente, come risulta dalle odierne misure, la Galassia conta varie centinaia di miliardi di stelle che si distribuiscono come un enorme disco di 30-40 kpc di raggio e 500 pc di spessore (un parsec equivale a 3,258 anni luce).
Attorno agli anni ’20, con accurati calcoli della distanza di alcune delle stelle visibili da Terra, l’astronomo statunitense Harlow Shapley determinò la posizione del
centro della Galassia, che si trova a circa 8 kpc dal Sole nella porzione di cielo definita dalla costellazione del Sagittario, dove infatti la Via lattea appare più chiara. Questo nucleo centrale (al quale gli astronomi, parlando della nostra come di altre galassie, si riferiscono spesso con il temine inglese
bulge, che significa “rigonfiamento”), ha un diametro di 1 kpc e un altezza di 0,4 kpc ed è costituito da antiche stelle ad alto contenuto di metalli (per gli astronomi sono metalli tutti gli elementi più pesanti dell'elio). Il disco invece contiene gas, polveri e stelle. La parte più interna e sottile del disco contiene grandi quantità di gas a bassissima temperatura, mentre gli strati via via più esterni, oltre a gas a temperatura molto più alta contengono anche stelle immarse in dense nubi di polvere.La Galassia appare come una striscia di colore chiaro relativamente uniforme perché le polveri dello spazio interstellare diffondono e oscurano la luce emessa dalle stelle sulle frequenze del visibile, nascondendo completamente il nucleo galattico. Le stesse polveri sono invece trasparenti alle emissioni di luce infrarossa. Su queste frequenze risulta quindi osservabile non solo il nucleo, ma anche la maggior parte delle stelle del disco galattico, altrimenti coperte dalle polveri.
I colori dell’immagine - dal blu al rosso - visualizzano l’addensarsi delle giganti rosse (un tipo di popolazione stellare che si distribuisce in modo particolarmente uniforme nei diversi strati che costituiscono il disco della Galassia), mostrando una chiara ondulazione alle estremità del disco. Si nota cioè che il disco della Via Lattea non è come quello di alcune delle altre galassie (a differenza della nostra, le altre galassie le vediamo dall’esterno), che appaiono giacere su un piano perfettamente piatto (come è il caso per esempio della
galassia Sombrero), ma è ondulato come il 90% delle galassie abbastanza vicine perché l'ondulazione possa essere apprezzata.