Salve, vorrei sapere la definizione matematica di sistema di coordinate non relativa alla geometria differenziale (nel qual caso la definizione è rintracciabile in qualunque testo di geometria differenziale).
Ciò che mi confonde è il legame che nella fisica classica si crea tra sistemi di riferimento, sistemi di coordinate e base dello spazio vettoriale euclideo modellante l'universo fisico.
In via del tutto astratta non riesco a capire se il sistema di coordinate altro non è che un insieme di parametri in termini dei quali voglio esprimere le componenti dei vettori di un dato spazio vettoriale o meno.
Non riesco a capire perchè le richieste di invarianza delle equazioni fisiche sono richieste talvolta per cambiamenti di riferimento, talvolta per cambiamenti di coordinate, talvolta per entrambi.
Nel caso in cui rispondere ai miei quesiti risultasse eccessivamente dispersivo mi accontenterei di una selezione di testi su cui io stesso possa, con impegno e studio, trovare le risposte che cerco.
Grazie anticipatamente.
L'ambiente migliore dove definire il concetto di sistema di coordinate è proprio quello dato da una varietà differenziabile.
Una varietà differenziabile è sostanzialmente uno spazio che localmente si può identificare con Rn; più precisamente, una varietà differenziabile è uno spazio che può essere ricoperto da insiemi Ui per ognuno dei quali esiste una identificazione fi: Ui --> Rn.
L'identificazione fi è proprio un sistema di coordinate, ovvero, un modo di assegnare in maniera biunivoca a ogni punto di Ui una ennupla di numeri reali.
Un caso particolare è quello dello spazio affine euclideo, quello della geometria analitica reale per intenderci, in cui esistono sistemi di coordinate globali (cioè ne basta uno per tutto lo spazio), ed esistono inoltre sistemi di coordinate adattati alla geometria dello spazio; questi sono i sistemi di coordinate cartesiani che conosciamo dalla scuola media.
Come vediamo, queste nozioni sono del tutto interne alla matematica.
La nozione di sistema di riferimento invece fa parte della fisica, più precisamente della cinematica. In fisica classica si assume l'esistenza di uno spazio assoluto V3, che è uno spazio affine (non vettoriale) tridimensionale, e del tempo assoluto, che può anch'esso essere pensato come uno spazio affine, di dimensione 1.
Ha senso adesso pensare a sistemi di coordinate cartesiani che si muovano al passare del tempo.
Possiamo dire che due sistemi di coordinate cartesiane sono in relazione fra di loro se sono in quiete relativa, ovvero, se i punti in quiete in uno dei sistemi di coordinate appaiono in quiete anche nell'altro.
Un sistema di riferimento è una classe di equivalenza di sistemi di coordinate rispetto a questa relazione. Come si vede, a un sistema di riferimento corrispondono un'infinità di sistemi di coordinate, tutti in quiete fra loro (e ottenibili l'uno dall'altro mediante l'azione di un elemento del gruppo euclideo).
In fisica classica si procede poi a caratterizzare in qualche modo una classe di sistemi di riferimento privilegiati, che sono detti inerziali. Il moto relativo di due sistemi di riferimento inerziali è sempre un moto rettilineo uniforme. Il contenuto della relatività galileiana è che la descrizione del moto dei sistemi meccanici è indipendente dalla scelta del sistema di riferimento inerziale. In un sistema di riferimento non inerziale (un sistema di riferimento che si muove rispetto a un qualunque sistema di riferimento inerziale di moto non rettilineo uniforme) la descrizione della meccanica è invece diversa (richiede infatti l'utilizzo delle cosiddette forze apparenti o fittizie).
Questa è solo una possibilità: in relatività generale, per esempio, si assume l'equivalenza, dal punto di vista della descrizione della fisica dei sistemi, di tutti i sistemi di riferimento, inerziali o no.
Il fatto che le leggi della fisica debbano essere scritte in maniera indipendente dalla scelta delle coordinate è un'altra questione, che non ha a che fare con la relatività delle teorie fisiche, ma solo con il fatto che tali leggi devono essere scritte in termini di oggetti aventi significato intrinseco, non dipendenti dal sistema di coordinate.