Department of Physics, University of Michigan, Ann Arbor, MI
Relazioni pericolose tra compagni di scuola
L’immagine rappresenta la rete dei rapporti intimi intercorsi tra gli studenti di una scuola superiore della provincia americana nell’arco di un anno e mezzo e si basa sui dati contenuti nell’articolo Chains of affection: The structure of adolescent romantic and sexual networks, pubblicato nell’American Journal of Sociology (110, 44-91, 2004) da Peter S. Bearman, James Moody e Katherine Stovel. L’indagine svolta in questa scuola è uno dei risultati del National Longitudinal Study of Adolescent Health, un programma quadriennale di ricerca sui comportamenti sociali rilevanti per la salute negli adolescenti in età scolare (dalle medie fino alle superiori).
La scuola in esame, che è rimasta anonima per ovvie ragioni di privacy, è stata scelta per il fatto di trovarsi molto vicina alla media della provincia americana rispetto a svariati parametri, tra i quali anche il contesto urbano: una cittadina del Mid-west a circa un’ora di macchina dalla città vera e propria. Frequentata quasi interamente da bianchi, la scuola è l’unico istituto pubblico di istruzione superiore in città e conta circa 1000 studenti.
I dati sono stati raccolti durante un’inchiesta partita nel 1994 con questionari distribuiti in 140 scuole a circa 90000 studenti, dei quali circa 20000 sono stati seguiti anche nel 1995 e intervistati a casa. La squadra di intervistatori ha cercato di incontrare tutti gli studenti di una dozzina di scuole di piccole dimensioni (meno di 250 studenti) e di due scuole di dimensioni medie e grandi (rispettivamente, 1000 e 1800 studenti). Lo studio da cui derivano i dati visualizzati nella figura si riferisce alla prima di queste due scuole di maggiori dimensioni. L’immagine non fotografa una situazione istantanea, ma le possibili vie di diffusione di malattie veneree che si sono formate all’interno della scuola nel corso di vari mesi.
I ragazzi inserivano i dati direttamente nel lap-top portato dagli intervistatori, ascoltando attraverso auricolari domande previamente registrate, in modo da evitare che genitori e intervistatori potessero venire a conoscenza del significato delle loro risposte.
Ai ragazzi veniva chiesto se fossero stati coinvolti in relazioni intime (“special romantic relationship”) nel corso degli ultimi 18 mesi. Nel caso di risposta affermativa e se il partner in questione veniva segnalato come studente della scuola, allo studente intervistato veniva anche chiesto di indentificarlo nell’elenco completo degli studenti.
A partire da tutte le informazioni raccolte, si è potuto ricostruire l’intera rete, che, come si vede, si richiude in vari punti formando delle strutture chiuse.
Degli 832 studenti seguiti, 535 sono risulati coinvolti in rapporti (intrascolastici) che potevano aver dato luogo a scambi di liquidi fisiologici tra i partner. Di questi ultimi, soltanto 126 avevano formato diadi chiuse (53 coppie non rappresentate nella figura). Non tutti gli altri avevano già avuto rapporti con più di un partner, ma il loro partner non aveva avuto rapporti solo con loro.
Grafo non orientato (rete sociale)
Si chiama grafo o (rete) un insieme di punti detti vertici (o nodi) collegati da un insieme di lati (o archi).
In un grafo, i lati possono essere orientati - tipicamente da una freccia (come accade per esempio con le reti alimentari) oppure, come nel caso in figura, non avere nessuna orientazione. Anche i vertici possono avere diverso peso o rappresentare diversi tipi di oggetti (in questo caso i colori, secondo una convenzione altamente codificata, si riferisconoal genere maschile o femminile dell’elemento della rete).
Le relazioni sociali e affettive, anche se nella realtà dei fatti sono sempre sbilanciate, da un certo punto di vista sono relazioni simmetriche e possono venire rappresentate da un grafo non ordinato che permette di valutare il grado di connessine del tessuto sociale rappresentato.
L’uso dei grafi, ideati nella prima metà del XVIII secolo dal matematico svizzero Leonhard Euler, ha precisamente lo scopo di ridurre al minimo gli aspetti considerati dalla rappresentazione. Nel grafo in figura, per esempio, oltre agli aspetti psicologici e biologici delle relazioni rappresentate, vengono trascurati anche altri elementi rilevanti per la trasmissione del contagio, come per esempio il fattore temporale (cioè quando le relazioni sono cominciate e quando/se sono finite). L’immagine infatti non serve a definire il rischio che corre individualmente ogni elemento del gruppo, ma certe proprietà astratte della rete dei rapporti tra compagni di scuola, per caratterizzare il modello delle possibili vie di diffusione e di isolamento delle infezioni all’interno del gruppo sociale.
L’analisi dei gruppi sociali in termini di reti si è sviluppata nella seconda metà del secolo scorso a partire dall’idea che all’interno di un certo gruppo la possibilità della circolazione dei beni (soprattutto delle conoscenze e delle idee) venga determinata dalla struttura dei rapporti più che dalle qualità dei singoli membri. Più recente è l’applicazione di queste metodologie a studi epidemiologici, che arricchisce l’indagine medica degli strumenti concettuali che dalla matematica erano passati alla sociologia.

descrivere cambi descrivere oggetti descrivere posti guardare dentro guardare vicino guardare lontano pensare spazi pensare elementi pensare relazioni

Controluce è una raccolta di immagini scientifiche provenienti dai laboratori di ricerca.

La scienza procede per modelli e anche per immagini. L'osservazione dei fenomeni, gli esperimenti di laboratorio, l'intuizione matematica, le simulazioni al computer utilizzano in molti casi la sintesi e la capacità evocativa di un'immagine. Sopratutto, le immagini sono un irrinunciablile ingrediente della comunicazione della scienza, sia interna che esterna a una certa disciplina.

Le immagini di Controluce vengono scelte e descritte da Ulisse con un lavoro di confronto e di dialogo con gli scienziati che le hanno prodotte. Si tratta di immagini che nascono direttamente dall'attività di ricerca, ma che hanno un alto potenziale comunicativo anche per un pubblico più ampio.

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