L’antropometria è una disciplina che fa parte dell’antropologia fisica e che ha lo scopo di caratterizzare le principali variazioni della forma e delle dimensioni del corpo umano. L’origine dell’antropometria come campo di ricerca scientifica risale al criminologo francese Alphonse Bertillon (1853-1914), che aveva definito un complesso sistema di misure del corpo per la schedatura dei carcerati. Il sistema di Bertillon, che all’inizio del secolo stava imponendosi come standard internazionale per i penitenziari, è stato poi sostituito da quello delle impronte digitali, più rapide da prendere e molto più identificative.
La antropometria anzichè alla ricerca delle caratteristiche dei criminali si è piuttosto orientata alla ricerca delle misure standard dei diversi gruppi sociali (per genere, età, occupazione) ed etnici. Negli ultimi anni, l’antropometria si sta sviluppando anche con ovvie applicazioni industriali soprattutto nell’industria tessile soprattutto grazie ad apparecchiature come il 3D body scanner, che, con un raggio laser, acquisisce una grande quantità di misure del corpo in pochi secondi e senza pericolo. Da queste misure - analogamente a come si ottiene un
DEM da dati LIDAR- è possibile ricostruire una mappa 3D della superficie del corpo.
Esaminando con tecniche algebriche un certo insieme di dati campione opportunamente riparati e normalizzati, si possono riconoscere quali sono i principali vettori della variabilità.
Le immagini (tratte da
Extracting main modes of human shape variation from 3D Anthropometric data, Z. Ben Azouz, C. Shou, R. Lepage, M. Rioux; National Research Council of Canada, 2005) mostrano il variare della componente in una persona astratta. In queste figure astratte non sono visibili le estremità delle braccia, in quanto i relativi dati