Young Hyun
CAIDA (Cooperative Association for Internet Data Analysis), San Diego Computer Center, University of California
Diffusione di CodeRed Worm in Internet
Diffusione di CodeRed Worm in Internet
CodeRed è il nome di una serie di vermi che si sono diffusi in Internet su scala globale a cominciare dalle ore del mattino del 19 luglio 2001 (UTC).
Si chiamano vermi (più spesso, anche in italiano, worm o computer worm) uno specifico tipo di programmi scritti per arrecare danni ad altri programmi. Mentre un virus si insedia in documenti (normalmente eseguibili) contenuti nel disco rigido di una macchina e ne rallenta o impedisce l’utilizzo replicandosi al loro interno, un computer worm è un programma a sé stante, di solito scritto in modo da replicarsi e diffondersi all’interno di una rete o in una rete di reti, quale per ecellenza è Internet. In sole 14 ore, CodeRed Worm ha infettato 359000 macchine sferrando attacchi anche alla Casa Bianca.
I diversi colori dell’immagine indicano i livelli di infezione della rete. I rami mostrano la struttura gerarchica degli IP address (IP sta per Internet Protocol), cioè degli indirizzi che identificano univocamente ogni macchina collegata con Internet. Ogni IP address è un numero con una serie di prefissi che descrivono la struttura dei server a cui gerarchicamente si appoggia ogni connessione. I prefissi a cui non corrisponde nessun server infettato sono colorati in grigio, gli altri colori dal verde al rosso, indicano la crescita logaritmica delle infezioni (1, 2, 3, 9, 19, 44, >102), come si vede meglio nella legenda contenuta nell'immagine associata.
La ramificazione in primo piano si riferisce al prefisso 24.0.0.0/8 al quale corrispondono la maggior parte degli IP address di macchine infettate (non a caso, a questo prefisso appartengono i prefissi di importanti compagnie di telecomunicazioni).
Lo studio del caso e l'analisi dei dati sono stati realizzati da David Moore, Colleen Shannon e Bradley Huffaker di CAIDA.
Visualizzazione di grafi diretti
Si chiama grafo o (rete) un insieme di punti detti vertici (o nodi) collegati da un insieme di lati (o archi).
L’uso dei grafi, ideati nella prima metà del XVIII secolo dal matematico svizzero Leonhard Euler, ha lo scopo di ridurre al minimo gli aspetti considerati dalla rappresentazione.
Se si rappresenta le reti di rapporti tra un ridotto numero di elementi gli strumenti grafici di un word-processor sono sufficienti ad avere un’immagine che consente un significativo colpo d’occhio sulla situzione, quando invece le reti consistono di centinaia di migliaia o addirittura milioni di nodi, non solo sono richiesti strumenti informatici dedicati, ma cambia anche il senso e le modalità della rappresentazione.
L’immagine principale mostra una schermata di Walrus, uno strumento sviluppato da Young Hyun di CAIDA per la visualizzazione tridimensionale interattiva di grafi di varie centinaia di migliaia di nodi. Grazie alla sua geometria iperbolica, Walrus permette di avere una visione di insieme del grafo, con la possibilità anche di ingrandirne interattivamente dei dettagli, mantenendone comunque visibile sullo sfondo l’intera struttura.
Tecnicamente, Walrus permetterebbe la visualizzazione di grafi con vari milioni di nodi. Di fatto, questo programma risulta efficace con grafi di un ordine di complessità non superiore alle centinania di migliaia di nodi, soprattutto se il numero degli archi che li connette non è di tanto maggiore. I grafi rappresentati devono comunque essere grafi diretti, la relazione che collegano i nodi devono cioè avere una sola direzione, come accade in genere alle reti informazionali (come quelle che descrivono gli alberi genealogici, i rapporti di citazione tra testi scientifici, o, come nel nostro caso, tra macchine host e client nelle reti telematiche).

descrivere cambi descrivere oggetti descrivere posti guardare dentro guardare vicino guardare lontano pensare spazi pensare elementi pensare relazioni

Controluce è una raccolta di immagini scientifiche provenienti dai laboratori di ricerca.

La scienza procede per modelli e anche per immagini. L'osservazione dei fenomeni, gli esperimenti di laboratorio, l'intuizione matematica, le simulazioni al computer utilizzano in molti casi la sintesi e la capacità evocativa di un'immagine. Sopratutto, le immagini sono un irrinunciablile ingrediente della comunicazione della scienza, sia interna che esterna a una certa disciplina.

Le immagini di Controluce vengono scelte e descritte da Ulisse con un lavoro di confronto e di dialogo con gli scienziati che le hanno prodotte. Si tratta di immagini che nascono direttamente dall'attività di ricerca, ma che hanno un alto potenziale comunicativo anche per un pubblico più ampio.

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