Onde elettromagnetiche in sicurezza

Antenne di Radio Vaticana

A quale distanza non ci sono danni per le persone che abitano in un fabbricato ubicato a ridosso di una centrale telefonica a causa delle onde elettromagnetiche da questa prodotte?

Abbiamo letto che non c'è alcun pericolo, se il fabbricato riocade sotto "l'ombrello" della centrale, ma nessuno ci ha saputo dire quant'è il diametro di questo "ombrello" e quale sia la distanza di sicurezza dalla centrale.

In attesa di un graditissimo riscontro e rimanendo a disposizione per qualsiasi eventuale altra informazioni vi necessitasse per formulare la risposta, porgo fiducioso i più distinti saluti.



Franco Magurno
19 ottobre 2010

Gli apparati per telecomunicazioni sono progettati per irradiare nello spazio onde elettromagnetiche che trasferiscono l’informazione ai vari sistemi riceventi.

Una particolare attenzione, vista la larghissima diffusione della telefonia cellulare, va posta sui sistemi radio mobili che comunque ricadono, sotto l’aspetto protezionistico, nella categoria dei sistemi a diffusione. Questi apparati sono facilmente individuabili nell’ambiente per le antenne trasmittenti, alti tralicci metallici che costituiscono essi stessi il radiatore elettromagnetico o hanno funzione di sostegno per il radiatore vero e proprio. L’apparato è completato dal generatore di potenza elettromagnetica, collegato all’antenna con opportuno cavo.

La zona “coperta” da un’antenna ai fini della ricezione, è quella in cui l’onda elettromagnetica arriva con un’intensità di campo elettrico di qualche millivolt per metro. Questi livelli di campo sono molto inferiori agli standard di sicurezza più restrittivi esistenti al mondo.

Il campo irradiato non può essere considerato fonte di inquinamento elettromagnetico neppure per questi apparati e i livelli che possono costituire motivo di interesse per la salute umana sono limitati alle zone circostanti l’antenna trasmittente (50-100 metri).

I sistemi radio mobili sono costituiti essenzialmente da stazioni mobili montate su veicoli o trasportati dagli utenti (ricetrasmittenti veicolari, telefoni cellulari ecc) e da stazioni radio base fisse che “coprono” il territorio assegnato (cella).

Le stazioni radio base della telefonia cellulare utilizzano insiemi di antenne direzionali montate su imponenti tralicci posti sul tetto di edifici (nei centri abitati) o su alte torri (in aperta campagna).

Poiché la potenza media irradiata è al massimo alcune centinaia di watt i valori di campo elettromagnetico confrontabili con gli standard di sicurezza si raggiungono, lungo l’asse di massimo guadagno all'interno dell'ombrello di copertura (con il termine "ombrello" si intende la regione dello spazio a forma di cono che costituisce il campo di ricezione o trasmissione dell'antenna) , a poche decine di metri dall’antenna.

Al di fuori di questa regione dello spazio non vi sono problemi relativi alla sicurezza.

La presente risposta è tratta dalla pubblicazione del Consiglio Nazionale delle Ricerche, Istituto di Ricerca sulle Onde Elettromagnetiche Nello Carrara, D. Andreuccetti, M. Bini, A. Checcucci, A. Ignesti, L. Millanta, R. Olmi, N. Rubino, Protezione dai campi elettromagnetici ionizzanti, 3a Edizione, Firenze, 2001.

Ulteriori approfondimenti sugli aspetti normativi sono disponibili sul sito internet all'indirizzo  http://www.ifac.cnr.it/pcemni/normeit/  


Giancarlo Candini Dipartimento di Diagnostica per Immagini, Servizio di Fisica Sanitaria, Azienda Ospedaliera Universitaria di Ferrara

© Copyright SISSA - Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati - Trieste (Italy) - 2001-2011