Con la presente vi chiedo gentilmente se potete darmi una risposta a quanto appresso specificato, in merito al quesito del test di medicina anno 2009: "Il susseguirsi delle stagioni per una stessa località della terra dipende da..."
E a questa domanda venivano fornite 5 risposte.
La controversia e l'equivocità sta nel fatto che tra le 5 risposte vi erano:
1) dall'inclinazione dell'asse terrestre rispetto al piano dell'orbita;
2) dalla durata del moto di rivoluzione della Terra intorno al Sole.
La prima, secondo la soluzione ufficiale, è quella esatta, mentre secondo esperti o navigando su internet, è emerso che entrambe le risposte possono essere date per corrette. Per esempio in un sito Meteomin -Stazione metereologica di Udine- ho trovato un documento intitolato: Le stagioni e, tra l'altro, così si esprime:
"Il periodo di tempo impiegato dalla terra per compiere una rivoluzione completa dura 365 giorni 5 ore 48 minuti e 46 secondi. Per effetto del moto di rivoluzione e a causa dell'asse terrestre inclinato (l'asse terrestre é inclinato di 66°33´ rispetto al piano dell'orbita e di 23°27´ rispetto alla normale a tale piano) accade il susseguirsi delle stagioni astronomiche: primavera, estate, autunno e inverno"
Cosa ne pensate? Potete fornirmi una risposta in merito?
Penso di aver compreso chiaramente la causa della perplessità di chi
fa la domanda.
Leggo per esempio anche su un libro di testo del liceo: "Le stagioni sono una delle conseguenze più rilevanti della
rivoluzione e dell'inclinazione dell'asse terrestre".
La rivoluzione è fondamentale: è certamente vero infatti che se la Terra
fosse ferma, cioè non in rotazione intorno al Sole, non si
verificherebbe il
fenomeno delle stagioni, né per altro l'alternanza di luce e buio (anche
detto di dì e notte).
Quel che la risposta del quiz dice però, è se il susseguirsi delle
stagioni dipende
dalla durata della rivoluzione e questo certamente non è vero. Se l'anno
terrestre durasse il doppio o la metà, il susseguirsi delle stagioni
avverrebbe ugualmente,
con un ritmo ovviamente diverso.
Senza entrare in dettagli troppo tecnici: il motivo principale per cui
abbiamo
le stagioni è la diversa illuminazione che i vari punti della
superficie terrestre ricevono durante l'anno. Questa quantità si
chiama irradianza e
dipende sostanziamente dall'angolo sotto cui la superficie terrestre (per
l'esattezza la sua tangente al punto in osservazione) vede i raggi del Sole. Quest'angolo è anche detto angolo di incidenza. Il Sole è sufficientemente
lontano da noi da poter
considerare paralleli i suoi raggi e perciò tutti arrivano con lo
stesso angolo di
incidenza, che corrisponde anche all'altezza del Sole sopra
l'orizzonte. Più l'angolo è piccolo e minore è la quantita di luce,
cioè di energia, per unità di superificie ricevuta sulla Terra.
Di conseguenza, quando la superficie è meno riscaldata siamo in una
stagione
fredda (autunno - inverno) quando la superficie è più riscaldata
siamo in
una stagione calda. Il fatto che l'angolo sotto cui vediamo il Sole cambi
durante il corso della rivoluzione (cioè l'orbita compiuta dal Sole
in un
anno) dipende proprio dall'inclinazione dell'asse terrestre di 66°33´
rispetto
al piano dell'eclittica.
Per esempio, nel nostro emisfero l'inverno avviene nel periodo in cui
la Terra
si trova più vicina al Sole (perielio) e l'estate quando è più lontana
(afelio) dimostrando così che la diversa distanza dal Sole non è
il fattore dominante. In ogni caso, per effetto della seconda legge di
Keplero,
il nostro inverno è un po' più breve rispetto a quello
dell'emisfero australe e la nostra estate un po' più lunga.
Anche la diversa distribuzione delle zone emerse e degli oceani
contribuisce in parte alle differenze di clima tra i due emisferi.
Un altro fatto importante, non menzionato nella domanda, è che le
stagioni sono molto diverse a seconda delle zone della Terra: la zona
equatoriale è torrida, le due zone comprese
tra i tropici e i circoli polari (boreale e australe) sono temperate,
e le
zone polari sono quelle in cui fa "un freddo polare"... Proprio per la
mancanza
di periodi dell'anno in cui l'irradianza è elevata.
Una curiosità: le stagioni meteorologiche sono in ritardo rispetto a
quelle
astronomiche (alle nostre latitudini per esempio l'inverno astronomico
inzia a metà dicembre, ma il periodo più freddo è generalmente a
metà gennaio) per effetto dell'inerzia
termica dell'atmosfera e delle grandi masse di acqua.