Jason Dorje Short
Percorso di Katrina
Percorso di Katrina
Nata il 25 agosto 2005 come tempesta tropicale a ovest dalle isole Bahamas, Katrina è stata promossa ufficialmente al rango di uragano il giorno dopo, quando ha raggiunto le coste della Florida meridionale. Da lì, traversando il Gofo del Messico, è approdata in Louisiana devastando nei giorni successivi ampie regioni nel Mississippi, nell’Alabama e nel Tennessee. Lungo il suo disastroso viaggio, Katrina ha causato, più o meno direttamente, la morte di circa 1200 persone e danni per 75 miliardi di dollari.
Nell’immagine principale, si può vedere una traccia schematica del percorso seguito da Katrina, mentre in quella associata l’itineraio è arricchito di quattro immagini del ciclone sovrapposte alla mappa del Golfo del Messico (le quattro cifre si riferiscono ai tempi a cui corrispondono le immagini sovrapposte: da destra a sinistra, 21:15 del 23.08, 06:15 del 26.08, 07:15 del 28.05, 14:45 del 29.05).
I momenti critici di una tempesta tropicale sono quelli dell’approdo sulla terra ferma (tecnicamente, landfall), perché le masse di aria umida che si sono raccolte con l’evaporazione della superficie oceanica incontrano le forti correnti ascensionali prodotte dalla superficie terrestre fortemente riscaldata dal Sole e si innesca così il processo che porta alla formazione del ciclone.
Come si vede bene dalle mappe meteo, Katrina ha avuto ben due landfall. La prima volta, è accaduto a nord di Miami, dove l’uragano ha mietuto le sue prime undici vittime e causato inondazioni e blackout. A quel punto, si prevedeva che la tempesta girasse verso nord lungo la costa Atlantica. Invece, Katrina si è mossa verso ovest, attraversando la Florida e virando verso nord solo dopo aver raggiunto il largo del Golfo del Messico. Qui, anche grazie all’elevata temperatura della superficie del mare, ha acquistato ulteriore massa e intensità, fino a raggiungere la Categoria 5, il massimo cioè della scala Saffir-Simpson con cui si classificano le perturbazioni tropicali (con una pressione minima misurata al centro dell’uragano 902 mbar hPa e venti sostenuti da 280 km/h, con raffiche fino a 320 km/h), raggiungendo il suo secondo approdo il 29 agosto 2005 presso la città di Buras-Triumph, Lousiana, con venti che spiravano fino a 235 km/h.
Mappa meteo
Mentre i venti ricevono un nome che, nonostante le maiuscole e le personificazioni mitologiche, è sostanzialmente solo un nome comune (o di "specie"), gli uragani tropicali sono eventi atmosferici che hanno raggiunto la dignità del nome proprio. Si tratta di una pratica relativamente recente (pare risalga a un previsore meteo australiano attivo all'inizio del secolo scorso), ma che è stata universalmente accettata: in certi casi, per lo stesso uragano ci si trova addirittura ad avere due nomi, in due lingue diverse.
Il nome aiuta infatti a seguire questi eventi che, oltre di una visibilità internazionale, godono di altre singolari proprietà fluidodinamiche che li costituiscono come un sistema coerente, con una specie di nascita, vita, morte e prodezze.
Le immagini sono state realizzate con due diversi generatori di mappe dei percorsi seguiti dai cicloni tropicali. Questi programmi mappano su una proiezione geografica i dati che corrispondono alle successive posizioni, velocità del vento e pressione atmosferica della perturbazione (valori che sono resi pubblici dal National Hurricane Center.L'immagine principale è stata prodotta da Jason Dorje Short con il suo Tropical Cyclone Tracker, usando come sfondo un'immagine telerilevata con il sensore MODIS.
L'immagine associata è stata prodotta dal Cooperative Institute for Meteorological Satellite Studies dell'Università del Wisconsin con McIDAS, un programma per la visualizzazione di dati geofisici e meteorologici.
Sull'immagine del percorso, sono state sovrapposte delle immagini ottenute dai dati telerilevati dal satellite NOAA GOES-12 sulle bande dell'infrarosso che corrispondono al vapore acqueo.

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Controluce è una raccolta di immagini scientifiche provenienti dai laboratori di ricerca.

La scienza procede per modelli e anche per immagini. L'osservazione dei fenomeni, gli esperimenti di laboratorio, l'intuizione matematica, le simulazioni al computer utilizzano in molti casi la sintesi e la capacità evocativa di un'immagine. Sopratutto, le immagini sono un irrinunciablile ingrediente della comunicazione della scienza, sia interna che esterna a una certa disciplina.

Le immagini di Controluce vengono scelte e descritte da Ulisse con un lavoro di confronto e di dialogo con gli scienziati che le hanno prodotte. Si tratta di immagini che nascono direttamente dall'attività di ricerca, ma che hanno un alto potenziale comunicativo anche per un pubblico più ampio.

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