Non so se la mia risposta sarà del tutto conforme alla domanda che, così com’è formulata, sembra voler confrontare tra loro due azioni poco confrontabili:
caso1) “restare in equilibrio” tenendo i piedi perpendicolari alla lunghezza della trave su cui si è montati, senza specificare se poi si desidera spostarsi lungo la trave oppure no;
caso 2) “camminarci sopra come un acrobata” che interpreto come “percorrere la trave guardando dritto davanti a sé, come chi percorre una linea tracciata sul pavimento”.
Il caso 1) richiede solo che la verticale che passa per il proprio baricentro non cada fuori dalla trave. D’altra parte poiché è ovvio che due piedi affiancati sostentano meglio di due allineati, una volta trovata la posizione di equilibrio per percorrere la trave basta poi spostare i piedi lateralmente con la certezza che a meno di movimenti inconsulti la verticale continuerà a cadere entro la superficie d’appoggio.
Nel caso 2) ad ogni passo il peso del corpo è sostenuto dal piede che tocca il terreno e quando camminiamo l’equilibrio si mantiene grazie ad una piccola oscillazione laterale del tronco che sposta il peso da un piede all’altro.
Se si cammina su un pavimento esteso la temporanea asimmetria non produce effetti negativi sul nostro equilibrio. Se invece, come può facilmente constatare il domandante, si cammina posizionando ogni piede rigorosamente davanti all’altro lentamente per non produrre una compensazione immediata dell’effetto, durante la temporanea asimmetria il corpo tende a ruotare lateralmente intorno al piede appoggiato al suolo che agisce da perno. In questa situazione allarghiamo istintivamente le braccia: questa reazione aumenta il nostro momento d’inerzia I riducendo l’accelerazione angolare e dandoci il tempo di compensare.
Il momento d’inerzia è proporzionale alla massa e al quadrato della distanza dal fulcro della rotazione e per una massa m puntiforme è definito come

Se il corpo rotante è esteso, le sue singole parti contribuiscono in modo diverso al momento d’inerzia sia perché distano diversamente dal fulcro sia perché possono differire le loro masse. Il momento d’inerzia complessivo si calcola allora suddividendolo in parti sufficientemente piccole e sommandone i singoli contributi:

Se il corpo possiede una regolarità geometrica e la sua densità è uniforme il suo momento d’inerzia viene di solito calcolato per integrazione della funzione matematica che lo descrive.
In conclusione: per camminare su una trave sottile con una certa sicurezza bisogna spostarsi velocemente e/o aumentare il proprio momento d’inerzia: come fa, in modo spettacolare, l’acrobata che cammina lentamente su una fune reggendo una lunga asta trasversale.