Salve,
sto leggendo della formazione dell'universo dal Big Bang, e vedo che si ragiona in termini di tempo di Plank (10 alla -43 secondi), ossia periodi ridottissimi che sfuggono alla nostra umana concezione di tempo, e che ci impediscono di poter soltanto immaginare gli eventi colossali succedutisi in questi lassi di tempo infinitesimali.
La mia domanda consiste in questo: data l'inimmaginabile densità della materia dell'universo all'epoca del Big Bang, è possibile che spazio e tempo siano stati talmente curvati e flessi da risultare infiniti e quindi il tempo non scorresse affatto?
È difficile pensare che in un secondo, come misurato qui sulla Terra, il tempo di chiudere e riaprire gli occhi, si sia formato tutto il cosmo.
Grazie per l'attenzione
Caro Marco,
è una bella domanda. In realtà ignoriamo la fisica a quelle scale di tempo, e così vicini al Big Bang. Quindi ciò che tu accenni, ovvero quale sia il significato del tempo in tali condizioni, ci è ignoto.
La scala di tempo di Planck si ottiene combinando le costanti fondamental, velocità della luce, costante gravitazionale, e di Planck, in modo da ottenere un tempo. Grossolanamente, diciamo che a questo tempo corrisponde la condizione in cui Gravità e le altre interazioni erano unificate, o comunque descritte in modo a noi ignoto. Potrebbe quindi essere che a tempi così vicini all'inizio, il tempo stesso non avesse il significato che gli diamo comunemente.