Come potrebbe testimoniare un eventuale abitante di Plutone, la distanza
dal Sole ha parecchia influenza sul calore che la luce solare conferisce.
Il Sole emette su tutto lo spettro elettromagnetico in qualità di corpo
nero: materia e radiazione sono in equilibrio, e questo meccanismo termico
fa sì che il Sole, in virtù della sua elevata temperatura superficiale
(circa 6000 K), ci riscaldi per irraggiamento. È la luce, o per meglio
dire la radiazione elettromagnetica nel suo complesso, che trasporta
l'energia, senza richiedere la presenza di un mezzo. Quindi, se
raddoppiamo la distanza dal Sole l'energia che saremo in grado di
raccogliere a parità di superficie (ad esempio per metro quadro) diventerà
un quarto. Se la distanza triplica, l'energia diventerà un nono, e così
via. La cessione di calore lungo il percorso potrebbe avvenire solo se la
radiazione incontrasse qualcosa che la assorbe, ad esempio una grande
quantità di polvere interplanetaria. In quel caso, la luce sarebbe in
parte assorbita dalle polveri, e quindi meno energia raggiungerebbe le
zone esterne del Sistema Solare.