Le osservazioni astronomiche indicano che l'Universo si è evoluto, e si sta evolvendo ora, da una fase primordiale molto densa e presumibilmente molto calda che chiamiamo singolarità cosmologica.
La natura della "sostanza" che originariamente era contenuta in questo nucleo embrionale ci è ovviamente ignota ma, nella ipotesi che l'Universo non subisca condizionamenti dal suo "esterno", nell'ottica di un multiverso, in essa sostanza devono essere codificate tutte le proprietà dell'Universo, comprese le sue leggi.
Bisogna pensare all'Universo e alla sua evoluzione non come se ciascuno di noi fosse l'artefice pantocratore che lo guarda dall'esterno, ma come un ipotetico osservatore che nasce e vive nel suo interno. Da questo punto di vista è molto difficile capire cosa si intenda per gravità nella fase iniziale dell'Universo e in particolare cosa si intenda che esso si sia "creato da solo"!
È
presumibile che con ciò si abbiano in mente fluttuazioni quantistiche di qualche cosa e che ciascuna di esse dia vita a un Universo tra cui anche il nostro, ma occorre assumere l'esistenza di un "mezzo" quantistico di cui, di nuovo, è lecito chiedersi l'origine.
Come e perché il nostro Universo, e la nostra vita, debba la sua esistenza alle leggi fisiche che conosciamo, rimane forse il vero grande problema da risolvere per cui avremo ancora tanto da scoprire e capire.