La domanda potrebbe essere riformulata distinguendo la Teoria della Relatività Ristretta da quella Generale.
La prima fu formulata da Einstein nel 1905 e la seconda nel 1915. Entrambe le teorie hanno avuto difficoltà a essere accettate dalla comunità scientifica del tempo per la novità delle ipotesi su cui poggiavano in netto contrasto con il modo comune di pensare.
I concetti di "relatività del tempo misurato" e di "assolutezza della velocità della luce nel vuoto" sono tra i più contestati perché maggiormente contrari all'intuizione, tuttavia le verifiche sperimentali sono state fino ad oggi tante e di tale accuratezza che nessuno più pensa di contestarne la validità. Tutta la fisica delle particelle elementari rappresenta oggi una verifica della validità della relatività ristretta.
La relatività generale, come teoria della gravitazione, oltre a basarsi sui principi della relatività ristretta porta con sè una visione della realtà assai innovativa e tale da giustificare resistenze concettuali accompagnate da un gran numero di proposte alternative.
La forza della teoria è nella sua capacità predittiva e quindi facile oggetto di confronto con l'esperienza. La debolezza della stessa tuttavia risiede nella piccolezza degli effetti che essa predice e quindi di difficile verifica sperimentale.
Ci sono voluti parecchi anni e in particolare l'avvento di nuove tecnologie per verificare la validità della teoria e contemporaneamente falsificare le teorie alternative.
Oggi la relatività generale è accettata universalmente ma, come è accaduto per la teoria newtoniana della gravitazione, si intravedono delle possibili inadeguatezze che ne richiedono forse una generalizzazione.