La propagazione del suono non necessita di un contatto fisico continuo tra gli atomi.
Su scale microscopiche (a livello atomico) un'onda sonora può essere visualizzata come una correlazione statistica tra posizione e
velocità di un insieme macroscopico di atomi che si modifica in funzione del tempo e dello spazio: è quindi un tipo di flusso fluidodinamico nel caso di liquidi e gas, una distorsione transiente del reticolo cristallino nel caso dei solidi.
Si dice che il suono non si propaga nel vuoto in quanto in assenza di atomi (ciò che ordinariamente si intende per spazio vuoto) non è ovviamente possibile generare queste configurazioni dinamiche di atomi che chiamiamo onde sonore: senza un
mezzo materiale, fatto di atomi, il silenzio è assoluto.
Lo spazio vuoto tra gli atomi non impedisce tuttavia la propagazione delle onde, perché gli atomi del mezzo sono in incessante movimento e possono interagire tra loro, per esempio urtandosi.
Un'analogia calzante è la 'ola' negli stadi di calcio: in totale assenza di spettatori, nello spazio vuoto, la ola non può propagarsi, ma lo spazio vuoto tra gli spettatori non ne impedisce la propagazione: è sufficiente che gli spettatori possano vedersi e coordinare i propri movimenti.