Buongiorno,
vorrei capire che opportunità di lavoro ci sono nell'ambito biomedico in Italia oggi e fra 10 anni. Pare che chi si laurea in biotecnologie sia destinato alla disoccupazione pur essendo questo un settore affascinante e in piena crescita.
Grazie.
Spesso capita dialogando con gli studenti e i neolaureati in biotecnologie di sentir reclamare la carenza di offerta lavorativa per i laureati in questo settore.
Personalmente credo che ciò non sia del tutto vero, e per lo più dovuto al fatto che si tratta di un percorso formativo "non professionalizzante", in quanto in Italia non esiste al momento la professione codificata del biotecnologo, come invece avviene per il medico, l'avvocato ecc.
Ne deriva che il futuro del biotecnologo in larga misura dipende dalla creatività e intraprendenza del singolo. Il che rappresenta sicuramente uno svantaggio per lo studente che si aspetta di trovare una strada segnata ed una occupazione pre-definita (cosa che peraltro diventa sempre più rara anche in altri settori formativi), ma può rappresentare una grande opportunità per lo studente motivato che avrà così una chance in più di distinguersi dalla massa.
Di fatto, i possibili campi di applicazione delle biotecnologie sono molto ampi e variegati e per questo motivo si ritiene opportuno proporre due percorsi, uno indirizzato prevalentemente ai settori propriamente industriali, l'altro finalizzato a preparare ricercatori in grado di inserirsi nella ricerca biotecnologica di base ad indirizzo biomolecolare e/o medico.
Gli sbocchi occupazionali prevedibili sono principalmente quelli correlati con lo sviluppo in senso biotecnologico delle industrie del settore.
Una valutazione delle prospettive occupazionali non può prescindere dalla previsione che anche in Italia, come già avvenuto in altri Paesi, l'industria e la ricerca nei diversi settori delle biotecnologie vadano incontro ad un significativo sviluppo in un vicino futuro.
L'inserimento del biotecnologo in questo scenario dipenderà in parte da una migliore strutturazione dei corsi di laurea, che propongano un contatto più precoce con il mondo lavorativo e in parte anche dalla bravura e dalla competenza delle persone che intraprenderanno questa strada, in un settore che tutto sommato è ancora nelle sue prime fasi di sviluppo.
Insomma, a mio parere, si tratta più di una scommessa che di una garanzia, ma certamente di un mondo ricco e affascinante, in cui molto può emergere della bravura e del merito del singolo.
Di fatto, i possibili campi di applicazione delle biotecnologie sono molto ampi e variegati e per questo motivo si ritiene opportuno proporre due percorsi, uno indirizzato prevalentemente ai settori propriamente industriali, l'altro finalizzato a preparare ricercatori in grado di inserirsi nella ricerca biotecnologica di base ad indirizzo biomolecolare e/o medico.
Gli sbocchi occupazionali prevedibili sono principalmente quelli correlati con lo sviluppo in senso biotecnologico delle industrie del settore.
Una valutazione delle prospettive occupazionali non può prescindere dalla previsione che anche in Italia, come già avvenuto in altri paesi, l'industria e la ricerca nei diversi settori delle biotecnologie vadano incontro ad un significativo sviluppo in un vicino futuro.
L'inserimento del biotecnologo in questo scenario dipenderà in parte da una migliore strutturazione dei corsi di laurea, che propongano un contatto più precoce con il mondo lavorativo e in parte anche dalla bravura e dalla competenza delle persone che intraprenderanno questa strada, in un settore che tutto sommato è ancora nelle sue prime fasi di sviluppo. Insomma, a mio parere, si tratta più di una scommessa che di una garanzia, ma certamente di un mondo ricco e affascinante, in cui molto può emergere della bravura e del merito del singolo.