Salve
Volevo sapere se noi, nella nostra vita, siamo sempre esposti a campi di tipo magnetico, elettromagnetico o elettrico. Mi spiego: i vari campi possono essere generati da varie utenze (cellulari, ripetitori radio ecc ) e quindi noi risultiamo sempre esposti? e se spengessimo tutte le utenze, dalla radio, al ripetitore, alla singola luce elettrica.. saremmo ugualmente esposti? Non riesco a trovare una risposta valida in tutta la rete, spero possiate fogare il mio dubbio. Saluti
Gentile signor Baldacci,
i campi elettromagnetici sono qualcosa di molto più comune di quanto non appaia dalla Sua domanda. Siamo immersi nel campo magnetico terrestre, quello che muove le bussole, ma sono onde elettromagnetiche anche la luce, o le radiazioni termiche di qualsiasi corpo caldo (quelle che ci scaldano davanti a un caminetto). Quindi siamo sempre esposti a campi elettromagnetici. Anche le nostre cellule funzionano grazie a campi elettromagnetici, che sulle dimensioni di una cellula sono tipicamente milioni o miliardi di volte più intensi di qualsiasi campo artificiale.
Immagino quindi che la sua domanda si riferisca essenzialmente a quello che viene chiamato "elettrosmog", cioè ai campi magnetici generati da apparecchiature elettriche ed elettrodotti (campi a bassa frequenza) e alle onde radio prodotte da trasmittenti per telecomunicazione o per trasmissioni radiotelevisive. Anche limitandosi a questi, esistono corrispondenti campi naturali, ma per stabilire quali tenere in considerazione occorre stabilire che caratteristiche dei campi elettromagnetici artificiali riteniamo importanti.
Sulla pericolosità o meno dei campi artificiali rimando a altre risposte date in precedenza: I campi magnetici sono pericolosi?, Antenne per la telefonia cellulare, Campi magnetici e distanze di sicurezza, Onde radio e salute, e a una serie di documenti divulgativi curati dall'Organizzazione Mondiale per la Sanità.
I campi magnetici artificiali a bassa frequenza sono generati, oltre che dagli elettrodotti, da apparecchi elettrici che contengono avvolgimenti: i trasformatori di alimentazione di apparecchi elettronici, di forni a microonde, e i motori elettrici (lavatrice e lavapiatti, aspirapolvere, frullatore...). In generale questi campi si riducono molto rapidamente con la distanza, e diventano trascurabili a pochi decimetri, massimo un metro dalla sorgente.
Campi a bassa frequenza, molto simili a quelli prodotti dalla corrente elettrica, sono prodotti anche da qualsiasi oggetto metallico in movimento. Ad esempio le fasce di acciaio dei pneumatici di un'auto, ruotando, espongono le gambe del guidatore a campi simili a quelli che si trovano sotto un elettrodotto. Anche muoversi, correre, fare ginnastica nel campo magnetico terrestre produce campi a bassa frequenza all'interno del corpo, campi che sono diversi, ma non moltissimo, da quelli artificiali. Quindi per annullare del tutto questi campi occorrerebbe eliminare qualsiasi oggetto ferroso, ed evitare di muoversi.
I campi naturali a frequenza radio sono molto deboli. Le principali sorgenti sono il Sole, con campi circa un miliardo di volte sotto i limiti protezionistici italiani, e i fulmini, che producono campi più intensi ma di durata molto breve. Anche l'insieme di tutti corpi caldi che ci circondano producono un campo a radiofrequenza, che nel suo insieme è un migliaio di volte quello solare. Le emissioni radio artificiali hanno comunque una differenza fondamentale rispetto a quelle naturali, hanno tipicamente una frequenza ben definita, mentre quelle naturali coprono tutte le frequenze in modo continuo. Non avendo mai riscontrato effetti biologici di onde radio deboli non possiamo stabilire se questa differenza sia importante, e non possiamo neppure indicare un intervallo preciso di frequenze in cui calcolare l'emissione naturale. Se consideriamo come "onde radio" anche le microonde, possiamo sostenere che il fondo naturale corrisponde ai campi generati da un ripetitore a qualche chilometro, quindi più dei campi tipici a cui siamo in media esposti.
I campi a radiofrequenza prodotti da ripetitori (soprattutto da quelli televisivi) sono comunque sempre molto inferiori a quelli a cui si comincia a vedere effetti biologici. I limiti italiani di esposizione corrispondono a densità di potenza circa mille volte inferiori a questi livelli.
In ambiente casalingo, i campi a radiofrequenza sono prodotti da pochi oggetti, essenzialmente da telefoni cordless e sistemi di rete per computer wi-fi. In entrambi i casi si tratta di potenze molto basse, per cui i limiti di esposizione italiani sono rispettati al massimo a qualche decimetro dall'apparecchio. Oggetti che ricevono onde radio, come televisori, apparecchi radio, ricevitori satellitari, non ne emettono. I forni a microonde producono campi molto intensi, ma questi non escono all'esterno in misura apprezzabile.
L'unico oggetto di uso comune che emette quantità significative di onde radio è il telefono cellulare. In questo caso le potenze emesse non sono piccolissime come per un cordless, e l'antenna è a pochi centimetri dal corpo, per cui è possibile esporre una piccola zona della testa a campi non lontani da quelli per cui si vedono effetti biologici. Difatti gli studi sugli effetti dei campi sono oggi rivolti quasi solo a cercare possibili danni tra gli utilizzatori di telefoni cellulari.
In conclusione, se si eliminassero completamente tutti gli apparecchi elettrici non avremmo una significativa riduzione dei campi a bassa frequenza, se non in casi particolari (ad esempio per chi vive sotto un elettrodotto). Relativamente invece alle onde radio, gli elettrodomestici di uso comune non ne emettono, con l'eccezione di cordless, sistemi Wi-Fi e soprattutto dei cellulari. Se si spegnessero completamente i ripetitori, l'esposizione alle onde radio diminuirebbe di molto, circa un migliaio di volte, ma questo dipende da cosa si include nelle "onde radio".
Una considerazione finale. Se anche si eliminassero completamente le onde radio, anche nelle ipotesi più pessimistiche sulla dannosità dei campi non vedremmo una differenza apprezzabile ad es. nel numero di tumori. Eliminando anche in piccola parte il traffico automobilistico, o modificando di poco lo stile di vita, le differenze si apprezzano facilmente. Per questo motivo mi muovo in bici, o con uno scooter elettrico.