Campi magnetici e salute

Domini magnetici a scala nanometrica

Salve, alcuni giorni fa il tecnico che installava la lavastoviglie proponeva un tubo di ottone di circa 10 cm che, attaccato alla fonte da cui la macchina prende l'acqua, tramite campi magnetici, dovrebbe secondo lui eliminare la formazione di calcare.

Al modico prezzo di 40 euro ce l'ha posizionato. Avete già trattato l'argomento sulla base dell'efficacia. La domanda di ora è un po' diversa. Secondo il foglietto allegato il campo è generato da due magneti di "ferrite anisotropa 375 sxp", molto probabilmente a contatto con l'acqua che scorre.

Il campo generato dai magneti può esser pericoloso per la salute a distanze maggiori di 30-40 cm?

I magneti a contatto com l'acqua posson liberare sostanze nocive nell'acqua stessa che poi si depositano sulle stoviglie?


Francesco Bianchi
8 agosto 2009

Come il lettore accenna, mi ero già pronunciato sull’efficacia degli anticalcare magnetici in due precedenti risposte:
Calcare che diventa aragonite e Il magnetismo contro il calcare, e avevo sottolineato come il problema sia piuttosto controverso dal punto di vista scientifico.

Per quanto riguarda invece gli eventuali rischi per la salute, penso di poter tranquillizzare il lettore, ritenendo che tali dispositivi dovrebbero essere del tutto innocui.
Per quanto riguarda il campo magnetico, occorre innanzi tutto sottolineare che si tratta di un campo statico. Non vi sono evidenze che un campo magnetico statico possa produrre effetti biologici significativi (il discorso sarebbe un po’ diverso per un campo magnetico variabile che può indurre correnti elettriche nei tessuti biologici). In ogni caso, per potenti che siano i due magneti di ferrite, il campo da essi generato decresce molto rapidamente con la distanza e penso che alla distanza considerata dal lettore (30-40 cm) il campo sia molto debole.
Per quanto riguarda invece l’eventuale liberazione di sostanze nell’acqua, occorre innanzi tutto chiarire quale sia la composizione della ferrite. La ferrite utilizzata per realizzare magneti permanenti è costituita da polveri di ossido di ferro trivalente (Fe2O3) e di ossidi di altri metalli bivalenti (Mn, Mg, Zn, Co, Ni, Sr, Ba, ecc.) che vengono sottoposte a un processo di sinterizzazione, ovvero di compressione ad alta temperatura, eventualmente in atmosfera particolare. Il materiale che si ottiene ha caratteristiche quasi ceramiche.
Nelle ferriti anisotrope la polvere magnetica viene orientata durante lo stampaggio in presenza di un forte campo magnetico. Nella direzione di questo campo magnetico si ottengono valori magnetici più elevati che nelle direzioni perpendicolari e quindi il materiale viene magnetizzato solamente in questa direzione preferenziale. Nelle ferriti isotrope invece le polveri vengono stampate in assenza di campo magnetico. Non hanno quindi una direzione preferenziale e potranno quindi essere successivamente magnetizzate lungo una qualsiasi direzione. Le ferriti anisotrope, a parità di volume, possono generare campi magnetici più elevati e sono di solito più costose di quelle isotrope.
Come tutti i materiali ceramici, anche le ferriti sono scarsamente solubili in acqua. Di conseguenza, nell’ipotesi che i magneti fossero direttamente a contatto con l’acqua che scorre nel dispositivo (ma avrei qualche dubbio in proposito), le quantità di ioni metallici che le ferriti possono rilasciare sarebbero comunque molto ridotte e quindi penso del tutto innocue per la salute.

Silvano Fuso Istituto Tecnico Commerciale e Industriale "Primo Levi"

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