Dopo ottocento anni, la posizione del Sole al suo sorgere all'equinozio di primavera vista da un punto ben determinato (orientamento dell'abside di una chiesa benedettina del 1200), può aver subito uno spostamento verso nord?
All'alba dell'equinozio di primavera, giornata a metà strada tra quella più
corta (solstizio d'inverno) e quella più lunga (solstizio d'estate) dell'anno,
il Sole sorge esattamente ad est. Questo vale sempre, indipendentemente dalla
precessione degli equinozi. Quindi la risposta alla domanda sarebbe: no, se la
chiesa è orientata esattamente ad est tale rimane, per lo meno finché
l'edificio rimane geologicamente fermo, cosa molto probabile.
Quello che cambia col tempo è la posizione del Sole nel giorno dell'equinozio
di primavera rispetto alle altre stelle. Questa infatti va cambiando in
continuazione, percorrendo un cerchio completo in circa 26 000 anni (25 771 e
rotti).
Questo moto è dovuto alla precessione dell'asse di rotazione della Terra,
che è un moto analogo a quello di una trottola che ruota con l'asse non perfettamente
verticale. Infatti, l'intersezione tra l'equatore celeste (la proiezione
dell'equatore terrestre sul cielo) e l'eclittica (la traiettoria del Sole nel
cielo) forma i due equinozi, per cui se l'equatore precede (mantendo invariata
la sua inclinazione rispetto all'eclittica) cambiano le posizioni degli
equinozi. In parole povere, se il Sole al solstizio di primavera è nella
costellazione dei Pesci, 3000 anni fa era nell'Ariete, e tra pochi decenni
arriverà nell'Acquario.
Basta un semplice calcolo per vedere che il moto del Sole non è poi così
piccolo, si tratta di 50 secondi d'arco (cioè 50 sessantesimi di sessantesimi
di grado) all'anno, quantità impercettibile all'occhio umano ma macroscopica
per i telescopi di oggi.
A partire dal 1200 il Sole ha percorso circa 11 gradi nel cielo, una quantità decisamente apprezzabile, ma questo si riferisce al movimento delle costellazioni e non all'est geografico.