Si chiamano
fioriture algali dei fenomeni stagionali che interessano l’ecosistema marino. Pur trattandosi di fenomeni macroscopici, queste fioriture non hanno molto a che vedere con i fiori del regno vegetale. Il termine
fioritura è infatti una metafora che allude alla crescita simultanea di numerosissimi organismi come dei fiori di un campo in primavera, ma ad esplodere sono in questo caso alcune popolazioni di microrganismi tra quelle che costituiscono la porzione vegetale del plancton (
fitoplancton), costituita cioè dai microrganismi in grado di trasformare l’energia solare in biomassa attraverso la fotosintesi. Detti per questo
autotrofi, questi microrganismi (come dimensioni, vanno da dai 500 µm ai 10 µm) formano la base della
catena alimentare marina e sono normalmente presenti nella
zona eufotica, cioè negli strati più superficiali dell’acqua, dove riesce a penetrare la luce del sole.
Come quelle delle piante terrestri, le fioriture dei microrganismi acquatici si producono soprattutto in primavera e all’inizio dell’estate: quando gli strati d’acqua più superficiali, arricchiti dai nutrienti provenienti dagli strati più profondi (risalita causata dal rimescolamento dovuto al maltempo invernale) ricevono abbondante energia dal Sole, che brilla più a lungo e più alto nel cielo.
Come dice il suo nome (il termine
plancton viene dal verbo greco
plazesthai che significa “andare alla deriva”), il fitoplacton segue passivamente il movimento delle correnti. Sviluppandosi a certe condizioni di temperatura e di salinità, è anche un buon marcatore delle condizioni chimico-fisiche della superficie del mare. L’alta concentrazione di microrganismi determina delle variazioni del colore dell’acqua che permettono di vedere i vortici prodotti dalle correnti. È interessante notare come la forma dei grandi vortici inquadrati dalle immagini risenta della forma del profilo della costa spagnola e francese che si incontrano ad angolo retto nel Golfo di Biscaglia.