Come vibrano le molecole

Una molecola di metanolo

In una molecola, ad esempio una biatomica di idrogeno, l'energia vibrazionale dipende da quale isotopo dell'elemento in questione è presente. Cosa significa che molecole formate da isotopi più pesanti hanno minori energie vibrazionali e come si ripercuote questo fatto sulla forza del legame?  Spero di essere riuscita ad esprimere il mio dubbio...



caterina
20 settembre 2009

L’energia vibrazionale delle molecole è l’energia posseduta dalle molecole in virtù delle possibili vibrazioni degli atomi che le compongono. L’esempio delle molecole biatomiche è particolarmente utile perché in questo caso esiste una sola possibile vibrazione, o meglio coordinata di vibrazione. Infatti, gli atomi di una molecola biatomica, come l’idrogeno molecolare H2, possono allontanarsi o avvicinarsi tra loro, aumentando o diminuendo la loro distanza r.

Figura 1 Domenici

Questa vibrazione avviene ad una certa frequenza, che è specifica per il tipo di molecola, e che in generale viene indicata con il simbolo n.

La frequenza dipende da due parametri, la costante di forza del legame, k, e dalla massa ridotta, µ , secondo la relazione:

Figura 2 Domenici

L’energia dei livelli energetici vibrazionali, nell’ipotesi che l’energia potenziale della molecola medesima sia approssimabile a quella di un oscillatore armonico, è:

Figura 3 Domenici





 


Dove  Figura 8 Domenici è la costante di Plack e n è un numero intero positivo incluso lo 0. Da questa relazione si deduce che a parità di n, l’energia vibrazionale è maggiore se la frequenza caratteristica n è maggiore.

La massa ridotta si calcola come:


Figura 4 Domenici




Quindi nel caso di una molecola in cui i due atomi sono uguali, m1 = m2 = m, quindi:

Figura 5 Domenici




Nel caso della molecola H2 la massa ridotta µ è uguale a 8.35 * 10-28 Kg (massa del protone diviso due):


Figura 6 Domenici




Nel caso in cui entrambi gli atomi della molecola biatomica siano atomi di deuterio (D), ovvero l’isotopo dell’idrogeno con un protone e un neutrone nel nucleo, la massa ridotta è il doppio del caso precedente.

 

Figura 7 Domenici




Da questo si deduce che, se la forza di legame nelle molecole H2 e D2 fosse la stessa, il semplice effetto della massa giustificherebbe la diversa frequenza di vibrazione e di conseguenza anche la diversa energia vibrazionale, En.

 

Nel caso particolare, a parità di forza del legame k, la frequenza di vibrazione n della molecola H2 dovrebbe essere più grande di un fattore  Figura 9 Domenici  rispetto a quella della molecola di D2.

Lo stesso vale per la differenza tra livelli di energia vibrazionale, Figura 10 Domenici.

In realtà anche la forza di legame k è diversa nelle due molecole H2 e D2 e la cosa interessante è che la forza di legame si può ricavare sperimentalmente misurando l’energia vibrazionale.

Ad esempio, l’energia vibrazionale, espressa in cm-1, è uguale a 4159.5 cm-1 per la molecola H2, e 2990.3 cm-1 per la molecola D2.

Conoscendo la massa ridotta per le due molecole si ricava che la forza del legame k è leggermente diversa nelle due molecole e che è pari a 514 Nm-1 per H2 e 530 Nm-1 per D2.



Valentina Domenici Dipartimento di Chimica e Chimica Industriale, Università di Pisa

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