Per spiegare l'elevata velocità delle stelle periferiche negli aloni galattici si è postulata l'esistenza della materia oscura che dovrebbe essere costituita da particelle esotiche uniformemente distribuite nelle galassie. Ma se in tal modo il campo gravitazionale cresce con la distanza dal centro della galassia è vero anche che le stelle (e i pianeti) nel loro moto orbitale, a causa della materia oscura, incontrano una certa resistenza che ne rallenta il moto. Come si conciliano i due effetti?
Grazie e cordiali saluti.
Domenico Annunziata
Caro Domenico,
è una buona domanda, e finché non riusciamo ad isolare una sola delle particelle che compongono la materia oscura in un laboratorio, non saremo sicuri che essa esista davvero.
Comunque, i modelli teorici di materia oscura, appunto, predicono che essa sia costituita da particelle che interagiscono solo gravitazionalmente con il resto della materia, con l'aggiunta possibile dell'interazione debole.
Di conseguenza, i pianeti sentono pochissimo l'effetto di essa, perché in un sistema solare è la stella, fatta di materia ordinaria, che possiede di gran lunga la maggior massa, e quindi domina l'attrazione gravitazionale. Le stelle invece, specialmente alla periferia della nostra Galassia, sentono l'effetto della materia oscura perché "orbitano" attorno alla Galassia stessa, nella quale la materia oscura, in termini di massa, e' molto piu' abbondante.