So che quando il cuore cessa di battere un uomo è dichiarato morto.
Come mai nei trapianti questo cuore può riprendere a battere ma solo nel corpo di un'altra persona ?
Non basta che il cuore si fermi per essere morti. La definizione di morte non è facile e si è andata modificando con gli anni, a causa del costante miglioramento delle tecniche di rianimazione. A parte casi particolarmente violenti, la morte non è mai istantanea ed è un processo che inizia con la cessazione irreversibile della funzione respiratoria (morte reale), della funzione nervosa (morte legale) e di quella cardiocircolatoria (morte clinica). La morte biologica propriamente detta, poi, è la distruzione completa dell'organismo.
Dal punto di vista legale, la diagnosi di morte è basata sul rilievo della cessazione di tutte le funzioni del cervello, secondo la legge 578/93 del 29 dicembre 1993. Precedentemente era necessaria una registrazione continua dell'elettrocardiogramma per almeno 20 minuti, in quanto si sa che un cervello non ossigenato per venti minuti è morto già da un po'.
Un altro concetto importante, per rispondere alla domanda, è quello di riserva ischemica. Con queto termine si intende il tempo per il quale un organo o un tessuto può restare senza apporto ematico (e quindi di ossigeno) prima di essere compromesso. Quella del cervello è nell'ordine di pochi minuti, quella del muscolo (anche cardiaco) maggiore e quella della cute ancora di più. Ciò vuol dire che il cuore può fermarsi, e quindi non consentire nemmeno la propria ossigenazione per diverso tempo, prima di andare incontro alla morte biologica (di questa bisogna parlare, ora, trattandosi solo di una parte dell'intero organismo). Se poi lo si raffredda, e quindi si abbassano il metabolismo e la necessità di ossigeno, la riserva ischemica si allunga sensibilmente.
È
quindi naturale che il cuore si fermi, l'individuo muoia ma il cuore sia ancora biologicamente "recuperabile": solo lui, però, e altri singoli organi. È
possibile quindi trapiantarlo in un organismo che non abbia subito un arresto del flusso sanguigno (e quindi anche della ossigenazione cerebrale), grazie alla circolazione extracorporea, basata su una macchina che sostituisce temporaneamente il cuore e i polmoni, potendo anche ossigenare il sangue.