Effetto TIFFT

Galassie a spirale fuse in una galassia ellittica


Vorrei conoscere l'impatto sulla cosmologia attuale (compresa quella del Big Bang) dell'Effetto TIFFT così come evidenziato dalle ricerche. Questo, da parte mia, non significa avallare le teorie di Arp, ma solo cercare di comprendere se e in che modo questi dati osservativi sono compatibili con le teorie cosmologiche attuali. Grazie e complimenti per il sito.

Vito Veccia
29 giugno 2009

La risposta più eloquente alla domanda su quanto influiscano le scoperte di Tifft nella cosmologia moderna sta nella mia reazione (lavoro in cosmologia ormai da quasi due decenni): "Tifft chi?!?"

Andando un po' in giro su internet ho capito che Tifft è l'astronomo che notò per primo, nel 1976, una possibile periodicità nella distribuzione dei redshift delle galassie. A quei tempi il numero di redshift noti immagino non superasse le poche centinaia. Oggi sono disponibili misure di redshift per centinaia di migliaia di galassie, e nessuno ha più notato questa periodicità. Questo non vuol dire che Tifft fosse un astronomo poco affidabile, è normale nella scienza che alcune idee vengano poi smentite da osservazioni successive. RIcordo bene che negli anni '90 alcuni astronomi notarono una possibile periodicità nella distribuzione dei redshift, su distanze di 127 Mpc (ben maggiori dei 70 km/s dell'articolo originale di Tifft), che dalle loro misure era decisamente evidente, ma che non è stata confermata da osservazioni successive. Succede ogni volta che si trova un'evidenza marginalmente significativa: a volte sopravvive, altre volte no.

Su questa e su altre evidenze Alton Arp ha basato le sue teorie "eretiche" contro il Big Bang. Se fossi un sociologo o uno psicologo potrei azzardare qualche interpretazione del perché queste teorie vengano portate avanti, ma da astrofisico mi limito a dire che l'evidenza a favore del Big Bang caldo è oramai schiacciante. Intendiamoci, gli "eretici" come Arp giocano un ruolo fondamentale nella scienza, perché ci costringono a verificare continuamente i fondamenti delle nostre convinzioni; però a volte le critiche si cristallizzano su questioni superate e non tengono conto dei grandi progressi osservativi e teorici dell'astronomia.

Pierluigi Monaco Dipartimento di Astronomia, Università di Trieste

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