Buongiorno, sono un insegnante di liceo.
Vorrei conoscere le formule che pongono in relazione la velocità delle onde sismiche con l'energia e/o l'ntensità e/o la magnitudo di un terremoto. Quali relazioni esistono fra la velocità delle onde sismiche e i danni provocati da un terremoto?
Esistono tabelle che pongono in relazione la litologia di un territorio con i relativi effetti di ampliamento e/o smorzamento delle onde sismiche?
La forza di un terremoto si misura con la magnitudo. Dalla magnitudo si può risalire, tramite leggi di scala all’energia elastica rilasciata durante il sisma. La magnitudo si calcola a partire dall’ampiezza delle onde sismiche registrate da un sismometro.
L’intensità quantifica il danno (o l’effetto della vibrazione in assenza di danno) provocato dal terremoto in un sito. In Europa l’intensità si misura con la Scala Macrosismica Europea, aggiornamento della famosa Scala Mercalli.
A seguito di un terremoto, dunque, abbiamo un valore di intensità per ogni sito esaminato.
La magnitudo, invece, è un valore unico (in verità si può calcolare la magnitudo su diversi tipi di onde e, di conseguenza, possiamo avere diversi valori di magnitudo ma tutti si riferiscono alla “forza” del terremoto all’ipocentro).
La litologia superficiale (generalmente intesa come i 30 metri superficiali) determina la risposta di sito. Più il terreno è soffice, e perciò caratterizzato da un valore basso di velocità delle onde S (trasversali), e maggiore è l’amplificazione del moto del suolo rispetto a un terreno roccioso. La tabella 1 riassume le caratteristiche dei terreni secondo il codice sismico europeo, mentre la tabella 2 riporta, nella colonna S, il valore atteso di amplificazione. Con VS,30 si indica la velocità media delle onde S nei 30 metri superficiali. Definire l’amplificazione locale solo sulla base della VS,30 è un metodo speditivo di caratterizzazione dello scuotimento atteso e rifiutato da diversi ricercatori.
Le norme tecniche italiane sono in linea con le indicazioni del codice sismico europeo, ma presentano una quantificazione dello scuotimento atteso un po’ più articolata.