La fluidoninamica computazionale (CFD) risulta dal sistema di un certo numero di equazioni differenziali parziali che, basandosi sulle leggi del moto di Newton, determinano l'andamento dei valori della velocità e della temperatura nei flussi dei liquidi.
Queste equazioni matematiche vengono chiamate equazioni di Navier-Stokes del moto dei fluidi perché si devono all'ingegnere francese
Claude-Louis-Marie Navier e al matematico britannico
George Gabriel Stokes. Il comportamento turbolento non permette una descrizione omogenea del flusso. Le equazioni di Navier-Stokes devono invece essere risolte punto per punto in una fitta griglia spaziotemporale di punti.
Questo tipo di
simulazione diretta (espressione di solito abbreviata con DNS, che sta per
Direct Numerical Simulation), richiede una grande quantità di calcoli e piuò essere utilmente realizzata per flussi con un numero di Reynolds relativamente basso (cioè di fluidi abbastanza viscosi e non troppo veloci).
L'immagine visualizza la isosuperficie di una variabile (precisamente, la sua vorticità) del flusso di un canale in un dato istante, secondo come risulta da una simulazione ottenuta con una tecnica DNS da Jarkko Saloranta del Laboratory of Aerodynamics della Helsinki University of Technology.
Grazie alla computer-grafica, la CFD si è recentemente molto sviluppata destando un grande interesse nella protezione civile e nell'industria aeronautica perché permette di visualizzare lo sviluppo di fenomeni non facilmente riproducibili con modelli fisici, come i comportamenti delle correnti d'aria o di altri fluidi.