Sto leggendo un libro interessante sulla correlazione tra alimentazione e cancro e mi chiedevo a che punto sono gli studi sull'uso di rimedi naturali per la cura dei tumori e, soprattutto, sulle eventuali interazioni tra tali rimedi e i farmaci chemioterapici. Potreste indicarmi delle pubblicazioni che trattano scientificamente il problema?
Grazie.
Il cibo sia la tua medicina, la frase è di Ippocrate, il medico greco del quarto secolo avanti Cristo considerato il padre della medicina. E il suo significato è che, concetto solo apparentemente semplice, siamo ciò che mangiamo.
Nel cibo ci sono sostanze capaci di proteggere dall’invecchiamento o dal cancro, e altre con effetto contrario, perciò la nostra alimentazione e il nostro stile di vita svolgono un ruolo molto importante nel determinare la nostra salute. Per esempio, le popolazioni mediterranee che consumano maggiori quantità di olio di oliva, frutta e verdura hanno una minore incidenza di fattori di rischio cardiovascolare e oncologico (come l’ipertensione e l’ipercolesterolemia). Questa osservazione ha portato allo sviluppo della cosiddetta nutriceutica, una disciplina che nel suo stesso nome associa i termini nutrienti e farmaceutica per dare un’idea di come le proprietà degli alimenti siano associate a un effetto farmacologico.
Ma alcune ricerche su ampia scala che hanno provato a studiare questi effetti, per esempio sull’insorgenza di cancro, hanno dato spesso risultati contraddittori, perché certi alimenti sono risultati associati alla riduzione dell’incidenza di cancro in una popolazione, ma non in un’altra. Allora, andando più a fondo nel problema, si è capito che queste sostanze reagiscono con i geni di una certa popolazione e in questa, e magari soltanto in questa, hanno effetto. Recentemente lo studio delle funzioni e della struttura del DNA e il sequenziamento del genoma umano hanno permesso di studiare l’influenza diretta delle sostanze nutrienti sull’espressione dei geni. È nata quindi la genomica nutrizionale, evoluzione della nutriceutica, ed è stato coniato il termine nutrigenomica.
Un esempio di alimento che protegge dal cancro interagendo con il DNA è la curcuma (l’ingrediente principale del curry), che in India è parte abituale dell’alimentazione tanto che gli indiani ne consumano abitualmente 1.5-2g al giorno. Forse è proprio il consumo della curcuma una delle ragioni per cui l’incidenza di tutti i tumori, e in particolare quello del colon, in India è minore rispetto agli altri paesi. La curcuma infatti contiene la curcumina, una sostanza che interferisce nei tre passaggi della genesi di un tumore (iniziazione, promozione e progressione) legandosi a particolari porzioni del DNA.
A questo punto è opportuno introdurre brevemente il concetto di alimento funzionale, che ebbe origine in Giappone negli anni ottanta. Gli alimenti funzionali sono quelli specificamente sviluppati al duplice scopo di favorire la salute e ridurre il rischio di malattie (soprattutto malattie cardiovascolari e cancro). Un esempio di alimento funzionale per favorire la salute sono le formulazioni di latte fermentato e yogurt con colture probiotiche che migliorano la flora intestinale, mentre esempio di alimento che riduce il rischio di cancro è il licopene contenuto nel pomodoro maturo che riduce il rischio di cancro della prostata.
Perché un alimento possa essere definito funzionale occorre che la ricerca scientifica accerti le sue capacità di migliorare la salute e ridurre il rischio di malattia. In seguito occorrerà precisarne le modalità di produzione da parte dell’industria alimentare e regolamentare l’etichettatura perché è fondamentale regolare il comportamento dei produttori così che non possano fare affermazioni fantasiose, ma rivendicare solo fatti reali e dimostrabili. Per il momento manca una legislazione europea, ma alcuni Paesi dell’Unione hanno intrapreso iniziative per definire questi alimenti come indicatori di salute attraverso la collaborazione di esperti del settore, autorità disciplinari e gruppi di consumatori.
Il mondo vegetale oltre a fornire i nutrienti fornisce anche moltissime sostanze che hanno effetto farmacologico: le fitomedicine. Le fitomedicine sono estratti di piante e di loro parti: foglie, fiori, radici che hanno effetto sui vari organi e apparati. Non sempre il principio attivo di queste sostanze è ben conosciuto e spesso l’effetto complessivo è la somma degli effetti di sostanze diverse che agiscono ognuno secondo una propria strada metabolica.
Molti farmaci che oggi vengono prodotti per sintesi chimica hanno un’origine vegetale e derivano dalle antiche fitomedicine. I farmaci di origine vegetale hanno disponibilità limitata e gli sforzi dell’industria chimica e farmaceutica sono indirizzati verso la sintesi in laboratorio della sostanza attiva piuttosto che verso l’estrazione dalla pianta.
Un esempio di farmaco antitumorale di origine vegetale ma di limitata disponibilità in natura è il taxolo, che originariamente veniva estratto dalla corteccia dell’albero Taxus brevifolia, una varietà di tasso originaria della costa occidentale del Nord America. Il taxolo stabilizza i microtubuli che fanno da scheletro ai filamenti di DNA durante la divisione cellulare che così viene bloccata, e il risultato è la morte delle cellule tumorali. Da quando è disponibile, cioè dai primi anni novanta, il taxolo ha portato nuove speranze ai malati di cancro, migliorando sia qualità di vita che sopravvivenza. Oggi, a più di trenta anni dalle prime ricerche, il taxolo ha ricevuto l’approvazione delle autorità registratrici di 75 Paesi per il trattamento di tre forme di tumore (seno, ovaio e polmone) in associazione con altri farmaci ad azione antitumorale, e continua a essere oggetto di nuove ricerche. Però, da trent’anni a questa parte, la scoperta delle sue proprietà ha determinato lo sfruttamento intensivo della pianta e si è cominciato a temere per l’ambiente. Non solo, la sua scarsa disponibilità naturale ne determina un costo molto alto.
Una buone fonte di dati sui rimedi naturali e le loro interazioni è la rivista on line Fitomedicina che riporta commentandoli gli articoli più importanti che appaiono nella letteratura scientifica.