Si chiama grafo o (rete) un insieme di punti detti vertici (o nodi) collegati da un insieme di lati (o archi).
L’uso dei grafi, ideati nella prima metà del XVIII secolo dal matematico svizzero Leonhard Euler, ha lo scopo di ridurre al minimo gli aspetti considerati dalla rappresentazione.
Se si rappresenta le
reti di rapporti tra un ridotto numero di elementi gli strumenti grafici di un word-processor sono sufficienti ad avere un’immagine che consente un significativo colpo d’occhio sulla situzione, quando invece le reti consistono di centinaia di migliaia o addirittura milioni di nodi, non solo sono richiesti strumenti informatici dedicati, ma cambia anche il senso e le modalità della rappresentazione.
L’immagine principale mostra una schermata di Walrus, uno strumento sviluppato da Young Hyun di CAIDA per la visualizzazione tridimensionale interattiva di grafi di varie centinaia di migliaia di nodi. Grazie alla sua geometria iperbolica, Walrus permette di avere una visione di insieme del grafo, con la possibilità anche di ingrandirne interattivamente dei dettagli, mantenendone comunque visibile sullo sfondo l’intera struttura.
Tecnicamente, Walrus permetterebbe la visualizzazione di grafi con vari milioni di nodi. Di fatto, questo programma risulta efficace con grafi di un ordine di complessità non superiore alle centinania di migliaia di nodi, soprattutto se il numero degli archi che li connette non è di tanto maggiore. I grafi rappresentati devono comunque essere
grafi diretti, la relazione che collegano i nodi devono cioè avere una sola direzione, come accade in genere alle reti informazionali (come quelle che descrivono gli alberi genealogici, i rapporti di citazione tra testi scientifici, o, come nel nostro caso, tra macchine
host e
client nelle reti telematiche).