John Hibbard
NRAO, Associated Universities, Inc., National Science Foundation
Le Antenne
Le Antenne
Catalogate nel 1888 da John Louis Emile Dreyer nel New General Catalogue come NGC4038 e NGC4039, queste due galassie in fusione si trovano nella costellazione del Corvo a circa 60 mlioni di anni luce di distanza.
Sono state soprannominate Antenne a causa dei lunghi filamenti di stelle appena visibili al telescopio ottico osservati già all'inizio degli anni 1920.
Oggi i due filamenti sono attribuiti alle forze mareali tra le due galassie in collisione (si chiamano mareali le forze che governano il movimento di due masse che ruotano una attorno all’altra).
Dal punto di vista della classificazione morfologica, le Antenne rappresentano un tipico esempio di galassie interagenti, probabile frutto dell'incontro di due galassie a spirale e sulla via di diventare un'unica galassia elittica. Il centro del sistema irradia fortemente sulle bande degli X, mentre le due "code” mareali emettono anche nelle bande del radio. In particolare, la coda meridionale è molto più marcata nel radio che nel visibile. Nell'immagine principale, il colore blu evidenzia l'idrogeno atomico, che emette fortemente nelle frequenze del radio.
Immagine astronomica a multifrequenza
L'immagine principale combina dati ottenuti con il telescopio ottico di 0.9m del Cerro Tololo Inter-American Observatory (Cile) e con il radiotelescopio Very Large Array del National Radio Astronomy Observatory nel New Mexico. (USA).
I dati sono stati raccolti ed elaborati da John E. Hibbard et al. in un lavoro pubblicato nell'Astronomical Journal del Dicembre 2001.
I dati ottici sono relativi alle bande del visibile (dal blu al rosso) e sono stati ottenuti con diverse esposizioni.
I dati radioastronomici ottenuti al VLA e si riferiscono all'emissione sulla riga dei 21 cm dello spettro delle onde elettromagnetiche (corrispondente alla frequenza di 1420.4 MHz), sulla quale emette soprattutto l’idrogeno atomico.
Come per le altre bande dello spettro, alle diverse frequenze delle onde radio corrisponde con precisione l’emissione caratteristica di diversi elementi.Sintonizzandosi sulle opportune frequenze, i radiotelescopi mappano ampie zone del cielo definendo la distribuzione delle emissioni dei rispettivi elementi.
La radioastronomia permette analisi spettroscopiche particolarmente raffinate. Nell’immagine associata, è stata mappata la distribuzione delle velocità del gas idrogeno ottenuta attraverso l'analisi dello spostamento delle frequenze di emissione. In questo modo, si sono potute ricostruire le differenze delle velocità di allontanamento tra le due code e l'orientamento di quella meridionale: la coda meridionale presenta una evidente differenziazione tra le sue parti che indica anche la struttura dinamica dell’evento in corso.
Le Antenne sono il sistema di galassie interagenti più vicino alla nostra Galassia e rappresentano quindi una preziosa fonte di informazioni per lo studio di questi sistemi. I dati ossevativi vengono implementati nei modelli di simulazione che, per le distanze che intercorrono tra le galassie e i tempi cosmologici dell'evoluzione di ciascuna di esse, sono il principale strumento di verifica delle teorie sulle loro interazioni.
I dati radioastronomici visualizzati in queste immagini delle Antenne sono stati ottenuti con una combinazione delle configurazioni C e D delle antenne del Very Large Array.
Situato in una larga valle isolata a 80 km a ovest di Socorro (NM), il VLA è Il più grande radiotelescopio del mondo. Il VLA consiste di 27 antenne paraboliche, ciascuna di 25 m di diametro, che possono essere spostate su rotaie lungo tre piste rettilinee ciascuna di 21 km, disposte a Y. Ogni antenna raccoglie il segnale e lo invia a un centro di elaborazione dove viene elaborato assieme a quelli provenienti dalle altre antenne. Il VLA può assumere quattro configurazioni. La configurazione A, in cui le antenne sono distanziate al massimo, permette di raggiungere una risoluzione di 0,04 secondi d'arco. La configurazione D, con tutte le antenne dislocate nel raggio di 1 km, serve per ottenere immagini con minore risoluzione, ma con un campo di vista più ampio.

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Controluce è una raccolta di immagini scientifiche provenienti dai laboratori di ricerca.

La scienza procede per modelli e anche per immagini. L'osservazione dei fenomeni, gli esperimenti di laboratorio, l'intuizione matematica, le simulazioni al computer utilizzano in molti casi la sintesi e la capacità evocativa di un'immagine. Sopratutto, le immagini sono un irrinunciablile ingrediente della comunicazione della scienza, sia interna che esterna a una certa disciplina.

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