Le onde acustiche sono generate da piccolissimi spostamenti oscillatori delle molecole d’aria (dell’ordine di frazioni di millimetro). Questi spostamenti danno origine a variazioni di pressione che si propagano alla velocità del suono (circa 340 m/s a temperatura ambiente).
Il calcolo di queste variazioni di pressione mostra che esse sono molto inferiori alla pressione atmosferica: in corrispondenza di un suono appena percettibile sono addirittura inferiori a un miliardesimo della pressione atmosferica al suolo, ma anche nel caso del suono più intenso che possiamo percepire senza provare dolore esse non superano un decimillesimo della pressione atmosferica.
Da questi dati si può capire immediatamente che anche l’energia trasportata dalle onde sonore è molto limitata. In particolare, la potenza sonora (ossia l’energia per unità di tempo e di superficie) irraggiata da una sorgente che produce un suono di intensità corrispondente alla soglia del dolore è dell’ordine di 1 Watt per metro quadrato.
In definitiva, anche se è possinbile in linea di principio estrarre energia dalle onde sonore naturali (pensiamo ad esempio al suono prodotto dal mare contro gli scogli), si tratta di quantità così limitate da togliere ogni interesse economico a un tale procedimento.