Le immagini sono state realizzate con una workstation dedicata all’elaborazione tridimensionale situata presso la Struttura Complessa di Radiologia dell’Ospedale di Cattinara. I dati di partenza per la ricostruzione sono stati registrati durante un esame clinico effettuato nella stessa struttura con un’apparecchiatura TAC multislice a 64 strati.
Questo tipo di TAC multislice a 64 strati permette di ottenere nitide e dettagliate immagini anche di organi in continuo movimento, come il cuore.
La TAC multislice a 64 strati è l’ultima generazione della
TAC multislice, a sua volta una recente evoluzione della
TAC spirale.
Il termine
multislice si riferisce alla molteplicità delle file di rivelatori e quindi di "fette" del corpo che possono essere scansite simultaneamente.Passare da una singola linea a una superficie di rivelatori ha sensibilmente accelerato i tempi della scansione, portando recentemente a risoluzioni temporali paragonabili se non migliori di quelle permesse della
tomografia a raggio elettronico (EBT), con immagini a risoluzione spaziale decisamente superiore.
La moltiplicazione degli strati non può però andare avanti all’infinito, dato che con l’ampiezza del sensore aumenta anche la deformazione dell’immagine sulle linee più esterne, dovuta al fatto che su queste linee la radiazione incidente forma con il piano dei rivelatori un angolo diverso da 90º.
I dati TAC consistono in una griglia tridimensionale di valori di densità, che possono essere visualizzati in sezione secondo tutti i piani dello spazio, oppure segmentati secondo le superfici dei volumi che corrispondono a valori di uno stesso range. Possono così venire isolate le ossa dello scheletro, o i tessuti più o meno molli di altri organi interni. In certi casi, in particolare per la TAC angiografica, per aumentare la differenza di opacità alla radiazione dell'organo da visualizzare, si utilizza un mezzo di contrasto (in questo caso soluzioni di sostanze organiche a base di iodio)