In scienza dell'informazione, per
automa si intende una "scatola nera", con un ingresso e un'uscita (un input e un output). La "scatola" contiene delleregole che associano input e output: dato un certo input, si avràsempre lo stesso output, che viene anche detto
stato dell'automa.
Gli
automi cellulari sono degli insiemi di automi connessi ognuno agli automi vicini. A seconda della dimensionalità dell'insieme, le serie di automi connessi costituiscono stringhe, superfici o volumi.
Un automa cellulare può essere pensato come un universo sintetico. Lo spazio è rappresentato da una griglia di celle. Lo scorrere del tempo procede per passi discreti. Le leggi dell'universo sono determinate da semplici regole che ogni cella deve seguire a ogni istante di tempo.
Le celle si aggiornano simultaneamente (in parallelo) elaborandoognuna le informazioni ricevute e passando nello stato successivo in base alle stesse regole. Questi insiemi di automi sono insomma dei sistemi dinamici discreti, il cui comportamento globale è interamente determinato dalle relazioni locali (tra ogni elemento e i suoi vicini). In qualche modo, un automa cellulare è l'equivalente informatico di ciò che in fisica si intende per
campo.
Gli automi cellulari sono stati inventati negli anni '40 dai matematici Stanislaw Ulam e John von Neumann al Los Alamos National Laboratory (NM) e successivamente studiati e classificati in quattro principali tipologie (a seconda della loro tipica evoluzione verso forme stabili o caotiche) dal fisico e matematico Stephen Wolfram.
Vengono utilizzati per produrre modelli per sistemi dinamici di diversi tipi (fisici, chimici, biologici, ecologici).
L'automa cellulare che ha prodotto l'immagine in figura è una variante del modello di Greenberg-Hastings, un automa molto usato per simulare i mezzi eccitabili. Come per gli elementi di un mezzo eccitabile, infatti, in questo modello gli stati dell'automa possono essere tre: "riposo", "eccitato", "refrattario". L'evoluzione avviene su una griglia bidimensionale ed è caratterizzata dalle seguenti regole:
1. una cella in riposo rimane tale finché uno dei suoi vicini non diventa eccitato.
2. se un certo numero di vicini entra nello stato eccitato, la cella entra nello stato eccitato.
3. Il passo successivo allo stato eccitato la cella entra in uno stato refrattario all'eccitazione.
4. Allo stato refrattario segue quello di riposo.
L'immagine è tratta dal Cook Book della
Primordial Soup Kitchen, dove si possono trovare le "ricette" con cui sono state prodotte
questa e molte altre figure. In questa variante del modello GH, perché una cella entri in eccitazione, sono necessari 5 vicini eccitati. Le celle sono rappresentate dai singoli pixel (come si vede meglio nel dettaglio inquadrato nell'immagine associata). La scala di arancioni sempre più scuri esprime un calando di eccitazione fino al rosso, che indica il periodo di refrattarietà. Il nero segna invece il ritorno allo stato di eccitabilità.
Il calcolo e e la visualizzazione dell'evoluzione delle celle è è stato effettuato con WinCA, un software prodotto dall'autore per operare in ambiente Windows.