La posizione del Sole

Il Sole

Dopo ottocento anni, la posizione del Sole al suo sorgere all'equinozio di primavera vista da un punto ben determinato (orientamento dell'abside di una chiesa benedettina del 1200), può aver subito uno spostamento verso nord?  

silvano micheli
11 aprile 2010

All'alba dell'equinozio di primavera, giornata a metà strada tra quella più corta (solstizio d'inverno) e quella più lunga (solstizio d'estate) dell'anno, il Sole sorge esattamente ad est. Questo vale sempre, indipendentemente dalla precessione degli equinozi. Quindi la risposta alla domanda sarebbe: no, se la chiesa è orientata esattamente ad est tale rimane, per lo meno finché l'edificio rimane geologicamente fermo, cosa molto probabile.
Quello che cambia col tempo è la posizione del Sole nel giorno dell'equinozio di primavera rispetto alle altre stelle. Questa infatti va cambiando in continuazione, percorrendo un cerchio completo in circa 26 000 anni (25 771 e rotti).

Questo moto è dovuto alla precessione dell'asse di rotazione della Terra, che è un moto analogo a quello di una trottola che ruota con l'asse non perfettamente verticale. Infatti, l'intersezione tra l'equatore celeste (la proiezione dell'equatore terrestre sul cielo) e l'eclittica (la traiettoria del Sole nel cielo) forma i due equinozi, per cui se l'equatore precede (mantendo invariata la sua inclinazione rispetto all'eclittica) cambiano le posizioni degli equinozi. In parole povere, se il Sole al solstizio di primavera è nella costellazione dei Pesci, 3000 anni fa era nell'Ariete, e tra pochi decenni arriverà nell'Acquario.
Basta un semplice calcolo per vedere che il moto del Sole non è poi così piccolo, si tratta di 50 secondi d'arco (cioè 50 sessantesimi di sessantesimi di grado) all'anno, quantità impercettibile all'occhio umano ma macroscopica per i telescopi di oggi.

A partire dal 1200 il Sole ha percorso circa 11 gradi nel cielo, una quantità decisamente apprezzabile, ma questo si riferisce al movimento delle costellazioni e non all'est geografico.

 

Pierluigi Monaco Dipartimento di Astronomia, Università di Trieste

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