Il secondo postulato della teoria della relatività ristretta di Einstein afferma che la luce nello spazio vuoto si propaga sempre con lo stesso determinato valore (299 792 458 m/s) in tutti i sistemi di riferimento inerziali, indipendentemente dalla velocità dell’osservatore o dalla velocità della sorgente di luce.
Ne consegue che la velocità della luce (indicata in genere con la lettera c) è la velocità limite che nessun corpo può superare. Questo significa anche, che non è possibile che l’informazione venga trasmessa più velocemente di c in uno spaziotempo uniforme.
Mentre se la luce attraversa un corpo, la sua velocità può decrescere anche in modo significativo, in accordo all’indice di rifrazione del mezzo considerato.
La velocità sarà tanto più bassa quanto più alto è l’indice di rifrazione del materiale. In alcuni esperimenti si è giunti a rallentare la luce a pochi metri al secondo utilizzando un particolare materiale detto condensato di Bose-Einstein.
Alcuni articoli interessanti che illustrano questi esperimenti sono i seguenti:
L. Vestergaard Hau, et al.
Light speed reduction to 17 metres per second in an ultracold atomic gas in Nature Vol.397 18 Feb 1999
M. F. Yanik,
Stopping Light All Optically Phys.Rev.Lett. Vol.92 N.8 2004
Nella teoria dell’elettromagnetismo di Maxwell la luce è un’onda elettromagnetica e può subire fenomeni di assorbimento, riflessione e trasmissione quando interagisce con la materia. Questo significa che quando l’energia radiante incide su un corpo, una parte viene assorbita, una parte viene riflessa e una parte viene trasmessa. Per il principio di conservazione dell’energia, la somma delle quantità di energia assorbita, riflessa e trasmessa sarà uguale alla quantità di energia incidente.
Quindi è chiaro che la riflessione da parte di un numero molto grande di specchi annullerebbe l’intensità della luce.