NASA Jet Propulsion Laboratory
California Institute of Technology, Space Telescope Science Institute
Galassia Sombrero (M104) Galassia Sombrero (M104)
Galassia Sombrero (M104)
La galassia nota come Sombrero (nome che le deriva dai bordi rialzati del disco, che la fanno assomigliare a un cappello simile a quello che si usa nelle regioni settentrionali del Messico) si trova nella costellazione della Vergine.
È stata catalogata come “debole nebulosa” da Charles Messier l’11 maggio 1791. Nel secolo successivo si pensava invece che fosse una stella circondata da un alone di gas luminoso. Ma già dal 1912, dato il marcato spostamento verso il rosso osservato dall’astronomo statunitense Vesto Slipher (che calcolò una velocità di allontanamento di circa 1000 km al secondo), la stima della distanza - e conseguentemente delle dimensioni - crebbe considerevolmente e si iniziò a sospettare che si trattasse non di un oggetto interno alla Via Lattea, ma di un’altra galassia simile alla nostra.
Oggi la distanza stimata della Galassia Sombrero è di circa 28 milioni di anni luce. A causa della visione forzatamente prospettica, si è meno sicuri delle dimensioni del raggio del disco galattico (le stime vanno dai 50000 ai 140000 anni luce). Inoltre, mentre in luce visibile appare solo la parte più interna dell’anello che circonda la galassia, in luce infrarossa questo anello si estende appiattendosi su vaste regioni esterne.
In luce infrarossa risulta molto più chiaramente visibile anche il nucleo galattico, che in luce visibile rimane nascosto dalle polveri che formano l’anello e dove gli astrofisici ritengono sia ospitato un buco nero di considerevole massa.
Fotografia astronomica in multifrequenza (Spitzer e HST)
L’immagine principale risulta dalla fusione delle due immagini associate, prodotte a loro volta sovrapponendo dati acquisiti su diverse bande dello spettro da due telescopi spaziali, lo Hubble Space Telescope e lo Spitzer Space Telescope.
Il telescopio spaziale HST è stato messo in orbita nell'aprile del 1990 a 600 km di quota. La sua missione è esplorare il cielo vicino e lontano (dai corpi celesti che formano il Sistema Solare, alle più sperdute galassie ai confini dell'Universo conosciuto), senza le aberrazioni ottiche e l'offuscamento della luce causato dai gas e dall'inquinamento luminoso della nostra atmosfera. Il telescopio è dotato di cinque principali dispositivi ottici in grado di esplorare la radiazione luminosa sulle frequenze dell'ultravioletto, del visibile e dell'infrarosso. L’immagine HST in luce visibile della Galassia Sombrero è stata ottenuta dai dati rilevati con la Advanced Camera for Surveys (ACS) relativi a tre diverse lunghezze d'onda dello spettro (658 nm, 502 nm, 410 nm) che per ogni lunghezza formano un'immagine in toni di grigio. Per ottenere un'immagine a colori (color composite) alle tre immagini in toni di grigio sono stati assegnati rispettivamente valori di rosso, di verde e di blu.
Il telescopio spaziale Spitzer è stato lanciato nell’agosto del 2003, questo telescopio segue un’orbita eliocentrica (con un periodo di 372 giorni, a “traino” della Terra) osservando il cielo dallo spazio (evitando quindi del tutto le interferenze dell’atmosfera e del calore terrestre), con una risoluzione molti ordini di grandezza superiore ai precedenti telescopi spaziali a infrarossi. I due principali dispositivi ottici a bordo dello Spitzer sono IRAC (InfraRed Array Camera) e MIP (Multiband Imaging Photometer). Questi due strumenti permettono di ottenere immagini della radiazione sulle bande rispettivamente dell'infrarosso più vicino e più lontano.
L’immagine della Galassia Sombrero in luce infrarossa è stata realizzata a partire da dati rilevati da IRAC.
IRAC ha 4 canali che forniscono simultaneamente immagini a 3.68µm, 4.58µm, 5.88µm e 8µm. Per ottenere l’immagine in falsi colori, alle quattro immagini corrispondenti a queste frequenze sono stati assegnati rispettivamente tonalità di blu, di verde, di arancio e di rosso.

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Controluce è una raccolta di immagini scientifiche provenienti dai laboratori di ricerca.

La scienza procede per modelli e anche per immagini. L'osservazione dei fenomeni, gli esperimenti di laboratorio, l'intuizione matematica, le simulazioni al computer utilizzano in molti casi la sintesi e la capacità evocativa di un'immagine. Sopratutto, le immagini sono un irrinunciablile ingrediente della comunicazione della scienza, sia interna che esterna a una certa disciplina.

Le immagini di Controluce vengono scelte e descritte da Ulisse con un lavoro di confronto e di dialogo con gli scienziati che le hanno prodotte. Si tratta di immagini che nascono direttamente dall'attività di ricerca, ma che hanno un alto potenziale comunicativo anche per un pubblico più ampio.

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