I raggi X e le radiazioni

Buongiorno, la mia domanda verte sull'effetto che i raggi X hanno sulle attrezzature che sono all'intenro della stanza dove vengono fatte le radiografie. Mi è capitato di discutere sulla possibilità o meno di recuperare alcune strutture presenti nelle sale delle radiografie. Materiali come il ferro o la plastica possono essere riutilizzati o essendo pieni di radiazioni devono essere smaltiti in modo congruo? Oppure vi è un lasso di tempo entro il quale questi materiali ritornano "puri"? Anche se questa domanda può sembrare un pò inutile mi sembrava interessante sapere. Grazie mille per la cortesia.

Iury Ravo
26 ottobre 2010

Le radiazioni sono costituite da energia elettromagnetica (come nel caso dei raggi X) o particelle molto veloci.

In entrambi i casi smettono di esistere in tempi rapidissimi, in pratica appena si sia spenta, o allontanata, la sorgente che li emette. La loro energia viene infatti assorbita dagli oggetti che incontrano e rapidamente convertita in calore, oltre a provocare quei danni che rendono le radiazioni pericolose. Non esiste quindi proprio il concetto di qualcosa che sia "pieno di radiazioni".

È molto diverso il caso di sostanze radioattive, che emettono radiazione per tempi anche lunghissimi e che quindi conservano la loro pericolosità. Ad esempio un apparecchio che utilizzi radioisotopi (come una "bomba al cobalto") va sempre maneggiato e smaltito con le dovute precauzioni. Un apparecchio a raggi X produce radiazione utilizzando energia elettrica, e quindi una volta staccata la spina è assolutamente inerte.

Alcuni tipi di radiazione sono in grado di trasformare un elemento normale, non radioattivo, in uno radioattivo, per cui in questi casi effettivamente un oggetto esposto alle radiazioni diventa a sua volta radioattivo. Si parla in questo caso di radioattività indotta e i raggi X non hanno questa capacità. La forma di radioattività che genera più facilmente radioattività indotta è costituita dai neutroni, e questo pone problemi di smaltimento ad es. nelle strutture di centrali nucleari.

Gianni Comoretto Osservatorio Astrofisico di Arcetri, INAF, Firenze

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